Nessun dorma…

…così invocava Calaf il principe ignoto, prima del sorgere del sole!...

è il monito che cerchiamo di seguire in ogni riunione del Comitato Pensionati ALDAI e che cerchiamo anche di testimoniare nei confronti dei numerosi colleghi che manifestano le loro inquietudini ed insoddisfazioni.

Mario Giambone

Presidente Comitato Pensionati e Consigliere ALDAI

Nel corso delle molteplici riunioni svolte nel corso del precedente triennio, gli argomenti attinenti alle vicende della previdenza hanno avuto la massima attenzione, sfociate anche in molteplici occasioni promosse proprio allo scopo di poter prevenire o valutare validi motivi per contrastare gli insistenti tentativi di attacco scomposto ai percettori di redditi da pensione medi o medio alti. Noi appartenenti a Federmanager, di cui ALDAI per la sua consistenza numerica ne è la maggiore Associazione, lo pensiamo da tempo e cerchiamo di continuare a sostenerlo anche confortati dal numero di colleghi che rappresentiamo, per cui il continuare a farlo è un “must” che sentiamo di dover continuare a svolgere! 
Naturalmente questo è quanto viene discusso, con ormai frequenza mensile, relativamente alla vexata quaestio che riguarda la previdenza, ma non solo quella che dovrebbe indurre a parlarne con rispetto ed ossequio... bensì all’insieme ad essa riferito nel coacervo, farraginoso e complesso universo delle fake news, alimentate da novelli intenditori ed improvvisati aspiranti a seggi parlamentari, e che trovano motivo di interesse a divulgare e diffondere pretesti che riguardano immaginarie pensioni d’oro, ipotetici privilegi, senza evidenziare diritti legittimamente acquisiti ma facilmente ignorati e calpestabili.
È doveroso ritornare su questo argomento per una corretta informazione ed anche per dare sostegno alle nostre numerose istanze, che sono state affrontate e discusse anche nell’ultima Assise tenutasi a Milano il 15 dicembre 2017, ampiamente partecipata, cui è seguita una propositiva riunione voluta dal nostro Comitato, allo scopo di dar seguito e sostanza a quanto discusso. Tale opportunità è stata indetta presso la nostra sede successivamente alla pausa natalizia, il 9 gennaio dell’anno “nascente” proprio per dar corso, con la dovuta continuità e voce, alle numerose e persistenti “inquietudini” che ci permangono e per definire un piano d’azione, per riaffermare i valori del Merito e del Diritto.
La partecipazione e le testimonianze espresse in quest’ultimo raduno, anche dalle diverse Associazioni delle province lombarde, invitate a condividere gli obiettivi che vanno perseguiti, hanno offerto un ampio ed animato confronto, come occasione allargata alle differenti valutazioni esprimibili. La grande necessità sentita al nostro interno è quella di vedere affermato uno dei principi cui va ancorato la vera essenza della Categoria cui apparteniamo ed al quale ci sentiamo legati; aver svolto ruoli di responsabilità, fortemente mantenuti anche da abnegazione a sostenerne i rischi e le responsabilità che tali ruoli hanno richiesto, devono quindi spingerci a perseverare e riaffermare valori come il merito ed il rispetto delle leggi. Principi questi, senza i quali non è ipotizzabile perseguire una realtà che non tenga conto della stabilità delle regole, su cui si fonda la trasparenza e la legalità. Senza di esse non c’è futuro, sviluppo, speranze, da offrire alle nuove generazioni quali impegni da affrontare e per i quali essere anche in grado di svolgerli.
Come era previsto, lo svolgimento di quest’ultima occasione di incontro, il cui obiettivo essenziale è stato quello di individuare in maniera fattibile, azioni reali da mettere in campo, ha visto uno svolgimento corretto, nel senso del rispetto dei ruoli da ciascuno condotto, ma particolarmente “vivace” nella quantità e nella modalità, da perseguire. 
Lo stato d’animo attualmente sentito dalla maggior parte dei colleghi, da noi rappresentati, è giunto ad un ultimo stadio di tolleranza e pazienza. Si richiede un passo deciso verso il perseguimento di un riconoscimento fattivo da parte di quella politica dalla quale ci si attende di avere chiari indirizzi da perseguire e segnali di fiducia in quelli che devono esser obiettivi di crescita, fiducia nell’intraprendere, senza nutrire timori di “discontinuità” ad ogni sorgere del sole! 
Essenzialmente si attende che il “Nostro Sistema” ci deve rappresentare in maniera più consistente e realistica, deve tenere conto su opportunità da far emergere sollecitamente ed indirizzate a differenti destinatari quali: Politica - Media - Istituzioni; con differenti approcci, meglio attinenti ai singoli “settori”.
  • Politica: non essere troppo attendista in funzione dei possibili esiti e sviluppi, derivanti dagli esiti elettorati, cioè non far passare il mese di marzo!
  • Media: mirare verso stampa, TV nazionale: difesa dell’immagine del manager, quale portatore di valori a sostegno del Paese; chiara separazione tra previdenza e assistenza; la fiscalità sostenuta da categorie come la nostra, sia in servizio che non, è preponderante rispetto alla generalità, contributiva; qualificare le pensioni d’oro… sparando nel mucchio! Le chiare distorsioni delle verità… vanno confutate subito da parte del Vertice Federale smentendole e diffidandole.
  • Istituzioni: stringere opportune intese ed alleanze con: categorie, con le medesime credenzialità; sostenendo e sviluppando il senso che ci distingue nello stile e mentalità manageriali.
Quanto su esposto in maniera didattica, riassume il reale sentire delle testimonianze ricondotte ad una consistente realtà rappresentata nel nostro Associazionismo e che si attende dal Vertice Federale una conferma, comportamentale coerente e tempestiva. Le possibilità collaborative, ulteriormente avanzate riguardano una fattibile partecipazione da parte del “territorio”, specie quello numericamente rappresentativo come quello lombardo, riguardanti la possibilità di costituire dei “centri di opinioni” composti da colleghi disponibili a prestare le necessarie e dovute attenzione allo “scenario” quotidiano offerto dalle differenti fonti, che adducano pregiudizio ed insinuazioni a detrimento dell’immagine della Categoria. L’invocazione elevata a “gran voce” è quella di rivendicare dalla Rappresentatività una costante azione rivolta alla qualificazione di un ruolo che per, valore, esperienza ed affidabilità, deve essere ritenuta come un fattore positivo a vantaggio dell’immagine nazionale.

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