Storia della carta moneta

Ogni giorno usiamo oggetti o strumenti di cui, a volte, non conosciamo la storia, i materiali o il lavoro necessari alla loro realizzazione. Tra questi, le più diffuse, amate e desiderate, sono sicuramente le banconote.

Luigi Lanfossi

Nell’ambito della collaborazione con Luigi Lanfossi (e quindi con il “Museo della stampa d’arte di Lodi“) con il quale abbiamo avuto un bellissimo incontro sulle prime edizione dei “Promessi Sposi”, il Gruppo Cultura vuole portarne a maggior conoscenza l’attività proponendo questo incontro su “La storia della carta moneta” con la speranza di ulteriore collaborazione. 
Mario Garassino

Ogni giorno usiamo oggetti o strumenti di cui, a volte, non conosciamo la storia, i materiali o il lavoro necessari alla loro realizzazione. Tra questi, le più diffuse, amate e desiderate, sono sicuramente le banconote. L’incontro di febbraio offrirà alcuni spunti per conoscere l’origine e la produzione di banconote e di altri documenti cartacei, genericamente chiamati cartevalori – titoli azionari, assegni, francobolli – che oggi, in alcuni casi, stanno per essere soppiantati da nuovi strumenti e tecnologie. Un mondo parallelo e non secondario, legato al mondo delle cartevalori, è quello della falsificazione, tema serio ma anche con spunti di simpatica leggerezza.
Dal vocabolario Treccani: carte-valóri s. f. pl. - termine generico con cui comunemente si designano sia i biglietti di banca e di Stato, i titoli del debito pubblico, le marche da bollo, la carta bollata, i fissati bollati, le cambiali, i francobolli, le cartoline postali, ecc., sia i titoli azionari e obbligazionari di società o enti, e le marche mediante cui si effettuano i versamenti di quote e contributi assicurativi, ecc. Raro l’uso del singolare carta-valore.
Il Penny Black, primo francobollo della storia.

Il Penny Black, primo francobollo della storia.

Origini delle banconote

La moneta è lo strumento di pagamento comunemente utilizzato per le transazioni economiche (compravendita). In origine, la moneta era in metalli preziosi, poi per ragioni di praticità diventa anche in materiale cartaceo; nel mondo contemporaneo ormai si sta diffondendo sempre più la moneta elettronica. 
In Cina la cartamoneta era già utilizzata nel XIII secolo. Marco Polo (1254-1324) ne “Il Milione” descrisse come si produceva la cartamoneta durante il regno di Kublai Khan. 
In Occidente la cartamoneta, o banconota, nasce per rispondere alle esigenze di praticità legate all’intensificarsi degli scambi commerciali intorno al XIV secolo. I mercanti, invece di far viaggiare grosse quantità di monete metalliche – operazione scomoda e pericolosa – depositavano presso un banco il proprio denaro ottenendo in cambio “ricevute” (note di banco) che valevano quanto il denaro depositato. 
L’emissione delle banconote dovrebbe corrispondere a effettivi depositi di metalli preziosi. Perciò, in tutti i Paesi è prerogativa esclusiva della Banca Centrale dello Stato. In Italia la prima serie di banconote, approvata il 26 settembre 1745, fu emessa dalle Regie Finanze di Torino il 1º gennaio 1746.

I francobolli

Il francobollo deve la sua origine “leggendaria” all’abilità di due fidanzati: questi riuscivano a scambiarsi messaggi romantici senza pagare la tariffa postale che allora doveva essere corrisposta al ricevimento. L’imbroglio, scoperto da Sir Rowland Hill, portò a una riforma delle Poste inglesi. Nel 1837, Hill introdusse tariffe basse e uniformi, legate al peso e non alla distanza, favorendo l’aumento del traffico postale. Il pagamento dell’importo doveva essere anticipato all’atto della spedizione e per attestarne l’avvenuto pagamento fu introdotto l’uso di etichette adesive da applicare sulla corrispondenza e annullate con un timbro indelebile. Hill progettò il primo francobollo utilizzando come soggetto il profilo della Regina Vittoria, stampato in calcografia su fondo costituito da losanghe molto fitte per evitare contraffazioni. Nel 1840 fu emesso il primo francobollo al mondo, in nero, del valore di un penny, passato alla storia come Penny Black.

Vero o falso?

Il «rovescio» delle cartevalori è il mondo della falsificazione. L’aspirazione alla ricchezza con il dolo ha ispirato celebri sketch televisivi e memorabili scene cinematografiche. Nell’immaginario degli italiani, forse il film che più di tutti è divenuto l’icona di questi maldestri tentativi è “La banda degli onesti” (1956), con Totò e Peppino De Filippo. Possiamo a ragione considerare involontaria protagonista del film anche la celebre banconota da 10.000 lire, apparsa per la prima volta nel 1948.

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

I più visti

Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager
10 settembre 2026

Ampio consenso sulla necessità di tutelare nel tempo il valore dei trattamenti previdenziali. Dal dibattito emerge soprattutto la richiesta di passare dalle analisi all’azione: occorrono interventi concreti capaci di dare maggiore stabilità ai meccanismi di rivalutazione, salvaguardare il potere d’acquisto e contrastare l’elevata pressione fiscale
01 ottobre 2026

Le preoccupazioni degli anziani per il loro futuro

Nel Rapporto Censis “Invecchiare nell’Italia della longevità” - luglio 2026 - sono descritte le nuove fragilità: cresce il timore della non autosufficienza, si indeboliscono le reti familiari e diventa sempre più urgente costruire un Paese capace di garantire tutela, assistenza e dignità alla popolazione anziana
01 ottobre 2026

La grande asimmetria italiana
Dare, avere, redistribuire: un equilibrio sempre più difficile!

L’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA, evidenzia l’insostenibilità del sogno italico di un welfare generoso, finanziato però con il contributo di pochi: quasi la metà degli italiani non ha redditi e quindi vive di fatto “a carico” di qualche altro cittadino, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su, corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l’IRPEF. Dati che non si spiegano con la sola evasione ma che affondano le loro radici in anni di politiche assistenzialiste e incentivi impliciti al non lavoro
01 ottobre 2026

Le alternative all'iper-urbanizzazione per una vita migliore

Economia della conoscenza e Smart Working potrebbero invertire la polarizzazione verso le metropoli.
01 ottobre 2026

L’Italia davanti alla sfida demografica: più anziani, meno lavoratori e la necessità di un nuovo modello di sviluppo

Il grafico costruito su dati ISTAT e INPS restituisce con immediatezza una delle questioni decisive per il futuro dell’Italia: la distanza tra la struttura della popolazione e quella dei lavoratori dipendenti. Non si tratta soltanto di un problema demografico, ma di una trasformazione che coinvolge crescita economica, welfare, pensioni, produttività, scuola, immigrazione e coesione sociale. Per affrontarla non basta aumentare l’occupazione: occorre cambiare il modo in cui il Paese utilizza il proprio capitale umano e costruire le condizioni perché giovani, donne, lavoratori anziani e nuovi cittadini possano contribuire pienamente allo sviluppo
01 ottobre 2026