Orizzonti

Editoriale di marzo

Di Massimo Melega  

Presidente Federmanager Bologna, Ferrara e Ravenna

Certamente il contesto internazionale e la congiuntura economica globale non lasciano spazio alla spensieratezza.


Attraversiamo un momento talmente… distopico che vediamo mettere in discussione ogni giorno valori cardine della convivenza e della vita umana, maturati in millenni di civiltà.

Ma veniamo a cosa succede in casa nostra: nel Workshop Banca d’Italia – Regione del 22/1/2026Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione, ha ricordato un tema importantissimo: dobbiamo conseguire la sovranità tecnologica, se no sono guai. 


Il PNRR è finito. Ora si tratta di convogliare le risorse pubbliche e private per direzionare la bussola competitiva. 


Litterio Mirenda, economista della Banca d’Italia, illustrando un confronto di crescita e produttività in Italia ed in Emilia-Romagna, ha fatto notare come la crescita l’anno scorso sia tornata debole, ma anche che l’E-R sta dando segnali di ripresa, posizionandosi nel confronto sopra alla media italiana.

Per quanto riguarda l’innovazione, l’Italia si posiziona – fatto 100 l’indicatore aggregato per i paesi UE EIS (European Innovation Scoreboard) - tra gli innovatori moderati, posizionandosi al 14° posto fra i Paesi europei. 


Se tuttavia si va a guardare il Regional Innovation Scoreboard (RIS), ecco che l’Emilia-Romagna si colloca tra gli “innovatori forti”, con un punteggio di 102,5 rispetto al valore 100 dell’indicatore aggregato UE(Fonte: Commissione Europea 2025). La sfida strategica individuata da Mirenda è quella del consolidamento dei punti di forza, come la disponibilità di proprietà intellettuali. E poi si deve migliorare la qualità del capitale umano.

Come non essere d’accordo? 


In effetti, non si può negare che la Regione stia mettendo in pista – insieme all’Università di Bologna, ma anche insieme a tutti i principali stakeholders - una serie di iniziative in tal senso, che hanno lo scopo di portare e ri-portare competenze e saper-fare alle nostre Aziende, che hanno fame di risorse umane, ad ogni livello. 


Tecnopoli, Università delle Nazioni Unite, la Rete Alta Tecnologia, i clusters, le attività di Bi-rex, i numerosi bandi che nascono via via, e che vedono anche il contributo di Federmanager Bologna-Ferrara-Ravenna ne sono solo alcuni esempi. 


Tutto questo (e tanto altro) viene a costituire un ecosistema regionale per l’innovazione


Massimo Melega, Presidente Federmanager Bologna - Ferrara - Ravenna

Massimo Melega, Presidente Federmanager Bologna - Ferrara - Ravenna

Ma non basta: nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata la prima regione d’Italia per numero di domande di brevetti presentate. Come ci ricorda Roberto Ricci Mingani, Direttore Generale dell’Area Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese della Regione Emilia-Romagna, abbiamo 2 fattori da vincere: industrializzazione e scalabilità, in un contesto nel quale   la velocità è aumentata, i costi sono enormi, scarsa è la visibilità sul futuro. E nel quale i competitors sono fortissimi nel raggiungere in fretta TRL (Technology Readiness Level) altissimi in tempi brevi.

 
Le imprese continuano coraggiosamente ad investire, e stiamo andando verso l’efficienza operativa, ma con grandi differenze tra grandi e piccole aziende. Dobbiamo aiutarle, anche con il miglioramento del capitale umano. 

Ecco allora – di nuovo – l’urgenza della formazione continua, di un continuo scambio di informazioni (e quindi di opportunità di business e professionali) tra gli stakeholders. È soprattutto a questo che serve la nostra Associazione, per consentirci di coglierle e di capire in quali acque stiamo. 


Ed avendo sempre in mente un concetto importantissimo per un Paese trasformatore come il nostro: la centralità della manifattura.

Non dimentichiamo gli insegnamenti che ci ha lasciato il Covid, recuperiamo il valore strategico delle nostre scelte, mettiamo a frutto l’eredità del PNRR (il Rettore Molari dichiara con molta onestà e trasparenza che – grazie al PNRR – è stato possibile per UNIBO acquistare dotazioni per importi 24 volte superiori a quelli usuali).

Tutto questo rappresenta un capitale che non va sprecato, un impegno che dobbiamo alle future generazioni