Comitato pensionati ALDAI-Federmanager
26 marzo 2026
Sintesi dell'incontro
Il Comitato Pensionati di ALDAI-Federmanager, riunitosi il 26 marzo, ha svolto un approfondito esame del Manifesto 2026, documento programmatico e strategico della Federazione.
Nel confermarne il valore complessivo quale strumento di indirizzo, pur evidenziando alcune criticità, il Comitato richiama con forza la necessità di un rafforzamento esplicito dell’impegno di Federmanager nella tutela dei pensionati. In particolare, ha sottolineato che i diritti previdenziali dei dirigenti in quiescenza costituiscono diritti sociali e collettivi e, come tali, devono essere difesi attraverso un’azione continua, concreta e organizzata, capace di incidere efficacemente sia sul piano politico-istituzionale sia su quello giuridico.
Apertura dei lavori
Il Presidente Mino Schianchi apre i lavori del Comitato richiamando, in via preliminare, i principali appuntamenti già programmati, sottolineandone la rilevanza ai fini del rafforzamento dell’attività informativa e del coinvolgimento della componente seniores. In particolare, segnala:
- webinar di aggiornamento sui sistemi pensionistici, rivolto ai Coordinatori Territoriali Seniores e tenuto da Rita Comandini, previsto per giovedì 2 aprile dalle ore 11 alle ore 13 su piattaforma Zoom;
- riunione del Coordinamento Seniores con il Presidente Quercioli, fissata per il 22 aprile;
- il webinar - in fase di organizzazione - con la Direzione Generale INPS, programmato per il 30 aprile, dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale per la semplificazione e la gestione delle pratiche pensionistiche.
Esiti del Consiglio Nazionale e indagine Data Hubs
Schianchi passa quindi a illustrare i principali temi emersi nel corso dell’ultima riunione del Consiglio Nazionale, soffermandosi in primo luogo sui risultati dell’indagine Data Hubs relativa ai manager non associati. I dati presentati risultano particolarmente significativi e, per alcuni aspetti, sorprendenti: il 46% dei dirigenti intervistati dichiara infatti di non conoscere Federmanager, mentre il 12% degli stessi non è consapevole del ruolo della Federazione quale firmataria del Contratto Nazionale dei Dirigenti dell’Industria. Tali elementi evidenziano criticità che vanno oltre il piano della comunicazione, investendo direttamente i temi dell’identità associativa, della riconoscibilità e della partecipazione. In assenza di una diffusa consapevolezza della nostra realtà associativa, risulta infatti difficile consolidare il senso di appartenenza e rafforzare il ruolo della rappresentanza.
Andamento degli iscritti e richiesta dati
Con riferimento all’andamento degli iscritti, egli evidenzia come nel corso del 2025 si sia registrato un incremento di circa 2.000 dirigenti in servizio, a fronte tuttavia di una riduzione pressoché equivalente tra dirigenti pensionati e disoccupati. In particolare, la contrazione della componente pensionata viene indicata come un dato di particolare preoccupazione. Al fine di comprendere meglio le dinamiche in atto, è stata avanzata richiesta a Federmanager di rendere disponibili, nel più breve tempo possibile, i dati relativi all’andamento degli iscritti pensionati negli ultimi tre anni, con dettaglio per singola Associazione Territoriale, così da consentire un’analisi più approfondita in vista dell’incontro con il Presidente Quercioli del 22 aprile.
Cause dell’abbandono e differenze territoriali
Il Presidente Schianchi si sofferma quindi sulle principali cause che determinano l’abbandono dell’Associazione da parte dei pensionati, individuandole in una insufficiente informazione, in un limitato coinvolgimento e nella percezione di una scarsa incidenza nelle scelte politiche di Federmanager, nonostante i pensionati rappresentino una quota significativa della base associativa. Richiama inoltre il dibattito sviluppatosi nel Comitato di Coordinamento Gruppi Seniores, nel quale è stata evidenziata la necessità di comprendere in modo più puntuale quali fattori possano indurre i pensionati a mantenere l’iscrizione, così da individuare leve efficaci per contrastare il progressivo calo degli associati. In tale ambito, è stata sottolineata anche la differenza territoriale delle motivazioni: nelle grandi aree urbane possono assumere rilievo opportunità quali: impegno operativo, volontariato o attività professionali residue, mentre nelle realtà di piccola e media provincia tali opportunità risultano molto più limitate o addirittura inesistenti.
Perequazione, fisco e previdenza complementare
In assenza, al momento, di dati analitici completi, Schianchi evidenzia l’esigenza di riprendere, con un diverso approccio, soprattutto rivolto al futuro, il tema della perequazione delle pensioni, ambito che negli ultimi tempi ha ricevuto minore attenzione. In particolare, sottolinea l’importanza di ribadire l’impegno di Federmanager nella difesa dell’attuale meccanismo di adeguamento, che prevede il riconoscimento di almeno il 75% dell’indice di inflazione per la gran parte dei trattamenti dei dirigenti in pensione. Accanto a questo, vengono richiamati come prioritari anche i temi del fisco e della previdenza complementare, considerati pilastri fondamentali dell’azione di tutela.
