Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager 30 giugno 2026
Le Raccomandazioni della Commissione Europea richiamano l'urgenza delle riforme strutturali; l'invecchiamento della popolazione impone una nuova valorizzazione del ruolo dei senior; il dibattito sollecita maggiore equità fiscale, tutela dei pensionati del ceto medio e rispetto degli impegni assunti dallo Stato
La riunione del Comitato Pensionati ALDAI si è aperta con la relazione introduttiva del Presidente Mino Schianchi, incentrata sull’analisi delle Raccomandazioni della Commissione Europea del 3 giugno 2026 sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Italia e sull'illustrazione della relazione del Prof. Giuseppe Torre sul pensionamento, in particolare dei dirigenti, presentata al Comitato di Coordinamento Nazionale Seniores.
Analisi delle Raccomandazioni della Commissione Europea
A giudizio del Presidente Schianchi, dall'analisi della Commissione Europea emerge un quadro intrinsecamente duale dell'Italia. Da un lato, il Paese vanta indiscutibili punti di forza economici e industriali:
- Dispone di un apparato industriale di rilievo competitivo a livello internazionale.
- È caratterizzato da un diffuso tessuto di piccole e medie imprese dotate di un'elevata specializzazione produttiva.
- Gode di una significativa e diffusa capacità di risparmio da parte delle famiglie.
- Possiede un patrimonio di competenze professionali e manageriali ampiamente riconosciuto a livello globale.
Dall'altro lato, l'efficacia di queste risorse viene costantemente limitata da problemi storici e strutturali che frenano la crescita economica complessiva e rendono più difficile governare le transizioni tecnologiche, demografiche e sociali in corso.
Il peso del Debito Pubblico. La sostenibilità dei conti pubblici rappresenta la prima grande criticità rilevata a livello europeo. L'Italia continua a registrare uno dei livelli di debito pubblico più elevati dell'intera Unione Europea. Questo elevato stock di debito produce conseguenze dirette e penalizzanti per la crescita: una quota eccessiva e crescente di risorse pubbliche viene assorbita dal pagamento degli interessi. Ciò riduce drasticamente i margini di manovra finanziaria dello Stato, sottraendo capitali che dovrebbero essere destinati a investimenti produttivi in infrastrutture, istruzione, ricerca, sanità e politiche sociali.
Stagnazione della Produttività e Politica Industriale
Il vero fulcro della debolezza italiana risiede nella dinamica della produttività, che da oltre vent'anni cresce a ritmi significativamente inferiori rispetto a quelli dei principali partner europei. La scarsa crescita della produttività innesca un circolo vizioso: blocca l'evoluzione dei redditi e dei salari reali, deprime la capacità di investimento delle imprese e ostacola il miglioramento degli standard di vita della popolazione.
Le cause di questo stallo sono molteplici e profonde. La Commissione Europea rileva in particolare che il sostegno pubblico all'innovazione in Italia appare frammentato e privo di una regia strategica unitaria. Per superare questo limite, Mino Schianchi sottolinea la necessità di una politica industriale organica, capace di individuare priorità chiare, concentrare i fondi disponibili, favorire l'aumento della dimensione aziendale delle imprese e valorizzare il patrimonio di creatività e competenze del sistema economico nazionale.
Crisi Demografica e Sue Ripercussioni
Accanto alla questione economica, il documento evidenzia la gravità della sfida demografica. L'Italia si colloca oggi tra i Paesi più anziani del mondo e presenta uno dei tassi di natalità più bassi d'Europa. Il numero delle nascite è da anni insufficiente a garantire il ricambio generazionale, provocando una contrazione progressiva della popolazione in età lavorativa.
Questo fenomeno genera tre conseguenze critiche sul sistema socio-economico:
- Una minore disponibilità complessiva di forza lavoro sul mercato.
- Una conseguente riduzione della base contributiva che finanzia il welfare.
- Un aumento del peso relativo della popolazione anziana a carico del sistema pubblico.
