Noi dirigenti pensionati delusi da Salvini

Sergio Canavero dirigente industria con 44 anni di contributi ha scritto una lettera al Giornale che fa riflettere sulla Certezza del Diritto in Italia.

A cura della redazione 
Scrivendo al direttore Sallusti, il collega si presenta da pensionato con quarantaquattro (44) anni di regolari versamenti contributivi, ex dirigente di grandi industrie elettromeccaniche private, insomma un cittadino che ha versato qualche milione di euro di contributi, oltre naturalmente ad altrettante tasse.
L’impegno per l’eccellenza nel lavoro è riconosciuto in Italia con la gogna mediatica delle “pensioni d’oro” , piuttosto che la certezza del diritto sulla pensione.

Il collega commenta nella lettera al Giornale “Nella mia associazione di categoria, … , il malessere per quanto sta accadendo relativamente all'atteggiamento della Lega è palpabile ed in crescendo. Non una parola è giunta da Salvini in difesa dei manager, (impegnati nel manifatturiero 2° in Europa n.d.r.). Continua Canavero: “Mi auguro, ed io, nel mio piccolo mi attiverò per questo, che almeno le nostre associazioni si facciano sentire al più presto e con quanta più energia possibile. In alternativa non ci resterà che fare nostra ed inoltrare al signor Di Maio la proposta di un pensionato «argento-oro» laziale, comparsa in una rubrica del Corriere della Sera il 26 luglio, che chiede al ministro del Lavoro di soprassedere oggi al taglio delle pensioni per avere in cambio nel prossimo futuro una legge che preveda l'eliminazione fisica dei parassiti sociali al raggiungimento dei 75 anni di età (la gallina domani invece dell'uovo oggi). Così facendo il «reddito di cittadinanza» dei non-parassiti di questa nascente futura e fulgida società sarà garantito.
 
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