Pensioni: CIDA, pronti a scontro su tutela diritti redditi medio-alti

La proposta di inserire nella legge di bilancio un contributo di solidarietà per 5 anni sulle pensioni medio-alte sconcerta la classe manageriale e distrugge la fiducia nella meritocrazia e nella certezza del diritto. Il comunicato della Presidenza CIDA esprime lo sconcerto per l'azione del Governo nonostante la recente lettera inviata al Presidente del Consiglio.
A cura della redazione 

Roma, 1 dicembre. “Il Governo mette le mani nelle tasche degli italiani: per cinque anni - un periodo enorme, più lungo della legge di bilancio e pari ad un’intera legislatura – le pensioni di importo medio-alto saranno defalcate con percentuali elevatissime, con un chiaro intento persecutorio grossolanamente mascherato da giustificazioni egualitarie. La risposta delle categorie interessate sarà durissima: sono già pronti milioni di ricorsi e si userà ogni strumento democratico per contrastare un provvedimento palesemente incostituzionale, discriminatorio e che mina alla base i principi delle Stato democratico”. Così Giorgio Ambrogioni, presidente di CIDA, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commenta l’anticipazione del Sole 24Ore sul taglio alle pensioni di importo medio-alto. “La novità che apprendiamo supera le nostre più pessimistiche previsioni – spiega Ambrogioni – la stretta sugli assegni elevati si applicherà sulla base di 5 aliquote partendo da una soglia minima di 90mila euro lordi l’anno (circa 4.500 euro al mese): dal 10% per gli assegni fino a 130mila l'anno; 14% tra i 130 mila e i 200mila; 16% tra 200mila e 350mila euro; 18% fino a 500mila euro e 20% secco oltre il mezzo milione di euro lordi l’anno.
“Il provvedimento, che ha un arco temporale addirittura di 5 anni, dovrebbe essere presentato sotto forma di emendamento alla Camera, in tempi ristrettissimi (oggi o domani). Secondo quanto ricostruito nell’articolo, i risparmi derivanti da questo intervento (fin qui ipotizzati tra i 200 e i 300 milioni l’anno) finiranno in un apposito contenitore che sarà istituito presso l’Inps con la denominazione ‘Fondo risparmio sui trattamenti pensionistici d’importo elevato’ destinato a garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti da individuare con un decreto del ministero del Lavoro d’intesa con l’Economia. L’obiettivo finora dichiarato è utilizzare questi risparmi per finanziare le cosiddette ‘pensioni di cittadinanza’.
“Insomma in questo emendamento, lo ‘scippo’ ai danni di ben determinate categorie di pensionati assume le caratteristiche di un prelievo forzoso attuato senza alcun confronto con i rappresentanti dei pensionati interessati, senza tener in alcun conto quanto emerso durante le audizioni parlamentari alla sventurata proposta di legge D’Uva-Molinari, senza rispettare i diritti maturati e le legittime aspettative di chi percepisce una pensione frutto di una vita di lavoro, di altissimo impegno professionale, di onerosi contributi previdenziali.
“Nei giorni scorsi CIDA, insieme alle sigle più rappresentative dei pensionati che saranno colpiti dal provvedimento – dirigenti privati e pubblici, magistrati, Avvocati dello Stato, diplomatici, militari – aveva inviato una lettera al Presidente del Consiglio per invitarlo a vigilare sul tema della previdenza, al fine di evitare provvedimenti iniqui e di palese incostituzionalità, di cui avevamo sentore nell’ambito di un clima, alimentato ad arte, di diffuso rancore sociale e criminalizzazione di un intero ceto produttivo di questo Paese. Purtroppo il nostro appello è rimasto inascoltato e le peggiori previsioni si stanno concretizzando in un emendamento vigliacco ed ipocrita.
“La nostra risposta non potrà che essere commisurata al danno che ci si vuole arrecare. Il tempo dei pensionati-bancomat è finito. La battaglia che intendiamo intraprendere, inoltre, non sarà solo a difesa dei diritti dei pensionati, ma varrà a tutelare la certezza del diritto e il rispetto dei patti fra Stato e cittadini che viene calpestato da un provvedimento che ci vede ridotti alla stregua di sudditi”, ha concluso Ambrogioni.


CIDA è la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sindirettivo (dirigenza Banca d’Italia), FENDA (agricoltura e ambiente), FNSA (sceneggiatori e autori), Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA (assicurazioni), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob (dirigenza Consob), Sumai Assoprof (Sindacato Medici ambulatoriali)


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