50 anni fa nacque la coscienza della Salute e Sicurezza sul Lavoro
Dal disastro di Seveso al Testo Unico Sicurezza D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008
Franco Torelli
Presidente Federmanager Trento e componente del Comitato Nazionale Pensionati
Avevo 17 anni, ma ricordo ancor oggi quanta impressione e sconcerto creò tra tutti noi il disastro di Seveso. Indimenticabile l’amara e disperata “Canzone per Seveso“ di Antonello Venditti «…voi, che vivete tranquilli nella vostra coscienza di uomini giusti, che sfruttate la vita per i vostri sporchi giochetti allora, allora ammazzateci tutti!».
Fu un evento che cambiò la storia della sicurezza industriale e cambiò completamente il nostro modo di lavorare e vivere in azienda. Prima del 10 luglio del 1976 non erano in molti a sapere che cosa si facesse davvero dentro l’ICMESA, nemmeno tra chi lì dentro ci lavorava.
Poi quel giorno da una torre dello stabilimento cominciò a uscire un fumo biancastro, che il vento trascinò per qualche chilometro sopra l’abitato: a quell’odore atroce i campi si seccarono presto, così come le foglie e le cortecce degli alberi che presero a staccarsi dai tronchi, improvvise morti di piccoli animali domestici e uccelli, su 240 persone per lo più bambini iniziarono a comparire gonfiori e piaghe. Ma sul momento neanche i medici sospettavano di cosa si trattasse, e nemmeno lo sapevano i giornali. Nessuno.
Solo una settimana dopo l’azienda ammise che si trattava di tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), una delle sostanze più pericolose in assoluto per la salute di persone e animali: già allora era noto che aumentava il rischio di tumori, che causava una forma di acne molto grave, la cloracne, e che poteva interferire con le gravidanze, portando a malformazioni nei feti o ad aborti spontanei.
Quelle carenze di sicurezza nel processo produttivo nascevano dalla competizione tra aziende, che per produrre di più e a costi minori risparmiavano sulla sicurezza di chi lavorava e di chi abitava lì intorno. Dopo quella nube che intossicò centinaia di persone fu riconosciuto per la prima volta il diritto di sapere cosa fanno le industrie più pericolose e che rischi corre chi abita nei dintorni.
Dal 1982 venne approvata una serie di direttive europee sul controllo dei grandi rischi industriali, che da allora tutti chiamarono «direttiva Seveso». Imposero agli Stati di individuare gli impianti a rischio di incidente rilevante e di censire le sostanze pericolose che contenevano, di informare le persone che abitano intorno a questi impianti di quali rischi corrono, di come verranno allertate in caso di emergenza, di cosa devono fare, obbligarono le aziende a dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza. Con grande ritardo anche l’Italia recepì le direttive e solo il 15 maggio 2008 entrò in vigore il D.Lgs. 81/2008, noto come Testo Unico Sicurezza.
Franco Torelli Presidente Federmanager Trento e componente del Comitato Nazionale Pensionati
Oggi esiste un inventario pubblico, tenuto dall’ISPRA, l’istituto nazionale che si occupa di protezione ambientale, e consultabile online, in cui chiunque può cercare comune per comune quali impianti pericolosi ha vicino e quali sostanze contengono.
La consapevolezza dell’importanza della Salute e Sicurezza sul posto di Lavoro e nell’ambiente esterno è ormai parte della nostra cultura, ma soprattutto noi manager non dobbiamo mai smettere di vigilare e sensibilizzare chiunque su questi temi.
Anche se in Italia le morti sul lavoro sono in lieve calo, gli infortuni sul lavoro sono in continuo aumento e ancor più le malattie professionali: le regioni del Nord Est registrano un aumento contenuto rispetto il resto d’Italia, ma pur sempre di aumento si tratta.
Federmanager promuove e divulga sempre più la cultura della salute, sicurezza e benessere organizzativo presso manager e aziende, anche attraverso il Protocollo con l’INAIL, un’intesa nazionale strategica che punta su formazione e ricerca per diffondere la cultura della prevenzione e di buone pratiche.
È un dovere sociale e una leva strategica per la competitività delle imprese, richiede impegno costante, formazione continua, regole chiare e coinvolgimento attivo di tutti.
30 settembre 2026
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