Collezionismo & filatelia

Parlare di filatelia e collezionismo è un tutt’uno. Si dice che la filatelia sia la principessa degli hobby, nata a fine ‘800, mentre il collezionismo trova origine sin dall’antichità: raccogliere, conservare e ordinare si può assumere sia iniziato con lo sviluppo della civiltà dell’uomo. Ma qual è lo stimolo e che cosa fa scattare questa molla?

Claudio Ernesto Manzati

Presidente CIFO e membro dell'Accademia Europea di Filatelia

La parola collezionare deriva dal latino colligere, ovvero legare assieme: nella realtà il collezionista raccoglie oggetti che poi organizza in base a un piacere personale, questa ricerca e catalogazione, procura nelle persone un senso di piacere e quando la collezione viene ultimata, le persone provano una grande soddisfazione personale, ma immediatamente dopo si cerca un nuovo stimolo attraverso l’ideazione di una nuova collezione da avviare.
Nonostante i tanti studi effettuati sulla psicologia del collezionista, è impossibile stabilire con chiarezza quale sia la ragione che spinge a collezionare qualcosa. Sicuramente una sorta di istinto, finalizzato a procurare piacere per il lavoro svolto, di prestigio personale per quanto è stato “scovato”, per la fatica fatta nella ricerca e per aver trovato qualcosa di unico da mostrare con orgoglio a un amico o a un altro collezionista, ma anche per il senso di eternità che una collezione produce. Specie se a riguardo sono stati pubblicati articoli e libri, o ancora se la collezione è stata donata ed esposta in un museo. La filatelia è un hobby prevalentemente maschile, oltre il 98% dei collezionisti filatelici sono uomini, perché questa differenza di genere? Uno dei motivi, per alcuni, potrebbe essere il legame tra il collezionismo e la caccia, inteso come l'orgoglio per aver scovato un qualcosa di unico che può essere equiparato ad una preda. Per altri, forse più concreti, il collezionare può rappresentare anche un investimento, ogni collezione ha un valore economico, sulla base del tipo di oggetti che si raccoglie e per loro rarità.
In campo filatelico una collezione può anche valere sulla base dell’interesse storico che il documento postale (la busta) o il suo contenuto può rappresentare. Se si è fortunati all’interno di una busta acquistata a un mercatino domenicale di antiquariato, o in una cassa di documenti trovata in soffitta, si possono trovare lettere o documenti che descrivono fatti storici di grande rilievo.
Un esempio sono i messaggi che, prima o durante le battaglie delle guerre d’indipendenza in Italia o delle due guerre mondiali, venivano scambiati tra gli attori o i testimoni di questi eventi, come nel caso della presa della breccia di Porta Pia avvenuta il 20 settembre 1870 che decretò la fine dello Stato Pontificio. È infatti nota una lettera in cui un militare ha descritto per filo e per segno l’evento spedendo la missiva, regolarmente affrancata, nella storica data.
Collezionare in ambito filatelico rappresenta quindi un grande investimento culturale e di studio, perché permette nel tempo di allargare le proprie conoscenze e competenze, divertendosi e socializzando con gli amici che collezionano. Si tratta di un hobby istruttivo e sano che spesso, nel tempo, può anche produrre un ritorno economico.
Dal punto di vista storico, la filatelia si è sviluppata nella seconda metà dell’ottocento, già pochi anni dopo la creazione del primo francobollo in Inghilterra, denominato “Penny Black”. Il nome deriva dal colore nero e dal valore di acquisto. Venne venduto al pubblico a partire dal 1° maggio 1840, nonostante la data ufficiale di emissione fosse stata fissata per il 6 maggio dello stesso anno. Potete immaginare il valore economico e storico che hanno oggi le lettere affrancate con questo francobollo e spedite prima della sua emissione ufficiale; una sorta di Santo Graal!
L'incontro si terrà in ALDAI sala Viscontea Sergio Zeme
via Larga 31 – Milano
Martedì 14 maggio 2019 dalle ore 17.30  alle ore 19.30
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