Turismo Silver

I pensionati stanno cambiando il mercato dei viaggi più tempo, più esperienza, più valore

 

Franco Torelli  

Presidente Federmanager Trento e componente del Comitato Nazionale Pensionati
Leggendo qua e là sotto l’ombrellone viene spontaneo fare alcune riflessioni su come stia cambiando il mondo del turismo per noi pensionati.
In Europa le statistiche Eurostat hanno rilevato che le persone di età compresa tra 60 e 74 anni hanno coperto il 25% di tutti i pernottamenti turistici; considerando tutta la fascia over 55, questa percentuale sale al 41%. Se si prevede che nel 2030 saranno oltre 140 milioni i turisti over 60, a fronte dei 42 milioni nel 2010, capiamo che la continua crescita del turismo “silver” stia diventando uno dei segmenti più interessanti per operatori, alberghi, compagnie di trasporto e destinazioni turistiche. Stimano che il valore di questo segmento turistico passerà da 204 miliardi di euro nel 2010 a 548 miliardi nel 2030. Con un incremento del 169%!
In Italia gli over 65 rappresentano oltre un quarto della popolazione e per giunta detengono una quota significativa della ricchezza privata nazionale. Secondo Alessandro Tortelli, direttore del CST Centro Studi Turistici di Firenze “i cosiddetti baby boomers sono la più ricca generazione di pensionati mai esistita e ricercano un’offerta complessa e integrata per più periodi brevi all’anno”.
A differenza dei lavoratori attivi, noi pensionati disponiamo di una risorsa sempre più preziosa: la libertà di scegliere quando partire. Ed è proprio questa flessibilità che sta contribuendo a ridisegnare i flussi turistici favorendo la destagionalizzazione e generando nuove opportunità economiche. Il viaggiatore senior presenta caratteristiche molto interessanti per gli operatori: viaggia più frequentemente fuori stagione, privilegia qualità e comfort rispetto al prezzo più basso, tende a programmare con anticipo, mostra elevati livelli di fidelizzazione e predilige soggiorni più lunghi rispetto alla media. E questo significa maggiore stabilità dei ricavi durante tutto l’anno e minore dipendenza dai tradizionali picchi estivi. Partire in primavera o in autunno produce vantaggi nel risparmio: voli, traghetti e pacchetti organizzati propongono spesso riduzioni significative nelle settimane comprese tra aprile e giugno e tra settembre e novembre. 
Franco Torelli

Franco Torelli Presidente Federmanager Trento e componente del Comitato Nazionale Pensionati

Ma sopratutto primavera e autunno mettono al riparo dalle estati italiane sempre più torride: le ondate di calore possono rappresentare un disagio, soprattutto per chi soffre di problemi cardiovascolari o respiratori mentre primavera e autunno offrono sempre temperature più miti. Peraltro le destinazioni visitate fuori stagione risultano generalmente meno congestionate, musei, centri storici, borghi e località costiere diventano più accessibili e fruibili. Per chi ha alle spalle una lunga carriera lavorativa, abituata magari a ritmi intensi e tempi contingentati, il viaggio assume così una dimensione diversa: meno stress, maggiore profondità dell’esperienza e possibilità di entrare realmente in contatto con il territorio.
In un’epoca in cui l’overtourism costringe a pagare il ticket per accedere a Venezia, ai cammini dolomitici o alle spiagge della Sardegna, queste sono esperienze diverse lontane dalla ressa, che privilegiano la qualità rispetto alla quantità, la scoperta rispetto alla velocità, la relazione rispetto al consumo.
Ormai il lusso contemporaneo, per molti pensionati, non consiste più nell’esclusività, ma nel tempo: infatti una delle ultime tendenze più interessanti riguarda la crescita del cosiddetto turismo lento, lo slow travel. Cammini, itinerari enogastronomici, percorsi culturali, cicloturismo, soggiorni nei borghi e vacanze termali stanno registrando un crescente interesse tra gli over 65. Anche sotto questo profilo i pensionati stanno anticipando una trasformazione che interessa l’intero comparto turistico. Per i pensionati il turismo fuori stagione è quindi una scelta strategica che consente di migliorare la qualità della vita, valorizzare il tempo disponibile e contribuire a un modello di sviluppo turistico più sostenibile ed efficiente.

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