Federmanager: welfare a rischio senza trasparenza, riforma fiscale e fondi complementari

La sessione pomeridiana del Forum del 2 luglio scorso è stata dedicata a uno dei temi più rilevanti per il Paese: la sostenibilità del welfare pubblico. Attraverso il confronto tra istituzioni, INPS, rappresentanti di vertice della nostra Federazione e della politica, sono stati analizzati gli scenari futuri del sistema previdenziale e le possibili strategie per garantirne equilibrio, inclusione e solidità nel lungo periodo

Proteggere il welfare pubblico garantendone la sostenibilità con riforme strutturali e trasparenza contabile. È il messaggio lanciato oggi dal Direttore Generale di Federmanager, Mario Cardoni, durante il Forum della Federazione a Roma.

Il primo nodo riguarda l’opacità dei conti pubblici tra previdenza e assistenza. “Si ripete che spendiamo troppo per le pensioni – spiega Cardoni – ma la realtà mostra che la spesa assistenziale è cresciuta del 128% in 16 anni, superando i 180 miliardi senza ridurre la povertà. Chiediamo da anni di separare queste voci, oggi nascoste nelle pieghe dei conti INPS".

Sul fronte sanitario, con la spesa pubblica al 7,1% del PIL (sotto la media Eurozona), Federmanager spinge per l’evoluzione del SSN tramite una seconda gamba complementare. “La spesa privata delle famiglie ha raggiunto i 50 miliardi annui, dimostrando che il pubblico non può affrontare da solo l’urto demografico. La sanità integrativa è fondamentale per garantire tempi giusti e prestazioni eccellenti per tutti, superando i blocchi ideologici”.

Anche sulle pensioni Cardoni fa chiarezza: al netto dell’IRPEF, la spesa previdenziale è al 12% del PIL, in linea con l’Europa. “I privilegi non sono nelle pensioni di chi ha versato i contributi, ma si annidano in quel 40% di prestazioni assistite dallo Stato. I continui tagli alle indicizzazioni creano una perdita secca per i pensionati. Serve stabilità normativa e occorre spingere sul secondo pilastro, adeguando all’inflazione i limiti di deducibilità fermi al 2000”.

Infine, l’allarme sull’equità fiscale, con il 20% della popolazione che sostiene l’80% del carico IRPEF.

“La progressività grava quasi solo su dipendenti e pensionati: chiediamo di ridurre la pressione su di loro ed elevare la soglia dell’aliquota marginale del 43% da 50mila ad almeno 120mila euro”.

Guardando al futuro e al rischio di perdere 4 milioni di lavoratori in dieci anni, Cardoni ha concluso che “la base imponibile non potrà gravare solo sulle persone fisiche: serve una riflessione seria sulla tassazione della rendita da automazione e intelligenza artificiale”.

Il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini dopo aver espresso apprezzamento per il manifesto presentato da Federmanager ha sottolineato quanto la managerialità comporti assunzioni di responsabilità altissime: “verso la proprietà,  verso i lavoratori e l’intera comunità. La managerialità va considerata un’infrastruttura intangibile del Paese e decisiva per la qualità della crescita”.

Il viceministro si è poi soffermato sul ruolo dell’intelligenza artificiale. “L’AI – ha spiegato – aumenta la produttività se governata. La tecnologia certamente accelera i processi ma l’esperienza, la competenza e il giudizio devono rimanere al centro delle decisioni che si assumono”

Sul tema della crescita e del supporto a chi investe è intervenuta anche Sandra Savino, sottosegretaria all’Economia e alle Finanze, sottolineando la visione dell’esecutivo: “Il governo – afferma – sta lavorando lungo una linea molto chiara: rendere il sistema fiscale più equo, più moderno e più favorevole alla crescita. Equità significa ridurre il peso fiscale su chi lavora, su chi produce, su chi investe e su chi crea occupazione”. Secondo la sottosegretaria, un fisco moderno deve saper valorizzare la produttività e la transizione: “e deve farlo con regole certe, strumenti più semplici, tempi ragionevoli e un contrasto all’evasione che sia rigoroso ma sempre fondato su proporzionalità, dialogo e fiducia”.

Valeria Vittimberga, Direttore Generale INPS parlando del sistema previdenziale ha evidenziato che il “vero problema è la sostenibilità finanziaria del sistema produttivo”.
“La sostenibilità è una priorità dell’intero sistema economico e dipende dalla produttività dai salari, dalla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, dalla capacità delle imprese di innovare e, quindi, dipende dalla classe manageriale. La sostenibilità non dipende dunque solo dalle regole pensionistiche”.

Il Vicepresidente nazionale Federmanager Gherardo Zei è tornato a parlare di intelligenza artificiale: “la capacità dei manager è capire la struttura del sistema e come potrà svilupparsi nel futuro. L’intelligenza artificiale dovrebbe essere usata da chi è competente della materia per cui si utilizza e invece oggi succede esattamente il contrario. Oggi il mondo va sempre più veloce per questo è necessario un grande coordinamento tra le istituzioni per affrontare questi cambiamenti sempre più rapidi”.

Al forum hanno partecipato inoltre Mario Turco, Vicepresidente Delegato alle politiche economiche e fiscali M5S e Ylenia Lucaselli, Capogruppo Commissione Bilancio FDI.

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