I muri del Mediterraneo

Appuntamento del ciclo Letteratura 2024 (Gruppo Cultura)

Giovanni Sansò

Componente dei Gruppi di Lavoro Cultura e Dirigenti per l'Europa e Geopolitica
Mediterraneo, mare che unisce, mare che divide. Cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme, non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre (F. Braudel, Il Mediterraneo, Bompiani, 1985, incipit).

Il Mediterraneo è nato solo 5 milioni e mezzo di anni fa e al suo interno altri mari lo riassumono: il Mare Adriatico, corridoio marittimo che ha unito l’Oriente con l’Occidente per oltre un millennio (Egidio Ivetic, Storia dell’Adriatico, Introduzione). Gli abitanti delle sue rive sono nati prima ancora che nascesse questo Mare, con una storia gloriosa, un futuro che si riapre luminoso, dopo la sua tragica recente vicenda; il Mar Ionio, il mare di Ulisse, dove fiorirono la Grecia e la Magna Grecia, la parte centrale e più profonda del Mediterraneo, anch’esso con il suo mitico passato narrato nei poemi di Omero e Virgilio. Le sue coste italiane riecheggiano ancora delle atrocità degli attacchi dell’Islam nelle centinaia di torri d’avvistamento ancora erette, i riti civili e religiosi e i poeti tramandano le infinite guerre e tragedie; il Mare Egeo con le sue isole dove nacque la Medicina – l’isola di Kos che diede i natali a Ippocrate, onorato ancor oggi con il platano più grande d’Europa – l’isola di Lesbo dove a Ereso dove nacque Saffo, la più dolce poetessa dell’amore, e a Mitilene nacque Alceo, il poeta della bellezza della patria, della vita e dell’amore.
E poi via via gli altri mari che uniscono e dividono le sue sponde, dalla Sardegna, con la sua antichissima luminosa civiltà nuragica, a Creta e Cipro: i popoli del Mare. Infine, l’Egitto con le vestigia imponenti dei Faraoni.  
A Oriente Gerusalemme, la Città delle Religioni, che Dante pone al centro dell’Ecumene, è la città simbolo dei tre Muri Religiosi che dividono non solo il Mediterraneo, ma il mondo intero, con le tre diverse concezioni dei rapporti tra potere religioso e potere politico, fonte di atrocità eterne tra gli uomini.  

Queste sono solo alcune delle sensazioni del turista o del viaggiatore di lavoro e di commercio. Dallo studio delle tracce lasciate almeno 200mila anni fa dall’uomo (isola di Naxos), dalle civiltà succedutesi sulle sue rive, l’intellettuale e lo storico possono soddisfare a fondo la loro sete di conoscenza della storia umana, fin dai primordi, in quanto è qui che l’uomo ha maturato la sua umanità, la sua evoluzione in tutti i sensi. Ha osservato il mondo reale, il variare periodico dei fenomeni naturali, ha trasmesso le sue conoscenze, sensazioni, intuizioni, il suo pensiero alle generazioni future con la raffigurazione pittorica e la parola prima, e con la scrittura poi. Ha constatato il reale e, elaborando il suo passato, ha immaginato quale poteva essere il suo futuro, con quali mezzi realizzarlo e quali e quante probabilità aveva per riuscirvi: ha costruito la sua evoluzione e il suo primato sulla Terra, prendendone consapevolezza.

Nata nel Medio Oriente e poi diffusa in tutto il Mediterraneo, la religione cristiana ha dato all’uomo piena coscienza della sua dignità e, con Gesù, gli ha concesso di costruire sull’Amore, la Bellezza e le Virtù, nel compendio dei Comandamenti, la più splendida civiltà mai realizzata prima sulla Terra, basata sulla solidarietà, la ragione, la conoscenza e la pace, per la soddisfazione dei bisogni materiali e la sua sicurezza. 
Sulle rive di questo mare sono confluite da ogni parte della Terra innumerevoli migrazioni di uomini alla ricerca di condizioni ambientali più favorevoli alla vita. Quasi sempre con la forza hanno conquistato un loro spazio vitale, un territorio, poi spesso condiviso con le altre comunità già stanziate.
Questo contributo di genti ha portato a una competizione, a una gara per l’affermazione delle rispettive qualità e capacità, che sono state la spinta per un progresso sempre intenso in tutti i campi, allo scopo di consolidare sempre meglio le comunità prima, e le nazioni poi. 

Mille etnie, lingue, interessi e usanze diverse, in emulazione non sempre pacifica tra loro, che ne hanno fatto l’insieme di popoli tra i più litigiosi del mondo, ma tutti insieme sono stati spinta formidabile per lo sviluppo delle conoscenze in tutti i campi, le cui conquiste sono state sfruttate per lo sviluppo sempre crescente intellettuale, materiale, militare: civiltà, cultura e sicurezza nella pace. 
Mille muri sono stati eretti e poi distrutti e ancor oggi altri ancora richiamano l’attenzione degli uomini di buona volontà per risolverli. Come? 
È la risposta che l’Europa e tutte le Nazioni che si affacciano sulle sue rive devono dare. Il Mediterraneo fu unito e nel periodo del suo massimo splendore sotto Augusto nacque Gesù e l’umanità intera ne fu illuminata e redenta… Oggi la scelta spetta alle sue genti.  

SAVE THE DATE

L'incontro I Muri del Mediterraneo si terrà 

lunedì 3 giugno 2024 alle ore 17:30 
presso la Sala Viscontea Sergio Zeme

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

I più visti

Hackerare una password? Facilissimo!

Il primo elemento che dobbiamo tenere sempre ben in mente è che sfortunatamente le password di otto caratteri non sono più sicure come nel passato
01 ottobre 2023

Perché dicono che la Terra è piatta

Gruppo Cultura – Sezione Scienza
01 settembre 2023

Perequazione 2024 una stangata

Assalto al ceto medio
01 aprile 2024

Il rapporto Censis-CIDA sul ceto medio impone serie riflessioni sulle priorità del Belpaese

Un'operazione verità che abbatte le narrazioni mediatiche di moda, per analizzare l’identità e il peso sociale del motore di sviluppo al quale sono richiesti crescenti sacrifici per sostenere un Paese che vive di stress elettorale in un'economia sotto la linea di galleggiamento, senza visione e strategia di futuro. Ecco in sintesi quanto emerge dal rapporto Censis-CIDA
01 luglio 2024

Politiche fiscali: iniziative in difesa del ceto medio

La Petizione "Salviamo il ceto medio", promossa da CIDA e Federazioni associate, ha evidenziato il malessere dei lavoratori e dei pensionati del ceto medio che si sentono penalizzati da un sistema fiscale iniquo. Il Rapporto finale Censis-CIDA "Il valore del ceto medio per l’economia" approfondisce queste problematiche. Tra le raccomandazioni, il Rapporto propone una riforma fiscale urgente per incentivare investimenti, lavoro e studio; e per ridurre la pressione fiscale sulle fasce di reddito medio-alte. Si auspica che il decisore politico accolga queste istanze per rafforzare il ruolo del ceto medio nell'economia e nella vita sociale del Paese
01 luglio 2024