La vita extraterrestre

Dopo aver analizzato le possibilità offerte dalla fisica moderna per viaggiatori nello spazio e nel tempo, ci occuperemo ora dei possibili viaggiatori. Per i nostri antichi il cielo era popolato dagli dei. Non esistevano extraterrestri, perché non esistevano mondi al di fuori del nostro.

Livio Fasiani

Componente del Gruppo Cultura ALDAI-Federmanager

Al più si favoleggiava di un fantasioso bestiario di semi-umani con le caratteristiche più mostruose, abitanti di isole remote, ma sempre di terrestri si trattava. La scoperta rinascimentale che i pianeti erano altrettante terre orbitanti intorno al Sole e che il Sole era solo una stella come tutte le altre aprì la riflessione umana all’interrogativo che ancora oggi appassiona. Chi di noi, osservando il cielo notturno stellato, non sì è chiesto almeno una volta se non ci sia qualcuno lassù, da qualche parte dell’universo, che stia guardando in quella stessa notte nella nostra direzione? Dalle isterie degli anni Cinquanta, con tutte le storie fantastiche su Roswell e la mitica "area 51", si è passati negli ultimi decenni a una fase più razionale e attiva. Da una parte è in atto la ricerca di tracce attribuibili alla presenza in sistemi lontani di biosfere importanti e dall’altra si è sviluppata una rigorosa elaborazione concettuale delle possibilità di vita aliena, sfociata in una nuova scienza chiamata Astrobiologia. Al momento è curiosamente una scienza totalmente priva di evidenze e basata esclusivamente sulle speculazioni consentite dalla conoscenza delle forme di vita terrestri.
Non meraviglia che le opinioni (non si possono evidentemente chiamare teorie) divergano in modo anche radicale. La famosa commedia di Pirandello “Uno nessuno centomila” riassume mirabilmente il ventaglio delle idee attualmente in dibattito: tantissime forme evolute, pochissime, nessuna (oltre a noi). A oggi, non vi è ancora nessuna evidenza di vita extraterrestre, sia micro batterica sia evoluta. Ma come disse Sagan, un famoso scrittore e scienziato: ”La mancanza di evidenza non significa l'evidenza di una mancanza”. Miliardi di dollari saranno spesi nei prossimi anni dalla Nasa nel tentativo di accertare presenze microbiche in altri corpi del sistema solare. Il prossimo telescopio spaziale James Webb sarà in grado di analizzare l’atmosfera dei pianeti extra-solari più vicini rilevando l’eventuale presenza di biosfere attive. Perde importanza il progetto SETI di rilevare trasmissioni aliene: si fa sempre più strada l’idea che civiltà sviluppate abbandonino molto presto per ragioni di efficienza le trasmissioni elettromagnetiche. Cosa cercare allora? Nel breve tempo della conferenza faremo una carrellata sullo stato dell’arte e sui progetti più promettenti.
Che la forza sia con noi. 

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