Lazio modello di competitività

Management leva strategica per l’industria di domani

Antonio Amato

Presidente Federmanager Roma
Il prossimo 25 giugno, nella prestigiosa cornice della Sala delle Colonne a Roma, la nostra Assemblea Annuale, oltre a rappresentare un prezioso momento di incontro, offrirà l’occasione di partecipare a un vero e proprio laboratorio strategico. Il titolo scelto, “L’industria di domani e il ruolo strategico del management per lo sviluppo del Lazio nella competitività globale”, riflette l’urgenza di ridisegnare il nostro perimetro industriale in una realtà in cui le regole del gioco sono profondamente cambiate e, in molti contesti, si fa ancora fatica a prenderne consapevolezza. La trasformazione in atto non è ciclica, ma strutturale, e richiede un riposizionamento delle politiche industriali, delle imprese e delle competenze manageriali.

Lo scenario globale è instabile. Il contesto economico in cui operano le imprese è caratterizzato da un livello di incertezza senza precedenti negli ultimi anni. Le tensioni geopolitiche, con gli effetti del conflitto in Medio Oriente, le nuove politiche commerciali e la volatilità dei mercati energetici stanno ridisegnando le catene globali del valore, rendendo più complessa la pianificazione industriale e più incerti gli investimenti, incidendo direttamente sulla capacità produttiva e sulla competitività del nostro sistema industriale. In risposta a questo contesto è necessario rafforzare una politica industriale orientata alla resilienza, alla sicurezza degli approvvigionamenti e allo sviluppo delle filiere strategiche.

Energia, digitale, difesa, semiconduttori rappresentano oggi ambiti in cui la dimensione nazionale ed europea torna centrale. Il reshoring e la diversificazione delle catene di fornitura non sono più opzioni, ma elementi essenziali per garantire competitività e autonomia strategica. In questo quadro, il Lazio si configura come uno dei territori chiave del sistema Paese. La regione esprime un tessuto produttivo articolato, con una forte componente terziaria e filiere industriali ad alto valore aggiunto nei settori dell’aerospazio, della farmaceutica, dell’automotive e dell’ICT.

Il contributo del Lazio alla crescita nazionale è più che significativo, ma la piena valorizzazione del suo potenziale richiede un rafforzamento dell’integrazione tra imprese, sistema della ricerca e Pubblica Amministrazione, nonché una maggiore diffusione territoriale delle opportunità di sviluppo.

In questo contesto, il management assume un ruolo che va oltre la dimensione aziendale. Non è solo un fattore organizzativo, ma una vera e propria infrastruttura della competitività. Il compito del manager è tradurre indirizzi strategici e politiche pubbliche in risultati concreti, operando come elemento di connessione tra istituzioni, imprese e mercati e tradurre le strategie istituzionali in crescita reale agendo su tre direttrici essenziali.

La prima riguarda la semplificazione e la trasformazione digitale. L’efficienza dei processi rappresenta oggi un fattore competitivo determinante. La digitalizzazione, l’automazione e l’intelligenza artificiale devono essere orientate alla riduzione dei tempi, alla trasparenza e alla qualità delle decisioni.

La seconda riguarda gli investimenti. In un contesto globale in cui la velocità di esecuzione è determinante, il manager è chiamato a progettare modelli di collaborazione avanzati, favorendo l’integrazione tra capitale pubblico e privato e contribuendo a creare condizioni favorevoli all’attrazione di risorse.

La terza riguarda le competenze. Il mismatch tra innovazione tecnologica e capitale umano rappresenta uno dei principali vincoli allo sviluppo. Investire in formazione, upskilling e reskilling è una priorità strategica, non più rinviabile. Il manager, in questo senso, è il garante della capacità del sistema produttivo di evolvere in modo coerente con le trasformazioni in atto.

In Federmanager Roma continueremo a proporre la formazione come leva strategica di crescita e sviluppo, a collaborare con le università del territorio, a promuovere l’aggiornamento costante delle competenze come mezzo concreto volto a risolvere il paradosso del mismatch tecnologico, assicurando che l’innovazione non lasci indietro nessuno, ma diventi uno strumento di emancipazione e crescita professionale per tutti i lavoratori della filiera.
L’Assemblea del 25 giugno si inserisce in questo quadro come momento di proposta e di costruzione di una visione condivisa. L’obiettivo è contribuire alla definizione di linee di intervento concrete per rafforzare la competitività industriale, superare le vulnerabilità delle supply chain e valorizzare il ruolo dei territori. Il Lazio può rappresentare un modello di riferimento, ha la capacità di fare sistema e di orientare le scelte strategiche verso obiettivi di medio-lungo periodo.

Mi rivolgo, pertanto, a tutti i Colleghi e a tutte le Colleghe, inclusi coloro che non hanno ancora aderito alla nostra Organizzazione. La partecipazione è un elemento essenziale per rafforzare il ruolo del management nel dibattito pubblico e nelle scelte strategiche del Paese. Essere presenti significa contribuire attivamente alla costruzione di una nuova cultura industriale, fondata su competenze, responsabilità e visione. Il management italiano dispone delle capacità necessarie per affrontare le sfide dei prossimi anni. Ora abbiamo la responsabilità di trasformarle in azione per portare il nostro Paese ad eccellere nella competizione globale.

Vi aspetto in Assemblea per costruire insieme l’industria di domani.