Sicurezza diffusa

Organizzazione, tecnologia e formazione: solo un approccio integrato consente di trasformare salute e sicurezza sul lavoro in fattore strutturale di competitività

Matteo Marten-Perolino       

Coordinatore Commissione Salute e Sicurezza sul lavoro Federmanager

La salute e sicurezza sul lavoro non può più essere letta come un semplice adempimento normativo o come una funzione separata dalla gestione d’impresa. È uno dei terreni su cui si misura la qualità del management, la maturità organizzativa delle aziende e la capacità del sistema industriale di coniugare competitività, innovazione e tutela della persona. 
È da questa convinzione che la Commissione Salute e Sicurezza sul Lavoro di Federmanager, che ho l’onore di coordinare, sta sviluppando un’attività strutturata, con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una nuova cultura della sicurezza.
L’approccio sviluppato dalla Commissione si fonda su tre direttrici integrate. 

La prima è quella organizzativa, perché la sicurezza richiede modelli chiari di governance, ruoli definiti, responsabilità diffuse e una reale capacità di presidio da parte della linea manageriale. 

La seconda è quella tecnologica, con l’obiettivo di valorizzare dati, strumenti digitali, dispositivi intelligenti e possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale per rafforzare prevenzione, monitoraggio e supporto decisionale. 

La terza è quella formativa, indispensabile per sviluppare nelle imprese una cultura della sicurezza, che non resti confinata agli specialisti, ma diventi competenza diffusa per i manager e sui luoghi di lavoro.

In questa prospettiva, la Commissione sta lavorando a un percorso che parte dall’analisi dei dati disponibili e dal confronto con le principali fonti istituzionali, per individuare criticità ricorrenti, dinamiche infortunistiche e fattori organizzativi di rischio. L’obiettivo non è limitarsi alla fotografia del fenomeno. Il passaggio decisivo è leggere i dati in chiave manageriale, mettere a fuoco i fattori causali e confrontarli con casi di eccellenza, per comprendere quali soluzioni organizzative e operative abbiano già dimostrato efficacia.

Un elemento centrale dell’attività è collegare analisi, esperienze aziendali e capacità di trasferimento. 

L’idea è costruire una base concreta di casi, da utilizzare sia per elaborare proposte di sistema sia per generare strumenti utili alle imprese, in particolare alle PMI, che più spesso faticano a strutturare modelli evoluti di prevenzione. La consapevolezza del rischio non è sufficiente, è necessario evolvere verso modelli strutturati, sistemi guidati, leadership visibile e cultura organizzativa diffusa e orientata alla sicurezza (safety culture).

In altre parole, la sicurezza deve diventare parte del funzionamento ordinario dell’impresa e non una materia separata, gestita solo quando emerge un problema.
Questa road map può essere efficacemente supportata anche attraverso gli strumenti già disponibili nel sistema Federmanager come la formazione manageriale, il ricorso a temporary o fractional manager e l’organizzazione di momenti di confronto e diffusione delle esperienze.

Federmanager può svolgere un ruolo distintivo, portando nella sicurezza il punto di vista del management industriale e contribuendo a integrare cultura organizzativa, innovazione e responsabilità sociale. La sfida è trasformare la prevenzione da obbligo a competenza strategica, da costo percepito a fattore di qualità, affidabilità e sviluppo sostenibile.


Tratto da Progetto Manager

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