Sostenibilità: da costo di compliance (ESG) a strategia di valore condiviso (CSV)

Trasformare la sostenibilità da obbligo a opportunità non è solo una scelta etica, ma un mandato strategico richiesto alla leadership del XXI secolo

Alessio Cinquini 

Socio ALDAI-Federmanager e componente del Gruppo Giovani; ambassador GWPR Italy

Quante volte abbiamo sentito parlare di sostenibilità, riducendo questo concetto al solo riciclo dei rifiuti o al “verde”? E quante volte è capitato che manager e C-Level d’impresa considerassero il tema come un semplice nice to have o, peggio, un mero strumento di comunicazione e marketing?
Personalmente ho anche riscontrato, durante alcuni colloqui di lavoro, che la mia esperienza in questo ambito venisse liquidata come una parentesi quasi ludica, un ambito privo di un reale ritorno economico tangibile per il business.
È arrivato il momento di superare questa visione miope che porta a vedere la sostenibilità solo come un costo inutile e fastidioso, atto unicamente al posizionamento di immagine.

Dall'obbligo (ESG) all'opportunità

Oggi, il tema è guidato da Direttive Europee che rendono obbligatoria per le grandi aziende la redazione annuale di un Bilancio di Sostenibilità ESG (Environmental, Social, Governance). Questo formale adempimento trasforma le metriche di impatto in veri e propri KPI strategici certificati, che includono la rendicontazione tra gli altri di:

  • consumi energetici, idrici e di altre risorse;
  • condizioni di lavoro, sicurezza, diversità e inclusione;
  • impatto economico diretto e indiretto sulle comunità;
  • coinvolgimento degli stakeholder;
  • percentuale di donne nei ruoli apicali e confronto storico.
La sostenibilità è dunque diventata un volano di successo e innovazione per le imprese.

Non è un caso che numerose company top-in-class, come ad esempio il Gruppo Enel – pioniere e oggetto di numerosi business case anche di Harvard – o il Gruppo Hera, abbiano da tempo colto questa opportunità, operando una decisa convergenza da un approccio di mera compliance (CSR – Corporate Social Responsibility) a una visione sistematica integrata ad alto impatto di CSV (Creating Shared Value).

CSV: la bussola strategica

Adottare concretamente l’approccio CSV significa integrare, all’interno di ogni scelta strategica, valutazioni di impatto riguardanti il potenziale valore generato per tutti gli stakeholder coinvolti nella filiera (dai consumatori ai fornitori, fino alle istituzioni e ai cittadini).
Questo approccio sistematico funge quindi da vera e propria bussola (compass) per tutto il top management, orientando il business su impatti multidimensionali inerenti ad aspetti:
  • economici
  • sociali
  • ambientali
Affiancati da un quarto pilastro fondamentale: l’etica aziendale orientata ad una prosperità collettiva.

Viviamo in un'epoca dominata da incertezza, rapidità tecnologica e cambiamenti climatici. La nostra società ha quindi un estremo bisogno di imprese e leader visionari che mettano realmente al centro del business la persona e il benessere comune.
L’approccio CSV rappresenta un formidabile strumento per far evolvere il business in qualcosa di straordinario, sia per le comunità che per tutta la filiera sia esterna che interna all’azienda. Adottare con convinzione questo tipo di strategia, infatti, favorisce anche un diffuso miglioramento del benessere dei dipendenti, supportando anche la riduzione di quelle disparità sistemiche che affliggono trasversalmente tutti i settori – pensiamo al gender gap salariale come esempio lampante.

Trasformare la sostenibilità da obbligo a opportunità non è solo una scelta etica, ma un mandato strategico richiesto alla leadership del XXI secolo. Abbiamo tutti l'opportunità di essere i portatori di una visione orientata al rispetto, all'etica e alla valorizzazione degli azionisti in un’ottica di valore condiviso concreto e di impatto.

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