Manager in azione

Per il lavoro una moderna piattaforma di leadership, pronta a guidare le transizioni in atto. È questa la condizione per far correre il Paese e generare valore per il futuro

Valter Quercioli

Presidente Federmanager
Il lavoro è una dimensione centrale delle nostre vite.

Ma è anche un terreno fondamentale su cui si misura il grado di civiltà e di sviluppo di una nazione. Ed è proprio a partire da questa consapevolezza che la nostra Federazione promuove una visione capace di tenere insieme competenze, innovazione e responsabilità, anche sul piano etico.

Abbiamo dunque posto il lavoro al centro del nostro “Manifesto 2026”, come priorità strategica articolata, oggi, su tre direttrici fondamentali: intelligenza artificiale, salute e sicurezza, formazione.

In relazione al tema dell’IA, riteniamo decisivo il ruolo del management nel governo di questa tecnologia, un acceleratore potente di opportunità in termini di produttività, competitività e capacità organizzativa. L’intelligenza artificiale rivoluziona infatti processi, tempistiche e modalità operative. Adottarla al meglio in azienda è una responsabilità specifica che i manager devono essere in grado di assumere, con visione e un approccio integrato tra dimensione tecnologica e gestione delle risorse umane.
Valter Quercioli, Presidente Federmanager

Valter Quercioli, Presidente Federmanager

Accanto a questo tema, assume un rilievo altrettanto strategico quello della salute e sicurezza sul lavoro, a cui la nostra Federazione, così come per l’IA, ha dedicato un’apposita Commissione di settore. Riteniamo che salute e sicurezza debbano essere elemento costitutivo della cultura d’impresa. E in un sistema industriale come quello italiano, caratterizzato da una diffusione capillare di PMI troppo spesso non managerializzate, la sfida si rivela ancor più impellente. Diffondere modelli organizzativi evoluti e rafforzare la consapevolezza a tutti i livelli significa elevare la qualità complessiva del nostro sistema produttivo e sociale.

Il terzo pilastro è quello della formazione. Le competenze manageriali sono oggi il vero fattore abilitante della competitività. Perché il long-life learning non è più un’opzione, ma una condizione necessaria. Solo investendo sulla formazione delle persone le imprese possono rimanere davvero protagoniste dei mercati, tra le molteplici complessità che il presente evidenzia.

Alle priorità citate si affianca infine, nella nostra agenda, l’impegno per il pieno riconoscimento dei quadri apicali come parte integrante dell’infrastruttura manageriale, con conseguente affidamento dei CCNL alle organizzazioni di rappresentanza dei dirigenti e superamento delle clausole della l.190/1985. L’obiettivo che ci poniamo è quello di ricondurre queste figure pienamente all’interno dell’alveo manageriale, valorizzandone ruolo, know-how e prospettive di carriera.

Rafforzare la managerialità, in tutte le sue articolazioni, significa ambire a costruire una moderna piattaforma di leadership, pronta a guidare le transizioni in atto. È questa la condizione per far correre il Paese e generare valore per il futuro.

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