A peggiorare ulteriormente questo quadro interviene l'emigrazione di numerosi giovani qualificati, che si trasferiscono all'estero alla ricerca di opportunità professionali e prospettive di crescita economica più remunerative e favorevoli.
Sostenibilità del Sistema Previdenziale e la Risorsa dei Senior
L'evoluzione demografica mette sotto pressione la tenuta della previdenza. L'Italia destina alle pensioni una quota di spesa pubblica che è tra le più alte d'Europa, e la spinta derivante dall'invecchiamento della popolazione è destinata ad aumentare nei prossimi decenni. La Commissione riconosce la validità delle riforme realizzate nel passato e l'importanza della previdenza complementare. Tuttavia, rileva che l'adesione ai fondi pensione integrativi rimane limitata, soprattutto tra i lavoratori autonomi e i giovani, evidenziando la necessità di ulteriori sforzi per garantire gli equilibri finanziari di lungo termine.
Nonostante i vincoli di bilancio, Schianchi avverte che il tema previdenziale non può essere ridotto a una mera questione di saldi finanziari. L'allungamento della vita media e il miglioramento delle condizioni di salute hanno trasformato il ruolo degli anziani, i quali oggi, anche in età pensionabile, rappresentano una straordinaria risorsa di esperienza, competenza e partecipazione attiva alla vita civile del Paese.
Criticità del Sistema Sanitario e dell'Assistenza
La Commissione Europea dedica ampio spazio alla sanità, evidenziando un progressivo peggioramento delle condizioni di accesso ai servizi pubblici negli ultimi anni. Tra i problemi più acuti vengono segnalati il forte allungamento delle liste di attesa, l'accentuata carenza di personale medico e sanitario e la persistenza di marcate disparità nell'erogazione delle cure a livello territoriale. In una società che invecchia rapidamente, l'efficienza della sanità e dell'assistenza rappresenta un pilastro insostituibile per preservare la qualità della vita e la coesione sociale. Assicurare un accesso equo ai servizi sanitari significa difendere la dignità delle persone e tutelare uno dei fondamenti del modello sociale italiano.
Mercato del Lavoro, Competenze e Capitale Umano
Nonostante alcuni progressi recenti, l'Italia registra tassi di occupazione stabilmente inferiori alla media europea, con penalizzazioni storiche a danno delle donne e dei giovani. Il mercato occupazionale soffre inoltre di precarietà diffusa, bassi salari reali e forti asimmetrie territoriali. La formazione permanente degli adulti appare limitata e il sistema educativo mostra fragilità rilevanti, in particolare nelle aree geografiche più svantaggiate. Il capitale umano viene definito dalla Commissione come il principale fattore competitivo per le economie avanzate. Di conseguenza, emerge la necessità di investire con maggiore determinazione nell'istruzione, nella formazione continua, nella ricerca scientifica e nelle università. Si tratta di interventi che offrono ritorni sul medio e lungo periodo, ma che costituiscono la condizione imprescindibile per innalzare la produttività e generare nuove opportunità occupazionali e di sviluppo.
Divari Territoriali e Transizione Ambientale ed Energetica
I divari territoriali tra il Nord e il Sud dell'Italia restano molto profondi e si manifestano in termini di produttività differenziata, livelli occupazionali distanti, carenze infrastrutturali, qualità dei servizi pubblici e ridotta capacità amministrativa delle istituzioni locali. Ridurre queste distanze è fondamentale per elevare il potenziale di crescita nazionale, valorizzare risorse umane ed economiche sottoutilizzate e offrire reali opportunità alle nuove generazioni. Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione suggerisce di accelerare gli investimenti infrastrutturali, potenziare la capacità amministrativa locale e promuovere una strategia industriale focalizzata sull'innovazione.
Sul piano energetico e ambientale, l'Italia sconta costi dell'energia tra i più alti d'Europa e una crescita delle fonti rinnovabili insufficiente rispetto ai target europei fissati per il 2030. Parallelamente, aumentano i rischi legati ai cambiamenti climatici, specialmente in relazione al dissesto idrogeologico e alla vulnerabilità intrinseca del territorio. La sostenibilità ambientale non è più solo un fine ecologico, ma una componente essenziale della competitività economica, della sicurezza energetica e della qualità della vita dei cittadini.
