AI e INPS: come cambiano i servizi al cittadino

Intervento del Presidente del Comitato Nazionale di Coordinamento Gruppi Seniores Federmanager, Mino Schianchi, al convegno del 30 aprile 2026 nel Palazzo Wedekind in Piazza Colonna a Roma

Ai complimenti e ringraziamenti alla dottoressa Valeria Vittimberga, Direttore Generale INPS, ai ringraziamenti al Direttore Generale Federmanager Mario Cardoni e alla dottoressa Francesca Boccia per la qualità e le precisazioni contenute nei loro interventi, Mino Schianchi ha dedicato il suo intervento al valore del convegno per i pensionati.

"Per noi pensionati questo non è stato un convegno come tanti. È stato un momento importante. Perché quando si parla di INPS, si parla della nostra vita quotidiana, della nostra sicurezza, della nostra serenità. E oggi abbiamo visto qualcosa di più: abbiamo visto un Istituto che cambia.

Un Istituto che si muove nella stessa direzione dei principali Paesi OCSE e dell’Unione europea, adottando e sviluppando l’intelligenza artificiale nei servizi pubblici è un passaggio importante. E voglio dirlo con chiarezza: è anche motivo di apprezzamento e di fiducia.

Perché significa che l’Italia non resta indietro, ma si inserisce in un percorso internazionale che riconosce nella tecnologia uno strumento per migliorare la vita delle persone — e in particolare delle persone più fragili, come spesso siamo noi pensionati.

Noi siamo arrivati a questo convegno con molte domande. E anche con qualche preoccupazione.

Lo diciamo con sincerità: l’intelligenza artificiale, per molti anziani, è ancora percepita come qualcosa di difficile, distante, a volte incomprensibile.

Appare piuttosto come una “scatola nera”. E quando qualcosa non si comprende, nasce l’incertezza. E dall’incertezza nasce la diffidenza. Ma oggi, grazie alle vostre presentazioni, abbiamo fatto un passo avanti.

Abbiamo visto che l’intelligenza artificiale non è qualcosa di astratto. È già nei servizi che utilizziamo. È già parte della nostra vita, spesso senza che ce ne accorgiamo. E soprattutto abbiamo visto che può essere uno strumento utile. Molto utile.

Per noi pensionati, infatti, il vero problema non è avere a disposizione   nuove tecnologie. Il vero problema è saperle usare.
E quindi voglio sottolineare un punto che per noi è essenziale: la semplicità.

Ci conforta la recente notizia dell’INPS che oltre tre milioni di pensionati hanno già scelto di ricevere il cedolino via email.

Noi abbiamo bisogno di strumenti chiari, comprensibili, accessibili.

Abbiamo bisogno di interfacce che parlino un linguaggio umano.
Abbiamo bisogno di risposte affidabili.
E oggi abbiamo visto che l’INPS sta andando in questa direzione.

Abbiamo sentito parlare di servizi più accessibili, strumenti vocali, assistenti digitali che accompagnano il cittadino, sistemi che riducono le attese e semplificano le procedure. Questo è un cambiamento concreto.

Un cambiamento che rende l’Istituto meno distante, meno “freddo”, più vicino alle persone.

E di questo vi facciamo i nostri complimenti.

Ma c’è un altro punto, forse ancora più importante. La fiducia.
Noi pensionati non cerchiamo tecnologia. Cerchiamo fiducia.
Fiducia nelle risposte che riceviamo. Fiducia nei sistemi che utilizziamo. Fiducia nel fatto che i nostri diritti siano rispettati.

E qui entra in gioco un tema delicato: quello dei dati personali.
Noi siamo prudenti per esperienza. E quindi ci poniamo delle domande: che fine fanno i nostri dati? chi li utilizza? come vengono protetti?

Ecco, oggi abbiamo percepito un elemento importante.
Abbiamo percepito che l’uso dell’intelligenza artificiale nell’INPS si sta sviluppando dentro un quadro di regole, di garanzie, di attenzione alla persona.

E questo ci consente di dire una cosa con convinzione: abbiamo fiducia che le preoccupazioni legate all’uso dei dati personali saranno progressivamente superate. Perché la tecnologia, per essere davvero utile, deve essere anche sicura. E deve essere percepita come tale.

C’è poi un altro aspetto che voglio sottolineare. L’intelligenza artificiale può cambiare profondamente il nostro rapporto con la burocrazia. E lo abbiamo visto oggi.

Può rendere comprensibili documenti complessi. Può aiutare a seguire una pratica. Può segnalare diritti che magari non conoscevamo. Può persino — ed è una prospettiva molto importante — anticipare i bisogni. Questo significa passare da una pubblica amministrazione che reagisce a una pubblica amministrazione che accompagna. E per noi, che spesso ci siamo trovati in difficoltà davanti alla complessità delle procedure, questo è un cambiamento straordinario.

Mi permetto allora di dire, anche a nome dei pensionati che rappresento: noi vediamo nell’intelligenza artificiale una opportunità. Non una minaccia. 
Un’opportunità per vivere meglio. Per essere più autonomi. Per sentirci più tutelati.

E siamo convinti che, se sviluppata con attenzione e responsabilità, questa tecnologia potrà davvero migliorare la qualità della vita dei pensionati. Naturalmente, tutto questo richiede un impegno continuo.
Perché non basta introdurre strumenti innovativi.

Occorre accompagnare le persone. Occorre investire nella formazione.
Occorre ridurre il divario digitale. Occorre garantire che nessuno resti indietro.

E su questo voglio dire una cosa molto semplice: noi pensionati vogliamo esserci.
Non come spettatori. Non come assistiti. Ma come cittadini. A pieno diritto.

E allora concludo con un messaggio.
Ringraziamo l’INPS per il lavoro che sta facendo. Riconosciamo l’impegno nel modernizzare i servizi. Apprezziamo l’allineamento alle migliori pratiche internazionali. Ma soprattutto esprimiamo fiducia. Fiducia nel fatto che i dati personali saranno tutelati. Fiducia nel fatto che questa trasformazione sarà davvero al servizio delle persone.

Perché alla fine il punto è questo. La tecnologia ha senso solo se migliora la vita. E oggi abbiamo visto che questa strada è possibile.

Grazie davvero a tutti voi. E buon lavoro".

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