Il mezzogiorno non è solo vacanza

Il rilancio dell’Italia passa da quello delle regioni meridionali: investimenti, infrastrutture e innovazione possono trasformare il turismo al sud in una leva industriale per tutto il Paese. Un approccio manageriale può essere un fattore cruciale di sviluppo nel settore del turismo, considerato certamente una leva strategica per la crescita dell’intera economia nazionale.

Direttore Generale Federmanager
Progettare un Paese nuovo con una serie di riforme urgenti e un programma di più lungo periodo è possibile adesso, grazie alla disponibilità di risorse finanziarie in grado di garantire un significativo impatto economico e sociale. Un progetto di tale portata tuttavia deve tener conto del Mezzogiorno o, più semplicemente, del fatto che la ripresa sarà possibile solo se realizzata su tutto il territorio nazionale.
Poiché siamo alle porte delle vacanze estive, sarebbe utile che si parlasse del sud in termini di investimento, per sanare il divario evidente. Non è oltremodo ammissibile che metà del Paese venga percepito come meta di turismo e non come polo industriale per il turismo.

Questo potrebbe essere l’anno giusto per promuovere interventi volti a investire sul turismo domestico, a destagionalizzare l’offerta prolungandola fino a ottobre e, magari, a dotare il sud di un sistema infrastrutturale digitalmente adeguato.

Le autostrade del XXI° secolo dovrebbero caratterizzare il cambiamento del nostro Meridione agendo sulla leva dell’innovazione, in particolare dell’innovazione digitale.

I numeri lo spiegano a chiare lettere: il 40% di tutto l’import ed export italiano parte e arriva via nave; dato che lievita al 60% man mano che si scende dal nord lungo le coste e le isole, dove operano circa 200 mila imprese.
La posizione del nostro Paese costituisce, infatti, il presupposto per creare una piattaforma logistica intermodale mare-terra in grado di catturare flussi di traffico internazionali e di realizzare servizi. Per questa ragione, si pone l’esigenza di un notevole potenziamento selettivo delle strutture portuali che possano candidare il sud Italia a costituire il naturale polo logistico dell’area sud-europea.

Gli scali portuali del sud, qualora venissero convenientemente attrezzati e integrati da nuove tratte autostradali e ferroviarie, potrebbero avere vantaggi dalle dinamiche del mercato globale intercettando i crescenti flussi di merci nell’area del Mediterraneo.

Ma non solo delle merci. Questi collegamenti sono condizione favorevole per varare un grande progetto per il rilancio turistico del sud Italia con un’impronta sistemica di programmazione e promozione dei territori e che, attraverso un nuovo approccio di tipo più organizzato, sappia valorizzare l’enorme patrimonio storico-artistico, culturale, enogastronomico e paesaggistico, sappia migliorare l’offerta turistica delle destinazioni, la capacità ricettiva in linea con una domanda turistica sempre più focalizzata e sappia promuovere iniziative in grado di coprire quasi l’intero anno solare.

A questi fini, un approccio di tipo manageriale può essere un fattore cruciale di sviluppo nel settore del turismo, considerato certamente una leva strategica per la crescita dell’intera economia nazionale.

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