Ruolo statutario e priorità per i pensionati
Richiamando quindi il ruolo statutario di Federmanager, definita come organismo di rappresentanza sindacale e contrattuale con la missione di tutelare gli interessi generali della categoria, il Presidente pone una riflessione specifica sulla condizione dei pensionati. In assenza di un contratto collettivo da negoziare o di un rapporto di lavoro da presidiare, diventa essenziale chiarire quali siano gli ambiti prioritari di tutela per questa componente associativa. Vengono individuati, in modo esplicito, la difesa del potere d’acquisto delle pensioni, la sanità, la previdenza, l’equità fiscale e la lotta all’evasione, quale strumento per una più equa distribuzione del carico tributario. In tale prospettiva, viene ribadito che, se l’azione associativa non risulta coerente con tali esigenze fondamentali, viene meno la motivazione stessa all’adesione o al mantenimento dell’iscrizione. Le attività ricreative, culturali e di socializzazione, pur rappresentando un utile completamento dell’offerta, non possono sostituire la funzione primaria di rappresentanza, anche in considerazione della presenza, soprattutto nei contesti urbani, di un’ampia offerta “dopolavoristica” già consolidata in tali ambiti.
Manifesto Federmanager 2026
Il Presidente Schianchi passa quindi a illustrare brevemente i contenuti del Manifesto Federmanager 2026, evidenziando come esso rappresenti una proposta organica rivolta alle istituzioni e alle forze politiche, fondata su una visione strategica che pone al centro il ruolo dell’industria e del management quale leva per la competitività, la crescita della produttività e la gestione delle principali transizioni – digitale, energetica e organizzativa – nonché per il rafforzamento della coesione sociale e del sistema di welfare. Il Manifesto si articola in dieci punti di intervento prioritari, che spaziano dal rafforzamento dell’infrastruttura manageriale alla managerializzazione delle PMI, dalla stabilità normativa alla sostenibilità, dalla riduzione del costo dell’energia alla governance dell’intelligenza artificiale, fino alla formazione continua, alla riforma fiscale e alla modernizzazione del sistema pensionistico e di welfare.
Forum Federmanager e azione territoriale
Tali tematiche costituiranno il fulcro del prossimo Forum Federmanager, previsto per il 2 luglio in occasione dell’Assemblea annuale, quale momento centrale di confronto e condivisione della visione associativa. Viene auspicato che i contenuti del Manifesto possano essere ulteriormente declinati e sviluppati a livello territoriale, attraverso iniziative e momenti di approfondimento, al fine di rafforzare il dialogo con imprese, istituzioni e stakeholder locali e consolidare la diffusione di una visione dello sviluppo economico e sociale comune.
Dibattito
Meriti del Manifesto e osservazioni critiche
A seguito della relazione del Presidente Schianchi si è sviluppato un ampio dibattito, incentrato sull’analisi e sulla visione del Manifesto Federmanager 2026. E’ stato riconosciuto come il documento affronti temi rilevanti per il futuro industriale del Paese e contenga diverse proposte condivisibili. Tuttavia, osservato da una prospettiva politico-sindacale, sono emersi anche alcuni limiti che ne riducono l’efficacia come strumento in grado di offrire un contributo effettivo al cambiamento.
È stato rilevato come le proposte contenute nei dieci punti programmatici, pur orientate in una direzione complessivamente condivisibile, risultino spesso formulate in termini generici. L’uso ricorrente di espressioni quali “rafforzare”, “promuovere” e “valorizzare” non è accompagnato da indicazioni operative chiare circa priorità, risorse e responsabilità decisionali, rendendo meno immediata la traduzione degli obiettivi in azioni concrete.
Sono emerse anche osservazioni critiche puntuali su specifici contenuti del Manifesto, in particolare è stata segnalata la mancanza di attenzione verso alcune questioni ritenute cruciali: la crescente emigrazione giovanile, legata a fattori quali salari non competitivi, condizioni di lavoro e carenza di politiche di sostegno alle famiglie; il tema del salario minimo, interpretato come indicatore di un progressivo indebolimento del sistema retributivo.
È stato evidenziato come il Manifesto attribuisca un ruolo particolarmente marcato al management nello sviluppo industriale. Pur riconoscendo la centralità della funzione manageriale, diversi interventi hanno sottolineato come tale impostazione finisca per attenuare il rilievo di altri elementi fondamentali, quali il lavoro, i lavoratori, il ruolo delle organizzazioni sindacali e la contrattazione collettiva.
