Manager per imprese più forti

Più manager vuol dire maggiore capacità delle imprese di innovare, di affrontare i mercati internazionali e di cogliere le opportunità che nei prossimi anni si apriranno

Valter Quercioli

Presidente Federmanager
La recente presentazione del Libro Bianco del MIMIT rappresenta un segnale importante dell’impegno profuso dal Governo per stimolare una delle principali leve di sviluppo del nostro Paese: il Made in Italy. Come Federmanager riteniamo che questo documento strategico rappresenti un riferimento-guida importante per la politica industriale nazionale e per orientare modelli organizzativi e processi produttivi attraverso le transizioni a cui il Paese è chiamato.

Il Libro Bianco approfondisce un’analisi delle filiere che nel tempo hanno consolidato la loro storicità come propulsori del Made in Italy – basti pensare alle cosiddette “5A” (agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive) che da sempre sono il fiore all’occhiello della nostra reputazione industriale internazionale – e, in parallelo, esamina le filiere considerate abilitanti e quelle nuove, in cui il Made in Italy sta emergendo con forza.

Settori in cui operano rilevanti piccole e medie realtà di impresa che si segnalano per dinamismo, attenzione a ricerca e sviluppo e forte capacità competitiva. Realtà come quelle che in questo numero abbiamo il piacere di intervistare nel numero di marzo di Progetto Manager per portare i lettori dentro il “nuovo corso” del Made in Italy.


Valter Quercioli, Presidente Federmanager

Valter Quercioli, Presidente Federmanager

In parallelo, per favorire un ancor più proficuo dialogo con i diversi livelli istituzionali – nazionali e locali – siamo impegnati in queste settimane a presentare il nostro “Manifesto di Federmanager”, che si pone l’obiettivo primario di aiutare il Paese a rafforzare economia, lavoro e welfare.

Un documento operativo in cui, tra i target principali, evidenziamo quello di avviare un programma strutturale e pluriennale per portare management qualificato in almeno 20mila PMI attualmente non managerializzate. Ciò significa dotare di competenze manageriali innovative e qualificate altre 20mila imprese, oltre alle circa 20mila che già ne sono dotate e rappresentano oggi il cuore pulsante proprio del Made in Italy.

Più manager vuol dire maggiore capacità delle imprese di innovare, di affrontare i mercati internazionali, fortemente influenzati dai mutevoli assetti politici ed economici, e, in ultima analisi, di cogliere le opportunità che nei prossimi anni si apriranno.

L’indirizzo è chiaro: ci poniamo il traguardo di una crescita del Paese che sia solida e duratura, capace di coniugare competitività economica, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. È in questa prospettiva che Federmanager continuerà a offrire il proprio contributo al confronto istituzionale e alla definizione delle politiche industriali, con la convinzione che un futuro prospero per il Made in Italy passi, ancora una volta, dalla qualità del sistema produttivo nazionale e dal valore delle persone che lo guidano.

Tratto da Progetto Manager

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