Vecchio a chi?

La cura della longevità in salute

a cura della Redazione

Il rapporto Censis Invecchiare nell’Italia della longevità (illustrato nell’articolo Le preoccupazioni degli italiani per il loro futuro di Mino Schianchi) evidenzia in maniera chiara come nel 2050 - secondo le proiezioni demografiche - gli over 65 saranno oltre 18.8 milioni, pari al 34,6% della popolazione totale. A oggi la speranza di vita alla nascita è pari a 83.7 anni – era 82.3 nel 2015 – con un distinguo tra uomini e donne: 80.1 per i primi e 85.7 per le seconde. Ma l’allungamento della vita rispetto al passato, ottenuto indubbiamente grazie ai progressi della medicina, al miglioramento dell’igiene, all'alimentazione e alle condizioni di vita più sicure, cela anche la principale preoccupazione della popolazione anziana: la perdita dell’autosufficienza, una paura che supera di molto quella della morte (69.4% vs 33.5%).

Il tema della longevità in salute è fortemente sentito dalle fasce di popolazione adulte; il modello del welfare italiano è sensibilmente cambiato: la parcellizzazione dei nuclei familiari, la rete familiare sempre più allentata anche per le distanze rendono l’autosufficienza, lo “star bene”, un pilastro fondamentale per affrontare con serenità l’invecchiamento.

La questione dell’età che avanza è sbarcata anche a Venezia. In coincidenza con il Festival del Cinema, è stato proiettato il cortometraggio Vecchio a chi? La cura della longevità in salute, prodotto dal Gruppo The Skill in collaborazione con Fasi - Fondo di assistenza sanitaria integrativa e Sport e Salute, firmato da Lorenzo Munegato e Alberto Pezzella.

Partendo dal dato che l’Italia è uno dei Paesi più longevi, gli autori si concentrano attraverso i racconti di alcuni campioni olimpici quali Manuela Di Centa, Venanzio Ortis e Andrea Lucchetta sui quattro pilastri della longevità: salute fisica, psicologica, attività sportiva e alimentazione, 4 aree strettamente connesse che rappresentano anche le dimensioni su cui intervenire in termini di prevenzione. Nel documentario non mancano poi le testimonianze di medici, psicologi ecc.

“Recentemente – racconta Daniele Damele, Presidente del Fasi – abbiamo concluso un progetto pilota di ricerca in quattro regioni italiane, approvato dal Comitato Etico Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità e incentrato su salute, fragilità e autonomia della nostra popolazione assistita over 65. Nel campione analizzato, i report evidenziano che oltre la metà (circa il 57-59%) dei soggetti coinvolti convive con una o più patologie croniche diagnosticate nel corso della vita, una quota che richiede modelli di presa in carico continuativi. Su questo fronte è necessario intervenire, lavorando sulla prevenzione, per garantire una vita in salute ed autonomia a quante più persone possibile”.

“Investire nella longevità in salute – afferma Luca Del Vecchio, Vicepresidente del Fasi – significa investire nel futuro del Paese e delle sue imprese. Iniziative come questa dimostrano come sanità integrativa, sport e cultura della prevenzione possano lavorare insieme per cambiare il modo in cui affrontiamo l’invecchiamento, trasformandolo da un limite in una risorsa”.

Un viaggio attraverso i segreti di una vita lunga e in salute


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