Avanti tutta: strategia e visione per accelerare il cambiamento

A inizio novembre il Congresso federale mi ha onorato di nuova fiducia, confermandomi alla guida della nostra Organizzazione per il secondo mandato. Il voto dei colleghi delegati si è indirizzato in modo compatto sul programma di presidenza dei prossimi tre anni che ho presentato con il titolo “Avanti tutta. Strategia e visione per accelerare il cambiamento” insieme a Eros Andronaco, rieletto nella sua qualità di Vice presidente Federmanager. Al nostro fianco, Marina Cima, che quindi continuerà a svolgere il ruolo di tesoriere al meglio, come fatto finora.

Stefano Cuzzilla 

Presidente Federmanager
Al di là della stima e riconoscimenti che i colleghi hanno voluto rivolgermi, e di cui sono loro sinceramente grato, ciò che più conta è aver dato a Federmanager un programma triennale condiviso e ricco di sfide.
Nei tre anni passati abbiamo centrato la gran parte degli obiettivi che ci eravamo posti. Li consolideremo, e lavoreremo in continuità. Ne abbiamo poi individuati di nuovi e più ambiziosi che dobbiamo realizzare con la stessa determinazione che ci ha guidato fin qui: l’esperienza maturata ci ha insegnato che le persone quando condividono una visione, e non il singolo obiettivo, riescono in cose straordinarie!
Nel programma che ho presentato è forte la motivazione a fare grandi cose per la categoria e per il Paese: la nostra rappresentanza vive, la sfida vera è rafforzarla.
Stare insieme, sentirsi parte di una collettività che si riconosce in valori comuni è una esigenza reale che sta cambiando le relazioni industriali e il modo stesso di rappresentare i colleghi. La tipicità del tessuto produttivo italiano costituito principalmente da imprese medio, piccole e prevalentemente a carattere familiare ci ricorda che la nostra presenza sui territori, dove i manager operano e vivono, è indispensabile per generare un processo socio-economico virtuoso per il benessere collettivo.
La diffusione delle politiche federali nelle aziende è una importante leva di proselitismo, così come la costruzione di “ponti” tra i singoli manager e la Federazione. Sarà utile proseguire nell’approccio positivo che abbiamo instaurato nelle relazioni industriali con Confindustria e Confapi. Il dialogo è aperto e continuativo, e in questa delicata fase del rinnovo contrattuale dobbiamo raccogliere i frutti di quanto seminato. Dobbiamo favorire la contaminazione di esperienze positive e la sperimentazione di nuove iniziative
Vogliamo affrontare sotto la lente della prevenzione il tema delle politiche attive del lavoro, continuando a proporre alla politica misure che possano garantire maggiore flessibilità in uscita e maggiori tutele.

Il welfare è il nostro fiore all’occhiello. Gli Enti e le Società nati da accordi bilaterali o costituiti in casa Federmanager sono strutture moderne per le quali continueremo a lavorare per assicurare solidità operativa e sostenibilità economica.
Energie e risorse saranno anche dedicate a fare di Federmanager un’accademia di formazione alla leadership: di fronte ai nuovi modelli manageriali e alle nuove competenze richiesti dal mercato, noi dobbiamo essere pronti a offrire i profili manageriali più innovativi.
La Federazione dovrà aprirsi maggiormente al contributo dei giovani, delle donne e dei senior sfruttando appieno tutte le loro prerogative e dovrà far sentire la voce unitaria della dirigenza intervenendo nei momenti più importanti del Paese.
Questo presuppone un’azione di comunicazione ad ampio raggio e il proseguimento della intensa attività di accreditamento istituzionale già avviata che deve adesso estendersi verso altri portatori di interesse che esercitano potere decisionale, dalle Aziende di Stato alle Istituzioni pubbliche. E per finire, abbiamo indicato la via per una rappresentanza che parla oltre i confini nazionali e che guarda al management industriale europeo.
Siamo riusciti, in questi tre anni, a rendere Federmanager un soggetto protagonista nei confronti dell’impresa, della società e della politica, ma sentiamo forte il richiamo a fare ancora di più. L’invito, quindi, lo rivolgo a tutti i manager: partecipate, fatevi avanti. Questo sistema cammina sulle vostre idee e sulla vostra capacità di fare!


