Le traiettorie della competitività

Oggi, chi controlla dati, infrastrutture orbitali e tecnologie spaziali controlla una parte crescente della competitività economica e della sicurezza strategica dei prossimi decenni

Foto di WikiImages da Pixabay

Valter Quercioli

Presidente Federmanager
L’economia dello spazio è indicata tra le filiere del nuovo Made in Italy definite dal Libro Bianco del MIMIT. Una scelta che guarda al futuro, consapevole però dell’importanza della storia industriale e tecnologica che il nostro Paese vanta nel settore. Oggi, chi controlla dati, infrastrutture orbitali e tecnologie spaziali controlla una parte crescente della competitività economica e della sicurezza strategica dei prossimi decenni.

L’Italia è stata tra le prime nazioni al mondo a mettere in orbita un proprio satellite con il “Progetto San Marco“, sviluppando competenze che hanno reso l’aerospazio uno degli ambiti più qualificati della nostra manifattura. Un percorso consolidato grazie al lavoro dell’Agenzia Spaziale Italiana, in sinergia con l’ESA, e al contributo di grandi donne e uomini del nostro Paese che, come astronauti, sono stati, nel tempo, protagonisti di missioni spaziali fondamentali.

Parlare di space economy significa parlare di satelliti, telecomunicazioni, sensoristica, gestione dei dati, cartografia avanzata e IA applicata a sicurezza, ambiente e mobilità. L’Italia dispone di eccellenze riconosciute globalmente: accanto a Thales Alenia Space si è sviluppata una filiera tecnologica di primo livello, al centro di progetti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati futuribili.
Valter Quercioli, Presidente Federmanager

Valter Quercioli, Presidente Federmanager

Eppure, emergono fragilità tipiche del sistema industriale italiano. Nella filiera spaziale, oltre 11mila addetti, il 6% delle imprese sono grandi aziende, il 90% sono PMI e il 4% startup. Una fragilità strutturale in un comparto con standard rigorosi, procedure specialistiche e sistemi regolatori complessi. 

Per questo la managerializzazione diventa decisiva. Governare innovazione, compliance, sicurezza e crescita richiede competenze manageriali adeguate. La space economy non è un’isola: coinvolge fornitori, system integrator e aziende di servizi spesso lontane dall’idea di impresa spaziale, ma parte integrante della filiera. È in questa prospettiva che la nostra Federazione punta a managerializzare ulteriori 20mila imprese, generando impatti positivi su tutte le filiere, inclusa quella spaziale. 

In un contesto in cui Stati Uniti e Cina ridisegnano le architetture orbitali globali e l’Europa cerca autonomia strategica nello spazio, la qualità del management non è solo una questione industriale: è una questione di posizionamento geopolitico. Perché nello spazio, come altrove, le infrastrutture invisibili – a partire dalla qualità del management – decidono chi è davvero in orbita e chi resta a terra.


Tratto da Progetto Manager

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

I più visti

Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager
10 settembre 2026

Ampio consenso sulla necessità di tutelare nel tempo il valore dei trattamenti previdenziali. Dal dibattito emerge soprattutto la richiesta di passare dalle analisi all’azione: occorrono interventi concreti capaci di dare maggiore stabilità ai meccanismi di rivalutazione, salvaguardare il potere d’acquisto e contrastare l’elevata pressione fiscale
01 ottobre 2026

Le preoccupazioni degli anziani per il loro futuro

Nel Rapporto Censis “Invecchiare nell’Italia della longevità” - luglio 2026 - sono descritte le nuove fragilità: cresce il timore della non autosufficienza, si indeboliscono le reti familiari e diventa sempre più urgente costruire un Paese capace di garantire tutela, assistenza e dignità alla popolazione anziana
01 ottobre 2026

L’Italia davanti alla sfida demografica: più anziani, meno lavoratori e la necessità di un nuovo modello di sviluppo

Il grafico costruito su dati ISTAT e INPS restituisce con immediatezza una delle questioni decisive per il futuro dell’Italia: la distanza tra la struttura della popolazione e quella dei lavoratori dipendenti. Non si tratta soltanto di un problema demografico, ma di una trasformazione che coinvolge crescita economica, welfare, pensioni, produttività, scuola, immigrazione e coesione sociale. Per affrontarla non basta aumentare l’occupazione: occorre cambiare il modo in cui il Paese utilizza il proprio capitale umano e costruire le condizioni perché giovani, donne, lavoratori anziani e nuovi cittadini possano contribuire pienamente allo sviluppo
01 ottobre 2026

La grande asimmetria italiana
Dare, avere, redistribuire: un equilibrio sempre più difficile!

L’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA, evidenzia l’insostenibilità del sogno italico di un welfare generoso, finanziato però con il contributo di pochi: quasi la metà degli italiani non ha redditi e quindi vive di fatto “a carico” di qualche altro cittadino, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su, corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l’IRPEF. Dati che non si spiegano con la sola evasione ma che affondano le loro radici in anni di politiche assistenzialiste e incentivi impliciti al non lavoro
01 ottobre 2026

Meno del 19% dei contribuenti sostiene quasi due terzi dell'intera Irpef

Fa opinione il rapporto dell'Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL il 24 settembre 2026, nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA.
01 ottobre 2026