Africa: il cuore pulsante del futuro globale

Una bussola di opportunità per l’Europa

Paolo Zanella e Team Africa









Il continente africano non è più solo una terra di risorse, ma il nuovo epicentro delle dinamiche geopolitiche mondiali. La sua influenza è in crescita esponenziale e la sua centralità è destinata a dominare lo scenario per i decenni a venire.

Perché l’Africa è così cruciale? La risposta è complessa e affascinante:
  • una ricchezza senza pari di materie prime;
  • un sistema infrastrutturale in rapida espansione;
  • lo sviluppo di metodi produttivi innovativi legati alla transizione energetica;
  • un capitale umano in fermento: una popolazione giovane, dinamica e in rapida crescita, con classi dirigenti sempre più formate e determinate.
In questa vibrante arena, gli attori globali (Cina, Russia, India tra i più evidenti) proiettano la loro rilevanza, mentre emergono prepotentemente nuovi protagonisti mediorientali e africani con un peso regionale sempre maggiore. Sarà imprescindibile fare i conti con la loro aspirazione all’autodeterminazione, una forza che plasma il futuro del continente.

Ma l’impatto dell’Africa non si limita alla geopolitica! La sua popolazione giovanissima, con la sua rapida crescita demografica, influenzerà profondamente (e già lo sta facendo) le società mondiali dal punto di vista sociale e culturale.
Tutto ciò si traduce in ricadute economiche e di sviluppo di portata storica, configurando un’opportunità strategica e irripetibile per la classe dirigente europea e, in particolare, italiana.

ALDAI accoglie la sfida! Per comprendere appieno questa prospettiva e rafforzare la leadership dei propri membri, ALDAI lancia un’iniziativa ambiziosa. Grazie alla sinergia dei nostri Gruppi di Lavoro Geopolitica, Cultura ed Energia, abbiamo ideato un primo ciclo di conferenze imperdibile che si terrà questo autunno.
Non è che l’inizio! L’interesse del pubblico guiderà i nostri passi futuri: approfondimenti dedicati a nazioni specifiche o a tematiche trasversali al continente.
Questo primo ciclo, Visioni d’Africa, riprende una preziosa tradizione ALDAI: il filone di conferenze Paesi Lontani, un viaggio nella conoscenza nato dalla collaborazione tra i Gruppi di Geopolitica e Cultura, ai quali ora si aggiunge quello Energia.

“Visioni d’Africa”

Storia, cultura, religione, lingua e sviluppo economico

7 ottobre - Introduzione e Storia dell’Africa: Le radici di un continente in trasformazione. 
Relatori: Mario Garassino e Raffaele Tasserini
La presenza dei primi ominidi (Australopithecus) è stata trovata nella Rift Valley (che si estende per circa 3.500 Km dall’Africa del Sud al Mar Rosso), scoperti in particolare in Tanzania e in Etiopia. Ciò giustifica considerare l’Africa “culla dell’Umanità”. Nella presentazione avremo solo necessità di accennare a questi tempi lontani, comunque fondamentali, per riprendere con più accuratezza la vita del continente con la penetrazione araba ed europea, la tratta degli schiavi, e con un interesse più approfondito per il colonialismo, con l’Africa divisa fino alla nuova vita dei Paesi africani dall’indipendenza all’Unione Africana.

20 ottobre - Autodeterminazione africana: Esplorando l’Agenda 2063: L’Africa che Vogliamo. 
Relatore Giovanni Saccà
L’Africa che vogliamo è il piano strategico dell’Unione Africana per trasformare il continente in una potenza globale entro il 2063, centenario della fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana. Si tratta di un progetto volto a raggiungere uno sviluppo inclusivo e sostenibile, che incarna la spinta panafricana all’unità, all’autodeterminazione, alla libertà, al progresso e alla prosperità collettiva.
L’Agenda 2063 delinea le principali aspirazioni, tra cui:
  • Un’Africa prospera basata su una crescita inclusiva e uno sviluppo sostenibile.
  • Un continente integrato, politicamente unito sotto ideali panafricani.
  • Buon governo, democrazia e rispetto dei diritti umani.
  • Un’Africa pacifica e sicura.
  • Una forte identità culturale, patrimonio condiviso e valori comuni.
  • Sviluppo guidato dal popolo africano, con particolare attenzione alle donne e ai giovani.
  • Un’Africa influente e unita sulla scena globale.
Include anche programmi bandiera volti ad accelerare la trasformazione dell’Africa, come lo sviluppo delle infrastrutture, l’istruzione, la salute e la diversificazione economica.

4 novembre - L’Africa e il Mondo: Le dinamiche geopolitiche che ridisegnano la scacchiera africana. 
Relatore Franco Conticini
Chiusa per sempre la stagione coloniale con le indipendenze africane degli anni ’60, anche le dinamiche neo-coloniali della fine del ’900 sono ormai giunte alla loro conclusione; ne è testimone il recente tracollo dell’influenza francese nelle 20 ex-colonie della francafrique. Nuove potenze globali o regionali (Cina, Russia, Turchia…) si affacciano prepotentemente in Africa, sostituendosi alle passate influenze europee. Ma anche l’Africa si sta trasformando, prendendo coscienza della propria forza e del proprio potenziale, con una nuova classe media, più istruita e forte già di 600 milioni di persone. È adesso il momento per l’Italia e l’Europa di riscoprire le sinergie e le complementarità con il continente africano. Opportunità da sviluppare insieme in un approccio non-predatorio, con un potenziale immenso. Ma bisogna muoversi bene. E adesso. Senza indugio.

18 novembre - Visione d’Africa 2025: Il ruolo chiave della transizione energetica africana. 
Relatore Luciano Giannini
Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), oltre 600 milioni di persone in Africa subsahariana non hanno accesso all’elettricità, soprattutto nelle aree rurali dove la percentuale supera il 70%. La diffusione delle tecnologie rinnovabili a basso costo può permettere all’Africa di superare la dipendenza dalle energie fossili, adottando energia pulita e decentralizzata. L’Africa ha l’opportunità di colmare il divario energetico e promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso risorse rinnovabili come: energia solare (radiazioni solari elevate), energia idroelettrica (potenziale significativo grazie ai grandi fiumi), energia eolica (alto potenziale nel Corno d’Africa e Africa del Sud) ed energia geotermica (soprattutto nella Rift Valley: Etiopia, Kenya).
L’industria italiana, caratterizzata da qualità e affidabilità, ha un’opportunità unica ed eccezionale di integrarsi in modo strategico nella filiera tecnologica dello sviluppo industriale dei Paesi africani, contribuendo alla loro transizione energetica e al conseguente sviluppo industriale e sociale. A tal fine sarebbe opportuno, che l’intera classe dirigente italiana si consorziasse e facesse sistema da un punto di vista finanziario, tecnologico e industriale, con il supporto continuo politico e delle istituzioni.


Gli incontri si terranno in ALDAI, Sala Viscontea Sergio Zeme alle ore 17:00.
Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it


Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

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