La crescente responsabilità dei manager nelle sfide moderne
Da esecutori a promotori di politiche e soggetti in grado di influenzare le decisioni aziendali, generando valore, supportando l’innovazione e proponendo alternative per raggiungere gli obiettivi.

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Giovanni Pagnacco
Presidente ALDAI-Federmanager
Cari associati, vorrei condividere con voi alcune mie riflessioni sull’evoluzione del ruolo del manager e su come la nostra Associazione possa e debba accompagnarne la continua tutela e valorizzazione.
La leadership che viene richiesta loro necessita sempre più di una visione strategica e della capacità di influire proattivamente sul raggiungimento degli obiettivi che si concorre a determinare.
In un contesto simile, per riflettere la natura dinamica delle imprese moderne, i manager sono diventati a tutti gli effetti gli attori principali nei processi di cambiamento anche organizzativo. La loro funzione è dunque passata da quella di esecutori a quella di promotori di politiche e di soggetti in grado di influenzare le decisioni aziendali, con l’obiettivo ultimo di generare valore, supportando l’innovazione e, ove necessario, proponendo alternative alle direttive ricevute per raggiungere gli obiettivi.
In base alla normativa italiana, in particolare all’articolo 2104 del Codice Civile, ai manager è richiesta una “diligenza qualificata”, ovvero l’adozione di iniziativa, la gestione dei rischi e la supervisione che vada oltre la mera conformità, in sostanza una maggior responsabilità anche sulla governance e sulle proposte di miglioramento continuo rispetto alle performance della propria azienda.
In questo contesto evolutivo, e per affrontare le crescenti complessità del mondo odierno, al manager sono quindi richiesti aggiornamenti formativi continui, competenze analitiche e attenzione al contesto organizzativo, poiché la semplice esecuzione di ordini può limitare l’effettivo contributo alla competitività della propria organizzazione.
È inoltre fondamentale che la figura del manager venga ulteriormente valorizzata e tutelata rispetto a responsabilità crescenti, pertanto non solo i dirigenti, ma anche i quadri che svolgono funzioni manageriali e le alte professionalità fino ad arrivare agli amministratori delegati devono essere sempre più attratti dal valore della nostra Associazione che rimane l’unica realtà in grado di garantire questa valorizzazione e tutela. E, per quanto riguarda la tutela, la negoziazione del prossimo CCNL, di cui presiedo la Delegazione Trattante, sarà il momento cruciale per riferirsi a uno spettro ancora più ampio di management rispondendo così alle necessità create dalla evoluzione del ruolo.
Attraverso riflessioni come queste credo fortemente che si possa continuare ad acquisire una sempre maggior consapevolezza del ruolo dei manager per i manager anche attraverso ALDAI e anche rispetto al sociale. E tutto ciò non può prescindere dall’impegno di tutti nel renderci sempre più attrattivi anche attraverso la crescente partecipazione attiva nei Gruppi di Lavoro dell’Associazione, che stiamo rinforzando per riflettere sempre di più l’operato delle Commissioni di Settore industriale di Federmanager a livello nazionale, dove ALDAI ha il dovere e la capacità di portare contenuti e progettualità.
La partecipazione attiva implica anche esigere da sé stessi e dai rappresentanti delle istituzioni il mantenimento del servizio universale, la cui messa in discussione è illustrata in un articolo di questo numero. Attraverso questo impegno, si mantiene e si rafforza il welfare esteso non solo ai dirigenti, ma anche ai quadri e alle altre alte professionalità. Se poi si riesce a far parlare bene di noi, come agenti rispetto al ridisegno delle politiche industriali e del suo importante riflesso sulla società, anche coloro che non appartengono alla nostra categoria saranno più disposti a unirsi a noi nelle istanze anche a livello politico da cui tutti potranno trarre beneficio.
01 settembre 2025