Le pensioni non sono un bancomat
CIDA chiede che la Legge di Bilancio non introduca nuove penalizzazioni della perequazione e che la previdenza sia affrontata con regole certe, nel rispetto dei diritti maturati e delle generazioni future
La nuova ipotesi di intervento sulla rivalutazione delle pensioni medio-alte, prospettata nell'ambito della Legge di Bilancio 2027, ripropone una questione che va oltre il trattamento previdenziale di una specifica categoria.
Secondo le stime disponibili, un'ulteriore limitazione della rivalutazione potrebbe determinare minori importi per i pensionati per circa 14,2 miliardi di euro in dieci anni. Un dato che si aggiunge agli effetti dei precedenti interventi restrittivi, stimati in circa 54 miliardi fino al 2032.
Non siamo di fronte a una questione di privilegi, ma di equità, certezza delle regole e rispetto della contribuzione versata.
Le pensioni sono il risultato di decenni di lavoro e versamenti. La loro rivalutazione non è un beneficio aggiuntivo, ma uno strumento essenziale per preservare il valore reale di quanto maturato. Ridurre la perequazione produce effetti che si protraggono nel tempo, una rivalutazione inferiore all'inflazione riduce anche la base sulla quale saranno calcolati gli adeguamenti successivi.
CIDA ritiene che la sostenibilità del sistema previdenziale debba essere perseguita attraverso politiche strutturali e di lungo periodo, non con interventi ripetuti che finiscono per penalizzare chi ha già concluso la propria vita lavorativa. Occorre preservare il meccanismo di rivalutazione per scaglioni, evitando nuove penalizzazioni e garantendo proporzionalità ed equità.
Ma la questione riguarda anche le generazioni più giovani. Se chi ha versato contributi per tutta la vita non può contare sulla stabilità delle regole, quale fiducia potranno avere nel sistema pensionistico pubblico coloro che oggi lavorano?
La sostenibilità previdenziale non si costruisce mettendo le generazioni le une contro le altre, ma garantendo equità contributiva, certezza dei diritti e un patto credibile tra generazioni.
CIDA chiede che la Legge di Bilancio non introduca nuove penalizzazioni della perequazione e che la previdenza sia affrontata con regole certe, nel rispetto dei diritti maturati e delle generazioni future.
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