La Convergenza con l'Ufficio Parlamentare di Bilancio
Le analisi e le raccomandazioni della Commissione Europea trovano una sponda speculare nel Rapporto sulla politica di bilancio 2026 redatto dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB). La sostenibilità futura dello stato sociale, del sistema pensionistico e della stessa finanza pubblica dipende direttamente dalla risoluzione dei fattori sopra elencati. Le analisi convergenti di UPB e Commissione Europea dimostrano che il futuro della previdenza si difende stimolando la crescita, l'occupazione, la produttività e ampliando la base contributiva dei lavoratori, e non applicando tagli lineari alla spesa previdenziale. Continuare a rinviare le riforme strutturali esporrebbe il Paese al rischio che, nei momenti di maggiore stress finanziario, la politica torni a colpire la spesa pensionistica per reperire risorse immediate, intervenendo così sugli effetti visibili e non sulle cause profonde dei problemi, le quali rimarrebbero del tutto irrisolte.
Mino Schianchi evidenzia che le Raccomandazioni europee e le analisi dell'UPB delineano un quadro complesso ma ricco di opportunità. L'Italia possiede le risorse economiche, umane e imprenditoriali necessarie per superare i propri limiti storici. Risulta tuttavia indispensabile abbandonare le logiche emergenziali e la frammentazione degli interventi, per abbracciare una visione strategica di lungo periodo incentrata sull'investimento nelle persone, sulle competenze, sul rafforzamento della coesione sociale e su un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, sostenibilità dei conti pubblici e progresso civile. Questa sfida complessa rappresenta l'opportunità che l'Italia deve cogliere per consegnare alle generazioni future un Paese più forte, moderno e giusto.
Relazione del Prof. Giuseppe Torre
Seconda parte della riunione; illustrazione della relazione del Prof. Giuseppe Torre, accademico pontificio, presentata il 17 giugno al Comitato di Coordinamento Nazionale Seniores.
Mino Schianchi riferisce del recente coinvolgimento del Prof. Torre nelle attività del Vaticano sulle tematiche della longevità, culminato in un convegno straordinario a Roma alla presenza di diversi premi Nobel.
Il Professore nel suo intervento al Comitato Seniores aveva affrontato il tema della longevità sotto diversi aspetti che vengono sotto riportati.
Quadro Scientifico e l'Inquadramento Internazionale della Longevità
Il professore lancia un severo monito: l'intero Occidente si trova ad affrontare una transizione demografica epocale e gigantesca, caratterizzata da un numero di anziani mai registrato prima nella storia dell'umanità, di fronte alla quale la società è totalmente impreparata sotto il profilo economico, sociale, sanitario e democratico.
Il Professore solleva un paradosso concettuale e politico gravissimo: i fenomeni demografici sono gli unici, nell'ambito delle scienze sociali ed economiche, ad essere perfettamente prevedibili con decenni di anticipo. Le dinamiche di natalità, mortalità e aspettativa di vita rispondono a onde lunghe descrivibili da modelli matematici precisi: l'invecchiamento della generazione dei "baby boomer", la riduzione delle nascite e l'impatto sui conti pubblici attuali erano dati scientificamente certi già quarant'anni fa. Di conseguenza, il Professore ritiene la classe politica e i Governi occidentali responsabili di una colpevole e sistematica omissione. Pur disponendo di tutte le proiezioni necessarie fin dagli anni '80, le istituzioni hanno deliberatamente ignorato le sollecitazioni del mondo scientifico, preferendo inseguire il consenso elettorale a breve termine anziché avviare quelle riforme strutturali e preventive che avrebbero permesso di governare la transizione demografica anziché subirla come un'emergenza.
