The Hours by Michael Cunningham

Per il ciclo “Il fascino sempre attuale del genere distopico”

Virginia Woolf nel 1902, fotografia di George Charles Beresford

 

Alberto Cantoni

Socio ALDAI-Federmanager e componente del Gruppo Cultura 
Premio Pulitzer 1999 per la narrativa, The Hours è un romanzo che con libera fantasia descrittiva traccia una giornata particolare di tre donne fra loro distanti, ma intimamente legate e spesso dominate dalle parole e dalle ragioni che Virginia Woolf ha tracciato nella sua opera Mrs. Dalloway del 1925, il cui titolo originale avrebbe dovuto essere appunto The Hours

Non è casuale la scelta di narrare una singola giornata di una persona che con il passare del tempo – le Ore – percorre un momento di vita reale che nasce e muore con la luce del giorno stesso e rimanda al tempo successivo proprio come il sole nasce e muore in uno dei tanti giorni sempre uguali eppure sempre diversi. Una giornata come è accaduto a Leopold Bloom e Stephen Dedalus che hanno camminato nella Dublino del 16 giugno 1904 fra innumerevoli eventi narrati con lucido e immaginario realismo fino a riconoscersi, escludersi e lasciare voce solitaria a Molly, moglie infedele e passionale, con la quale tutto si conclude in commosse memorie di una vita che deve realizzarsi nell’amore. Ancora non casuale è la scelta di tracciare in uno stesso romanzo tre racconti quasi totalmente separati e necessariamente autonomi nello spazio-tempo del loro realizzarsi, come acutamente aveva fatto anche Mario Vargas Llosa nella Casa Verde del 1966 sviluppando un racconto ricco di dettagli in oltre quaranta anni di vicende fra Piura e l’Amazzonia peruviana di Santa Maria de Nieva. 

Non potendo e volendo separare esperienze fra loro conseguenti, Michael Cunningham ha realizzato un romanzo distopico di una società spesso indesiderabile per inconsistenza di relazioni sociali, di genere e di trascurata metafisica. Esasperando spesso immagini di vita contemporanea, su vie parallele ha scritto un’opera di solida trama unitaria e già predisposta alla successiva realizzazione cinematografica di fatto conclusa con attori di grande valore quali Meryl Streep.

Le donne sono la stessa Virginia Woolf ripresa nel 1923 ai confini di Richmond mentre scrive Mrs. Dalloway, sotto l’angoscia della malattia, del vuoto che la lacerava e che la porterà al suicidio del 1941. Vive la sua giornata in attesa della sorella Vanessa e con la mente corre a immaginare cosa scrivere della giornata di Mrs. Dalloway, quale trama e finale dare al suo nuovo romanzo. Romanzo simbolo del vuoto della vita quando i valori sono quelli dei fatti e degli interessi personali e non quelli dell’intimo di una persona che dai fatti viene appunto travolta.

Il romanzo di Cunningham non inizia però con la giornata di Virginia del 1923, ma con Virginia che esce di casa il 28 marzo 1941, lascia un messaggio commosso per Leonard come ultimo atto di un amore che non si è mai realizzato ma solo dichiarato come il meglio possibile per due persone che si sono comprese. Esce e si uccide nel fiume Ouse che scorre a lato della casa, e nell’assoluta solitudine di una giornata qualunque si affoga immaginando sè stessa morta e schiacciata contro un pilastro del vicino ponte su cui la vita continua la sua regolare evidenza. 

The Hours è un libro in cui la morte, il suicidio, incombe come irreparabile, ma saprà trovare sfogo, oltre la morte, con tratti di vita reale che si realizzano comunque in una società estranea e di cui tutti siamo parte integrante.

La seconda donna è Laura Brown nella Los Angeles del 1949, incinta del secondo figlio, mentre saluta il marito che si reca al lavoro nel giorno del suo compleanno. Coinvolge senza successo il figlio per preparare la festa del marito al suo ritorno la sera e trascorre la giornata sola in un motel a pensare alla vanità della vita tenendo sul comodino proprio il libro Mrs. Dalloway di Virginia Woolf. La festa di compleanno del marito chiude la giornata come se tutto si fosse svolto nella gioia di una famiglia felice. 

La terza donna è Clarissa Vaughan, intellettuale affermata, mentre esce una mattina degli anni Novanta nel downtown di New York per comperare i fiori – rose gialle – per la festa della sera stessa a casa sua in onore del suo irrealizzato amore Richard Brown, grande poeta e destinatario di un prestigioso premio letterario che non potrà ricevere perché morto suicida la sera del premio e della festa. Nel fare visita a Richard, che la saluta come sempre con un allusivo “Mrs. Dalloway”, veniamo a conoscenza di una intricata vicenda a molteplici personaggi che, nel corso di lunghi anni, si realizzano, si riprendono e si lasciano come se la vita sia una morsa che può solo costringere le persone all’affanno di continue mutazioni di ragione e di luogo senza mai poter avere una casa dove vivere e amare per un futuro e non per una perdita del presente. Sconfitto dalla vita e dalla malattia, Richard si uccide davanti a Clarissa che, sconvolta, può solo scendere le scale e inginocchiarsi vicino al corpo di Richard in un atto di amore e di abbandono. Ritorna a casa, cancella la festa per quanto è possibile e affronta nel silenzio una notte in casa sua come mai avrebbe pensato: con la figlia Julia, cresciuta senza un padre, la compagna Sally assente per tutta la giornata e la madre di Richard – Laura Brown – carica di anni e di dolore. Un vero finale che non lascia speranza, ma non è morte, e apre a infinite possibilità di vita che permettono di andare avanti come si può e come ci è concesso dal destino.

SAVE THE DATE
L’incontro The Hours si terrà
mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 17:00 
in ALDAI, in Sala Viscontea Sergio Zeme

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it

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