I DIECI PUNTI DEL PROGRAMMA DI PRESIDENZA

  1.  Nell’era della nuova rappresentanza.
La nostra rappresentanza sarà più forte al centro, radicata sui territori, presente in azienda. Più siamo vicini al manager, più rapidi saremo nel perseguire l’obiettivo dello sviluppo associativo. Aumentando la nostra capacità di influenzare le politiche aziendali, affinché cresca la presenza di manager in azienda. Tenendo conto dell’evoluzione del ruolo del manager e, in definitiva, essendo più incisivi nella nostra capacità di attrarre. 

  2.  All’unisono sui territori
Un programma di investimenti sulle Associazioni territoriali che rafforzi l’intero sistema: daremo il supporto tecnico e le risorse economiche che servono per rispondere in modo organico e unitario alle questioni del nostro tempo. Aiutando le Associazioni a far rete per perseguire obiettivi più grandi.

  3.  Presenti nelle imprese
Realizzare interventi adeguati e tempestivi lì dove si produce, sviluppando una nuova cultura d’impresa basata sulla managerialità. Possiamo riuscirci moltiplicando le iniziative che portano Federmanager in azienda, facendo conoscere i nostri servizi e orientandoli verso i fabbisogni concreti. Anche sfruttando la forza dei nostri Enti bilaterali.

  4.  Dentro e fuori il contratto
Rivoluzionato l’approccio alle relazioni industriali, ci prefiggiamo di trasformare la negoziazione tra controparti in una collaborazione tra pari. È questo il tempo del rinnovo del CCNL di categoria che dovrà puntare lo sguardo oltre i prossimi tre anni, precorrendo i fabbisogni di domani.

  5.  Un welfare pronto al futuro
Gli Enti e alle Società del sistema devono esprimere tutto il loro valore ed essere guidati da una squadra di colleghi capaci di gestire il grande patrimonio che abbiamo. Il futuro riguarda le grandi potenzialità del welfare contrattuale, l’allargamento delle tutele, la personalizzazione delle soluzioni, una forza maggiore alle politiche attive del lavoro.

  6.  Competenze al centro
Sosteniamo l’idea di sviluppo industriale che premia la competenza e vogliamo porci come una delle avanguardie culturali del Paese. Abbiamo l’obiettivo di rivelare nuovi profili manageriali, riducendo il mismatch tra domanda e offerta di competenze di alto profilo. La sfida è far emergere il valore della competenza come fattore di innovazione del Paese.

  7.  Liberare le energie del sistema 
Diamo voce ai manager ampliando la partecipazione. Maggiore attenzione alle specificità di donne, giovani e senior. Facciamoli crescere per crescere insieme. La nostra Federazione evolverà se sapremo aprirci al contributo delle nostre persone, coinvolgendo i colleghi che mostrano interesse verso la vita associativa. 

  8.  Efficaci nella comunicazione
Parliamo di noi e facciamo parlare (bene) di noi rafforzando l’identità e la reputazione di Federmanager. Tutti dobbiamo conoscere ciò che accade all’interno del nostro sistema ed esprimere la stessa versione dei fatti. Investiamo nella comunicazione digitale creando una community che partecipa, condivide, rilancia i nostri messaggi.  

  9.  Influenti sulle politiche
In prima linea per l’interesse generale e sempre più protagonisti del futuro dell’industria che deve tornare a essere ai primi posti nell’agenda di governo. Nei prossimi tre anni continueremo a premere per un sistema di misure che riorganizzi il prelievo fiscale e in difesa delle pensioni. 

10.  Europei per scelta
Per un posizionamento in favore del management industriale europeo. Dobbiamo porci l’obiettivo di sostenere i provvedimenti comunitari che favoriscano la crescita, semplifichino le normative, armonizzino le regole d’impresa, fiscali e commerciali. Rafforzeremo quindi la nostra presenza a Bruxelles.
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