La Transizione Demografica come Fenomeno Epocale Senza Precedenti
Il Professore evidenzia come la società contemporanea stia sperimentando un completo rovesciamento della piramide demografica. Non siamo di fronte a una fluttuazione passeggera, ma a un mutamento permanente del tessuto sociale. Per la prima volta, la coorte di individui tra i 65 e gli 80 anni supera stabilmente quella dei nuovi nati e dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. Questa asimmetria strutturale mette in discussione il patto intergenerazionale su cui si sono retti gli Stati sociali moderni dal dopoguerra ad oggi.
L'Impreparazione Multidimensionale della Società moderna
La critica più severa del Professor Torre si concentra sulla totale impreparazione dei sistemi occidentali ad accogliere questa nuova realtà. Egli articola questa impreparazione su quattro livelli critici:
- Livello Economico-Previdenziale: I modelli pensionistici vigenti basati sulla ripartizione (dove i lavoratori attivi pagano le pensioni correnti) sono intrinsecamente insostenibili di fronte a un prolungamento indefinito dell'aspettativa di vita, specialmente se combinato con la denatalità.
- Livello Sanitario e di Cura: Il sistema sanitario è stato storicamente progettato per curare l'acuzie (le malattie acute), mentre la transizione demografica impone una radicale conversione verso la gestione della cronicità e della non-autosufficienza sul lungo termine. La mancanza di strutture intermedie e di reti di assistenza domiciliare adeguate rischia di far collassare gli ospedali pubblici.
- Livello Sociale e Relazionale: L'allungamento della vita non coincide automaticamente con l'allungamento della vita in salute. Il prof. Torre evoca lo spettro dell'isolamento sociale, delle nuove povertà della terza età e del carico assistenziale che grava in modo insostenibile sulle famiglie, spesso costrette a sopperire alle carenze dello Stato.
- Livello Democratico e Politico: L'invecchiamento dell'elettorato rischia di generare una "gerontocrazia politica", dove i governi sono indotti a privilegiare la spesa corrente per i pensionati (elettori attuali e compatti) a scapito degli investimenti strategici nel futuro dei giovani (istruzione, innovazione, politiche per la natalità), bloccando il dinamismo del Paese.
Peculiarità e problematiche del pensionamento dei Dirigenti
Prima di concludere il suo intervento il prof. Torre ha analizzato in modo ampio e approfondito le dinamiche cognitive, psicologiche, relazionali del pensionamento dei dirigenti. A giudizio del Prof. Torre, il passaggio dall'attività lavorativa alla pensione per chi ha svolto professioni ad alto carico cognitivo (manager, magistrati, scienziati, giornalisti) presenta dinamiche uniche e critiche.
- Il Paradosso dello Stress e il Declino Cognitivo: l'improvvisa cessazione dello stress lavorativo non coincide necessariamente con un aumento del benessere psicofisico. Al contrario, la totale interruzione di una forte stimolazione mentale può provocare un'allarmante accelerazione del declino cognitivo. Le facoltà cerebrali di un ex dirigente, se non adeguatamente alimentate, subiscono un crollo repentino. I passatempi tradizionali della terza età sono totalmente inadeguati, poiché non sollecitano le aree cerebrali iper-utilizzate durante la carriera.
- Il Crollo delle Reti Strumentali e l’Isolamento: durante la carriera, il manager vive immerso in "reti strumentali" aziendali volte a negoziare, pianificare e risolvere problemi, finendo per fondere la propria identità personale con il ruolo e il prestigio ricoperti. In parallelo, tende a trascurare le "reti espressive" (affettive, familiari e amicali). Al momento del pensionamento, l'improvvisa scomparsa della rete strumentale genera disorientamento e spinge il dirigente verso un isolamento sociale che accelera il decadimento fisico e mentale.
Assenza di un "Periodo Ponte": per il Professore manca un passaggio graduale (un bridge giuslavoristico) tra la situazione di pieno lavoro e quella di inattività. I dati dimostrano che i professionisti che mantengono una gradualità attraverso consulenze temporanee godono di una salute decisamente migliore.
