Pensioni oggi, facciamo il punto

Con questo proposito si sono svolti nei giorni 12 e 16 dicembre, promossi dal Comitato Pensionati, due interessanti incontri presso la nostra sede di via Larga, ai quali ha preso parte un folto gruppo di colleghi pensionati, distribuiti nelle due giornate.

Mario Giambone

Presidente Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager
L’ampia partecipazione ha consentito di esporre e commentare le molteplici iniziative assunte dalla nostra categoria, da quando è stata oggetto di continue “attenzioni” da parte della politica, che non ha mancato di assumere provvedimenti restrittivi in materia pensionistica.
Lo svolgimento dell’incontro ha posto al centro dell’attenzione La difesa dei diritti e della dignità dei pensionati, ruolo fondamentale ribadito da Federmanager e CIDA. A sostegno di quanto promosso a livello “centrale” per ripristinare la fiducia nel rapporto Stato/cittadini, ma che anche i “territori” hanno sostenuto  svolgendo  un ruolo attivo, non tralasciando anche iniziative di tipo risolutivo, come quello assunto nel luglio del 2018 costituito dal ricorso a Strasburgo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo -  CEDU – col sostegno di una gran parte di noi dirigenti. Naturalmente non sono mancati anche molteplici ricorsi “pilota”, come dettagliatamente enunciato dalla esaustiva  e documentata esposizione illustrata dal collega Mino Schianchi, componente del Comitato ALDAI, ma anche Presidente del Coordinamento Nazionale Gruppi Pensionati Federmanager.  La documentazione ha fornito l’opportunità anche di avere un’ampia prospettiva riguardante l’insieme della situazione previdenziale sia in tema di sostenibilità sia in ottica prospettica.

Lo svolgimento degli incontri ha evidenziato quanto sia opportuno promuovere ulteriori analoghe occasioni per valutare e condividere azioni possibili. Ma anche per  sostenere nei fatti iniziative che consentano maggiore visibilità e quanto sia efficace una costante partecipazione dei cosiddetti “quiescenti” nelle molteplici attività a sostegno anche delle più giovani generazioni. Una moderna società non può consentirsi di perdere valenze e conoscenze,  cui poter ricorrere quando sia necessario fare appello all’esperienza. 
Molteplici sono infatti  le occasioni in cui i “senior”…( come oggi si usa dire..) mostrano di avere capacità e stimoli per rendersi utili in maniera attiva a  sostegno di quanto possa essere necessario!  Il vivace  scambio di opinioni che ha seguito lo ha ampiamente confermato. 
L’impegno condiviso è stato  quello di rivedersi con maggiore frequenza  e dimostrare che non  si è soli, neanche in momenti in  cui sembrerebbe il contrario. 

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

I più visti

Pensioni senza frontiere tra fiscalità, convenzioni ed emigrazioni

Le pensioni italiane pagate all’estero: informazioni in sintesi. Regole fiscali, le convenzioni internazionali, la perequazione automatica, i trend della nuova mobilità. Un mondo poco conosciuto, ma che interessa migliaia di italiani nel mondo
01 febbraio 2026

Dall’ultimo bilancio previdenziale (anno 2024) lo stato di salute delle nostre pensioni e del nostro welfare

Il XIII rapporto "Il Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano – Andamenti Demografici e Previdenziali delle Pensioni e dell’Assistenza – situazione all’anno 2024", realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, delinea il quadro della sostenibilità sociale e finanziaria del nostro welfare state
01 marzo 2026

CIDA 2025

Le iniziative CIDA realizzate negli anni a favore delle Federazioni aderenti e dei relativi iscritti hanno generato nel 2025 tangibili risultati, frutto di impegno continuo, di dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni a livello nazionale e regionale
01 marzo 2026

Non restare indietro...rinnova ora

Il Consiglio Direttivo, nella riunione del 15 dicembre 2025, ha confermato le quote associative per l’anno 2026
01 febbraio 2026

La riduzione dell'imposta sui redditi a confronto con la tassazione in Francia

La riduzione dell'aliquota dal 35% al 33% riconosce e valorizza il contributo del ceto medio allo sviluppo economico e sociale del Paese, ma non riduce lo spread fiscale con altri Paesi europei. In questo articolo l'analisi di quanto paghiamo in più rispetto ai francesi
01 febbraio 2026