Edvard Munch a Palazzo Reale di Milano

Fino al 26 gennaio 2025

Edvard Munch, “L’Urlo”, 1893, Pittura a olio, tempera, pastello su cartone, 91x73,5 cm. Museo nazionale di arte, architettura e disegno, Oslo.

Paolo Sebastiano Ramella

Socio ALDAI-Federmanager componente del Gruppo Cultura
Dopo 40 anni dall’ultima mostra monografica, ritorna a Palazzo Reale una grande retrospettiva del maestro norvegese precursore dell’Espressionismo, con cento opere provenienti dal Museo Munch 
di Oslo. 
Edvard Munch, nato nel 1863 in Norvegia, ebbe fin dall’infanzia una vita familiare molto difficile e dolorosa. La morte della madre e dell’amata sorella in giovane età, la malattia mentale dell’altra sorella, le gravi difficoltà economiche e la depressione del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen, e più in generale la difficoltà a relazionarsi con il mondo femminile, segnarono profondamente la sua esistenza. “Nella casa della mia infanzia abitavano malattia e morte. Non ho mai superato l’infelicità di allora”.

Questo senso di tristezza e di inquietudine percorre tutta la sua arte, portandolo a ripetere più e più volte nei quadri gli episodi drammatici della propria vita, ogni volta in modo diverso, reinterpretati e rivissuti secondo lo stato d’animo del momento.

Culturalmente Munch subì inizialmente l’influenza del circolo bohemienne di Christiania (l’odierna Oslo), costituito da giovani poeti e artisti norvegesi, manifestando insofferenza, ribellione e opposizione allo spirito borghese e al perbenismo del tempo. In seguito, si traferì a Parigi, dove ammirò in particolare le opere di Gauguin, Toulouse-Lautrec e Van Gogh. Qualche anno dopo soggiornò a Berlino, dove venne a contatto con la cultura nordeuropea e le idee di Strindberg, Kierkegaard e Nietzsche, oltre agli studi psicoanalitici di Freud di inizio Novecento. 

In questo ambiente culturale e con lo stato d’animo angosciato sopra descritto, Munch sviluppa una propria personale interpretazione dell’arte pittorica. Contrariamente agli impressionisti, che dipingevano – ancorché in modo a quel tempo assolutamente innovativo – ciò che vedevano, ciò che “impressionava” la loro retina, Munch “esprime” la propria interiorità, proiettando sulla tela le proprie sensazioni intime. Non dipinge ciò che vede, ma dipinge ciò che ha visto, reinterpretandolo al presente. Rielabora continuamente ricordi e traumi della propria vita, in modo ripetitivo e quasi ossessivo, per dare forma alla propria ansia e malinconia.

Un merito di questa mostra, oltre a ben illustrare la poetica pittorica di Munch mettendo in evidenza le diverse tematiche, è quello di non focalizzare l’attenzione soltanto sul vissuto personale e psicologico di Munch quale fonte individualistica di ispirazione, ma di ben inquadrarlo nel contesto culturale dell’epoca. L’angoscia esistenziale e la disperazione dell’artista, condensate nel celebre “Urlo” (qui esposto in una preziosa versione litografica) sono espressione dei sentimenti di Munch, ma vengono al contempo elevati a valori universali. Così l’arte “esprime” le sensazioni dell’artista nel proprio tempo ma comunica anche a tutti noi, dando voce a emozioni e sentimenti che ancora oggi sono parte della nostra vita.
SAVE THE DATE

L'incontro Munch, il grido interiore si terrà 

giovedì 23 gennaio 2025 alle ore 17:00 
in Sala Viscontea Sergio Zeme
Seguirà visita alla mostra a Palazzo Reale

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

I più visti

Non restare indietro...rinnova ora

Il Consiglio Direttivo, nella riunione del 15 dicembre 2025, ha confermato le quote associative per l’anno 2026
01 febbraio 2026

Outplacement verso il Sociale

Rimettersi in gioco nella solidarietà
01 marzo 2026

Pensioni senza frontiere tra fiscalità, convenzioni ed emigrazioni

Le pensioni italiane pagate all’estero: informazioni in sintesi. Regole fiscali, le convenzioni internazionali, la perequazione automatica, i trend della nuova mobilità. Un mondo poco conosciuto, ma che interessa migliaia di italiani nel mondo
01 febbraio 2026

Manovra 2026: l’equilibrio dei conti non basta a proteggere famiglie, lavoratori e pensionati

Assistenza condizionata, pressione fiscale elevata, evasione irrisolta, potere d’acquisto dei salari che non recupera l’inflazione, minori possibilità di uscita anticipata dal lavoro sono le principali criticità della Manovra 2026
01 marzo 2026

80 anni di Federmanager: leadership e visione per il futuro

Il 2025 è un anno di profondo significato per l’intera comunità manageriale italiana. Federmanager celebra i suoi ottant’anni di storia, un percorso che, come ha giustamente sottolineato il Presidente nazionale Valter Quercioli, non è solo una ricorrenza, ma un «momento di riflessione collettiva».
10 dicembre 2025