Soluzioni Operative, Invecchiamento Attivo e Ruolo del Welfare
Per invertire questa tendenza e consentire alla categoria di continuare a generare valore per sé e per il Paese, il Prof. Torre indica linee guida precise:
- Esercizio Fisico ad Alta Intensità: tutti gli studi sulla longevità dimostrano che contro la perdita di massa muscolare e l'ipertensione le passeggiate blande sono insufficienti. È necessario un allenamento serio e ad alta intensità capace di mettere sotto pressione il cuore e i polmoni, spingendo l'organismo a produrre da solo i fattori protettivi. Lo sport di gruppo permette inoltre di ricostruire nuove reti relazionali.
- Formazione Continua: il cervello dei senior non si ferma e, se stimolato correttamente attraverso la micro-formazione, le facoltà cognitive possono addirittura accrescersi.
- Rimodulazione del Welfare Sanitario: i fondi sanitari dovrebbero superare l'erogazione indistinta di prestazioni e i limiti di età rigidi (70-75 anni) sui pacchetti di prevenzione.
- Protagonismo nel Terzo Settore: per combattere il "marketing politico" opportunistico che considera i pensionati improduttivi e invisibili, la categoria deve rendersi visibile ed entrare in modo strutturato nel Terzo Settore (es. l'associazionismo di stampo cattolico come Caritas o Sant'Egidio), un comparto che vanta un peso politico ed elettorale enorme.
Le risposte di Federmanager e i Progetti sul Territorio
Mino Schianchi, concludendo la Relazione introduttiva, conferma la validità dell'analisi del Prof. Torre e illustra i progetti concreti già avviati sul territorio (in particolare a Milano), che mirano proprio alla valorizzazione e alla retention dei Soci:
- Outplacement verso il sociale: un corso di una settimana offerto ai manager prossimi alla pensione per aiutarli a riprogrammare la propria vita e orientarsi verso il volontariato. Da questa iniziativa sono nati: “Volontari per il Sociale”, un gruppo di 150 senior attivi come docenti nelle scuole e “ManagerNoProfit” un altro gruppo di 150 volontari senior che offre consulenze di alto livello gratuite (amministrazione, logistica, marketing) agli enti del terzo settore.
- Corsi di Aggregazione e Gruppi di Networking: corsi di formazione specifici gestiti da colleghi esperti per favorire la socializzazione. Mino Schianchi auspica inoltre il ripristino dei gruppi di Networking, nato in passato per permettere ai giovani pensionati di mantenere relazioni professionali e svolgere consulenze attive a pagamento.
Il Dibattito
Al termine della relazione del Presidente Mino Schianchi, il Comitato ha espresso unanime apprezzamento per l'ampiezza, la qualità dell'analisi svolta, condividendone l'impostazione. La relazione è stata ritenuta un utile contributo per orientare l'azione futura del Comitato.
Le riforme strutturali non più rinviabili
Nel dibattito è stato evidenziato come molte delle difficoltà che oggi gravano sul sistema previdenziale siano la conseguenza di riforme strutturali che il Paese avrebbe dovuto realizzare da tempo e che sono state invece continuamente rinviate. Sono stati richiamati, in particolare, il mancato completamento della riforma fiscale, la mancata revisione del sistema catastale, il contrasto ancora insufficiente all'evasione fiscale e contributiva e, più in generale, l'assenza di interventi capaci di assicurare maggiore equità e di ampliare stabilmente le entrate dello Stato.
L'evasione fiscale e il principio di equità
Diversi interventi hanno sottolineato la necessità di denunciare con maggiore forza il permanere di situazioni nelle quali una parte della collettività beneficia dei servizi pubblici senza concorrere adeguatamente al loro finanziamento. Sono stati richiamati i fenomeni dell'evasione fiscale e contributiva, del lavoro sommerso e di altre forme di elusione, che finiscono per trasferire il peso del finanziamento dello Stato soprattutto sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, i cui redditi sono integralmente soggetti a tassazione.
I limiti della tutela giudiziaria
Con riferimento alla più recente giurisprudenza costituzionale, il Comitato ha preso atto che l'orientamento della Corte costituzionale, confermato anche dalla sentenza n. 52 del 2026, si è ormai consolidato nel ritenere che la piena rivalutazione automatica delle pensioni non costituisca un diritto costituzionalmente garantito in modo assoluto.