In particolare per quanto riguarda il punto 10 del documento è stato richiesto che il testo venga modificato e integrato, al fine di esplicitare con la massima chiarezza l’impegno di Federmanager nella tutela dell’integrità e della valorizzazione delle pensioni dei dirigenti in quiescenza, quali diritti fondati su contributi effettivamente versati e si recepisca in modo inequivocabile il ruolo attivo di Federmanager nel difendere tali diritti in modo continuativo, sia nelle sedi politiche e istituzionali, sia nelle sedi giudiziarie
Fisco, welfare e pensioni
Particolare attenzione è stata dedicata ai temi del fisco, del welfare e delle pensioni, evidenziando una chiara contrapposizione tra le impostazioni proposte. Da un lato, sul piano fiscale, è stata rilevata una forte enfasi sulla riduzione del carico sui redditi medio-alti, considerata una priorità. Dall’altro lato, sul versante del welfare, è emersa la preoccupazione che l’accento posto sugli strumenti integrativi e contrattuali comporti un progressivo spostamento dal sistema pubblico a quello privato. Nel dibattito è emersa con chiarezza la necessità di ribadire il ruolo centrale del welfare pubblico, considerato elemento imprescindibile di coesione sociale, mentre il welfare integrativo viene ritenuto uno strumento importante ma complementare, che non deve in alcun modo sostituire il sistema pubblico.
Difesa operativa del sistema pensionistico
Nel prosieguo del dibattito, diversi interventi hanno ulteriormente approfondito il tema centrale della difesa del sistema pensionistico, spostando l’attenzione da un piano teorico a uno strettamente operativo. Premesso che il meccanismo perequativo (100/90/75), può essere ritenuto un compromesso accettabile nelle intese fra Governo e parti sociali, è stato sottolineato come non sia più sufficiente discutere in termini astratti del modello pensionistico, ma sia necessario confrontarsi con la realtà dei fatti. In questo senso, è stata posta con chiarezza la questione della reale volontà di difendere le pensioni, in particolare quelle maturate attraverso regolari versamenti contributivi, distinguendole dalle prestazioni di natura assistenziale, la cui spesa è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni. È stato pertanto ribadito che il diffuso richiamo a principi generali quali equità e solidarietà non è sufficiente a contrastare la tendenza a penalizzare i pensionati con trattamenti superiori a quattro volte il minimo INPS. Da qui è emersa con forza l’esigenza di un cambio di approccio: meno dichiarazioni di principio, spesso generiche, e maggiore incisività nell’azione politica. È stata sottolineata la necessità di una presenza più forte, tempestiva e organizzata, capace di intervenire prima dell’approvazione di norme penalizzanti, evitando così di dover ricorrere successivamente a interventi correttivi quando gli effetti negativi si sono già prodotti.
Tutela collettiva dei diritti previdenziali
Un ulteriore punto di particolare rilievo ha riguardato la tutela collettiva dei diritti previdenziali. È stato evidenziato come i pensionati non possano essere lasciati soli nella difesa dei propri diritti, né sul piano giudiziario né su quello istituzionale. I diritti previdenziali sono diritti sociali e collettivi e, in quanto tali, richiedono strumenti di tutela altrettanto collettivi. In questa prospettiva, è stata sottolineata l’importanza di un’azione organizzata e continuativa, basata su iniziative coordinate e un sostegno strutturato, in grado anche di costruire consenso e sensibilizzare l’opinione pubblica.
Azioni per attrattività e sostegno ai dirigenti
Altri interventi hanno invece posto l’attenzione sulla necessità di rendere l’azione associativa più attrattiva per i dirigenti prossimi al pensionamento. In questa prospettiva, è stata proposta l’introduzione di misure che favoriscano la prosecuzione dell’attività lavorativa dopo il pensionamento, intervenendo in particolare sul regime fiscale, attualmente ritenuto penalizzante.
Partecipazione dei dirigenti pensionati alla governance di Federmanager
Accanto ai contenuti di merito, sono emerse anche alcune indicazioni di carattere propositivo sul piano organizzativo, volte a rafforzare la partecipazione e il coinvolgimento degli iscritti pensionati nelle scelte politiche e gestionali della Federazione. I dirigenti pensionati sono una componente numerosa e qualificata, portatrice di competenze, esperienza ed entusiasmo, il cui coinvolgimento più strutturato potrebbe contribuire significativamente ad arricchire il dibattito e a rafforzare il ruolo e la visibilità di tutta l’Organizzazione.
Sempre nell’ottica di rendere più ampia e inclusiva la partecipazione alle attività dell’Organizzazione, è stata inoltre richiamata l’opportunità di valutare una maggiore apertura di Federmanager anche alla figura dei Quadri. Si tratta di un tema già oggetto di confronto in passato, ma che oggi sembra riproporsi con maggiore forza e attualità, richiedendo un approfondimento attento, anche sotto il profilo sindacale, per valutarne implicazioni, opportunità e possibili sviluppi.
30 marzo 2026
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