Il nuovo mandato
Un nuovo Consiglio Direttivo, un mandato di presidenza rinnovato. Per fare cosa?
di Massimo Melega
Un nuovo Consiglio Direttivo, un mandato di presidenza rinnovato. Per fare cosa?
1. La forza dell’associazione è correlata direttamente alla sua rappresentatività. Rispetto ai dirigenti presenti nelle aziende che applicano contratti Federmanager (dati INPS), la nostra penetrazione in termini di numero di iscritti all’associazione è pari al 36,3%: molto al di sopra della media nazionale (28,8%), aumentata rispetto al 2023 (35,9%), ma ancora lontana da quello che vorremmo.
Crediamo che lo sviluppo associativo vada perseguito anche puntando agli imprenditori, perché noi siamo un partner prezioso per Confindustria.
Per questo effettuiamo visite ed incontri nelle aziende affrontando tematiche di interesse comune e dando visibilità alle stesse.
Dirigenti e quadri non sono poi l’unico obiettivo, ma proponiamo anche prodotti e servizi utili agli “atipici “ emergenti riconducibili ai profili statutari.
2. Il patto con gli imprenditori riguarda anche il contratto: riscritto con modalità win - win, ed inserendo in esso regolamentazioni utili anche ai ruoli cosiddetti “atipici”. Il contratto deve essere sentito come un vantaggio anche per gli imprenditori, non una fastidiosa costrizione.
3. Azione sul Governo nazionale e regionale: occorre continuare ad essere soggetti attivi.
I politici possono diventare i portabandiera delle nostre idee. Sia nei territori che in Federazione si continueranno a concordare strategie comuni per orientare gli organi di governo.
L’accreditamento garantisce:
- di essere chiamati ai tavoli istituzionali (si veda il Patto per l’Emilia - Romagna);
- di vedere riconosciuto ed attestato il ruolo della dirigenza, spesso sottovalutato, mentre si tratta della “spina dorsale” delle aziende e della società.
Il canale più diretto per persuadere la politica sulla validità degli orientamenti rappresentati è costituito dagli incontri con i decisori politici ed istituzionali chiamati ad operare sulle questioni di interesse.
4. La nostra territoriale “pesa” molto all’interno della Federazione, e non solo per il numero di iscritti, ma anche e soprattutto per gli ottimi servizi, per il lavoro nelle commissioni territoriali ed in quelle nazionali e per le capacità progettuali e realizzative. Tutto questo deve intensificarsi.
Massimo Melega, Presidente Federmanager Bologna - Ferrara - Ravenna
5. Ci deve essere una seria azione di protezione sulle componenti deboli specifiche della categoria (inoccupati, esodati, pensionati).
Alcune proposte operative:
a) focus su Commissioni/Gruppi di lavoro territoriali/nazionali per farsi promotori di proposte concrete di politica industriale;
b) promozione della conoscenza di Federmanager, anche sotto il profilo della mutualità: in questo momento posso non avere bisogno dei servizi offerti, ma la mia quota serve a pagare quelli che servono a chi ne ha bisogno, come io ne ho avuto bisogno in passato;
c) ugualmente occorre tenere ben presente che senza Federmanager non esisterebbero gli enti di sistema, paritetici e non, ed i loro servizi: non esisterebbero FASI, Assidai, Previndai, Previndapi, Fondirigenti, Federmanager Academy, Fondazione IDI, Praesidium, ecc.;
d) coltivare un patto generazionale tra giovani ed anziani nella gestione della rivoluzione AI;
e) stimolare nuove dinamiche: manager “condivisi” tra PMI, con forme contrattuali ed importi compatibili, gestione delle problematiche di seconde generazioni e successioni, ecc.;
f) assemblee, feste: legame con il territorio, ma anche messaggi qualificanti. Non perdiamo occasione per dire chi siamo e quali sono i nostri valori;
g) Progetto Sicurezza: di questo parleremo presto, in modo più esteso di quanto si possa fare in queste poche righe.
Alcune proposte operative:
a) focus su Commissioni/Gruppi di lavoro territoriali/nazionali per farsi promotori di proposte concrete di politica industriale;
b) promozione della conoscenza di Federmanager, anche sotto il profilo della mutualità: in questo momento posso non avere bisogno dei servizi offerti, ma la mia quota serve a pagare quelli che servono a chi ne ha bisogno, come io ne ho avuto bisogno in passato;
c) ugualmente occorre tenere ben presente che senza Federmanager non esisterebbero gli enti di sistema, paritetici e non, ed i loro servizi: non esisterebbero FASI, Assidai, Previndai, Previndapi, Fondirigenti, Federmanager Academy, Fondazione IDI, Praesidium, ecc.;
d) coltivare un patto generazionale tra giovani ed anziani nella gestione della rivoluzione AI;
e) stimolare nuove dinamiche: manager “condivisi” tra PMI, con forme contrattuali ed importi compatibili, gestione delle problematiche di seconde generazioni e successioni, ecc.;
f) assemblee, feste: legame con il territorio, ma anche messaggi qualificanti. Non perdiamo occasione per dire chi siamo e quali sono i nostri valori;
g) Progetto Sicurezza: di questo parleremo presto, in modo più esteso di quanto si possa fare in queste poche righe.
31 agosto 2026
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