Pur prendendo atto dell'orientamento della Corte Costituzionale, è stato ricordato che, con la soppressione della scala mobile, il legislatore aveva costruito un sistema di perequazione per garantire nel tempo, sia pure in misura progressivamente ridotta, la conservazione del potere d'acquisto delle pensioni. Il ripetuto ricorso a deroghe e limitazioni a tale sistema ha progressivamente modificato quel patto originario, compromettendo l'affidamento che i cittadini avevano riposto nella stabilità della disciplina. Secondo gli intervenuti, tale situazione alimenta un diffuso sentimento di ingiustizia e di sfiducia, poiché il peso delle esigenze di bilancio continua a gravare prevalentemente sui contribuenti che hanno sempre adempiuto ai propri obblighi fiscali e contributivi. Nel dibattito è stato evidenziato il crescente senso di frustrazione avvertito da molti pensionati del ceto medio, che percepiscono una sostanziale assenza di tutela dei propri diritti.
Il ruolo della rappresentanza
È stato rilevato come, su questi temi, non sia emersa nel tempo una sufficiente capacità di iniziativa e di pressione, non solo da parte della politica ma anche delle organizzazioni sindacali, che avrebbero potuto sostenere con maggiore determinazione l'attuazione delle riforme strutturali e una più equa distribuzione del carico fiscale
È stato osservato come, nell'attuale contesto politico e sociale, trovino ascolto soprattutto le categorie capaci di esercitare una forte pressione, mentre i pensionati, specie quelli più anziani, non dispongono degli strumenti necessari per manifestare efficacemente il proprio dissenso.
Nel dibattito è stato rilevato come altre categorie professionali e sociali riescano spesso a difendere con maggiore efficacia i propri interessi e ad ottenere ascolto presso le istituzioni, mentre le istanze dei pensionati del ceto medio faticano a trovare analoga capacità di rappresentanza e di interlocuzione politica.
La necessità di rendere visibile il dissenso
Nel corso del dibattito è stata nuovamente prospettata l'opportunità di promuovere iniziative pubbliche maggiormente visibili al fine di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle forze politiche sulle problematiche dei pensionati del ceto medio. Rispetto a tali proposte è stato osservato come l'età media degli iscritti renda difficile organizzare manifestazioni di ampia partecipazione e come iniziative scarsamente partecipate possano produrre un ritorno d'immagine non favorevole. Resta comunque essenziale che la Federazione si faccia attivamente carico delle istanze avanzate dai pensionati nella riunione del Comitato Pensionati dell'11 maggio scorso, riguardanti la Legge di Bilancio 2027.
Il valore sociale dei pensionati
Con riferimento alla relazione del Prof. Giuseppe Torre, il Comitato ha condiviso la necessità di dare maggiore visibilità al contributo sociale dei pensionati, valorizzandone il ruolo nel volontariato, nel sostegno alle famiglie, nel trasferimento di competenze e nelle attività del Terzo Settore, superando una rappresentazione che li considera prevalentemente come un costo per la collettività. È stato ricordato come numerose esperienze già avviate da Federmanager testimonino concretamente il valore sociale e professionale che i senior continuano a offrire alla comunità.
Il contributo del mondo accademico
È stata espressa l’opportunità di promuovere un confronto pubblico coinvolgendo autorevoli esponenti del mondo accademico, del diritto costituzionale, della magistratura e della previdenza, affinché contribuiscano ad approfondire il dibattito sul valore della previdenza, sulla certezza del diritto e sulla tutela dell'affidamento dei cittadini.
Informazione e sensibilizzazione
In questa prospettiva è stata proposta l'organizzazione di conferenze, seminari e incontri pubblici, nonché la pubblicazione di articoli e contributi firmati da autorevoli rappresentanti dell'Organizzazione, con l'obiettivo di spiegare all'opinione pubblica le ragioni per le quali anche i pensionati del ceto medio debbano vedere rispettati i diritti maturati e gli impegni assunti dal legislatore.
01 luglio 2026
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