La valle dei 100 castelli

All’ombra delle Alpi, che in Valle d’Aosta si spingono in alto come in nessun’altra regione d’Italia e d’Europa, ogni città, borgo, o villaggio parla di sé e della sua storia. Una storia che si legge nella cucina, nelle tradizioni, nel sapiente artigianato che riempie le vetrine di negozi e botteghe, negli occhi e nelle parole di chi da queste parti è di casa

Castello di Bard

Regione autonoma Valle d’Aosta


Le prime testimonianze della presenza dell’uomo in questo territorio ci arrivano dalla preistoria: si perdono nella notte dei tempi le origini del sito del Cromlech (dal gallese “cerchio di pietra”) al passo del Piccolo San Bernardo, una Stonehenge valdostana, e quelle dell’Area megalitica di Aosta, venuta alla luce negli anni Sessanta e contraddistinta da un percorso di visita che attraversa millenni di storia, denominato a partire dal 2025 Mega Museo. Con i suoi 10.000 mq di superficie, si tratta dell’area megalitica coperta più vasta d’Europa (vedi L’inverno in Valle d’Aosta – Dirigenti Industria gennaio/febbraio 2026). 
La Valle d’Aosta ha rappresentato un luogo di straordinaria vivacità economica e culturale anche in epoca romana, quando iniziò l’urbanizzazione del territorio conquistato alla popolazione indigena: l’organizzazione fondiaria e la rete viaria, il collegamento dei valichi alpini del Piccolo e del Gran San Bernardo con la strada consolare delle Gallie, e la fondazione della città di Augusta Praetoria (Aosta). Iniziavano così cinque secoli di dominazione che avrebbero reso Aosta la “Roma delle Alpi” che oggi tutti riconosciamo per gli innumerevoli monumenti che la città conserva: l’Arco di Augusto, la Porta Praetoria, il Teatro romano, le mura e le torri perimetrali, il Foro con il Criptoportico, la Villa della Consolata, l’Area funeraria e molto altro. Ma anche fuori dal capoluogo capita di imbattersi in luoghi come Donnas, dove la Via delle Gallie ci appare per come era duemila anni fa, intagliata nella pietra; o nel Pont d’Ael ad Aymavillles, un ponte-acquedotto, o ancora in quello che dà il nome a Pont-Saint-Martin. Ma è a partire dal Medioevo che la Valle d’Aosta ha assunto le caratteristiche che l’hanno portata a essere conosciuta anche come la Valle dei 100 castelli. Tra caseforti, manieri e dongioni se ne contano, infatti, oltre 120: un’enormità, in relazione alle piccole dimensioni della regione.

I primi castelli erano più che altro dongioni cinti da mura, con funzione prettamente difensiva (il Castello di Graines, il Castello di Cly, il Castello di Introd e Châtel-Argent). Nei secoli successivi, alla funzione difensiva si era affiancata quella residenziale – come nel Castello di Verrès, in quello di Ussel e nel Castello Sarriod de La Tour – e, ancora dopo, la prima era sparita completamente a favore di un’evoluzione in palazzi signorili, eretti con l’unico scopo di mostrare la potenza e la ricchezza del proprietario: è il caso del Castello di Fénis, del Castello di Issogne e del Castello di Aymavilles. O ancora il Castello di Sarre, residenza prediletta di Casa Savoia, o Castello Gamba, caratterizzato da un magnifico giardino.
Castello Savoia a Gressoney-Saint-Jean

Castello Savoia a Gressoney-Saint-Jean

Attorno ai meravigliosi manieri sorgono anche pittoreschi borghi medievali dall’atmosfera fiabesca. Come Bard, un comune di appena 120 abitanti dove è possibile ammirare raffinati ed eleganti palazzi del Cinquecento e del Settecento come Casa Valperga, Casa Nicole e Casa Challant – oltre all’omonimo Forte del XIX secolo, arroccato su una parete rocciosa a picco sulla Dora Baltea, che rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento del primo Ottocento, oggi sede di prestigiose mostre temporanee, oltre che del Museo delle Alpi, del Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere e di un itinerario sulla storia del sito militare all’interno delle sue antiche prigioni. O come Étroubles, una vera e propria oasi di pace nella valle del Gran San Bernardo, celebre per il suo museo a cielo aperto, una galleria d’arte permanente allestita tra le stradine del borgo in collaborazione con la Fondation Gianadda di Martigny, dove è possibile ammirare opere di artisti di fama internazionale. O ancora La Salle, un borgo quasi totalmente restaurato nel rispetto dell’architettura originaria preesistente, dove ammirare il Castello di Châtelard e la Chiesa di San Cassiano, senza dimenticare Derby, la frazione di La Salle ricca di tesori storici con la vicina suggestiva Cascata di Lenteney. Una meravigliosa struttura, realizzata a cavallo tra XIX e XX secolo, è il Castello Savoia a Gressoney-Saint-Jean, la fatata residenza estiva della Regina Margherita di Savoia.

La Valle d’Aosta è ricca anche di punti di interesse religioso in cui è possibile leggere sia diverse fasi storico-artistiche sia le dinamiche di potere che ne hanno comportato la realizzazione. Nell’XI secolo, i Santi Bernardo e Anselmo hanno contribuito a rendere la Valle d’Aosta un importante centro religioso europeo lungo la Via Francigena. Esempi notevoli di questa epoca includono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con il suo prospetto rinascimentale in cotto, la Chiesa e il chiostro di Sant’Orso, contraddistinto da una finissima decorazione scultorea raffigurante scene simboliche del Nuovo e Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, personaggi e animali fantastici, fra le più alte espressioni della scultura romanica religiosa. Accanto al chiostro, il palazzo rinascimentale del Priorato di Sant’Orso conserva un meraviglioso ciclo di affreschi quattrocenteschi.
Miti e leggende narrano la formazione di montagne, laghi, piante e fiori, così come azioni del diavolo o miracoli dei santi. San Martino, Sant’Orso, Sant’Anselmo e San Bernardo sono spesso protagonisti di queste storie. Le leggende diventano fonte di ispirazione per feste popolari che rafforzano i legami comunitari. La regione celebra numerosi appuntamenti come feste religiose, eventi legati alla montagna e alla vita rurale del passato (come la Désarpa, la discesa delle mucche dagli alpeggi a fine settembre), combattimenti tra mucche o capre e colorati carnevali storici. Le tradizioni locali rivivono anche negli sport popolari come lo tsan, la rebatta, il fiolet e il palet, che uniscono la comunità da secoli.

Molto celebre anche la produzione artigianale, che si estende a lavori su tessuti, vimini, pizzi, legno, pietra locale, cuoio e ferro battuto. Dal 1954, la Valle d’Aosta ospita anche una Mostra-Concorso dell’artigianato locale: in ogni edizione vengono proposti temi su cui gli artigiani si cimentano, e gli oggetti realizzati, spesso vere e proprie opere d’arte, sono esposti nella piazza principale di Aosta. L’artigianato tradizionale è così valorizzato e celebrato attraverso questa manifestazione.

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