Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager
10 settembre 2026

Ampio consenso sulla necessità di tutelare nel tempo il valore dei trattamenti previdenziali. Dal dibattito emerge soprattutto la richiesta di passare dalle analisi all’azione: occorrono interventi concreti capaci di dare maggiore stabilità ai meccanismi di rivalutazione, salvaguardare il potere d’acquisto e contrastare l’elevata pressione fiscale


Relazione introduttiva

Mino Schianchi apre i lavori salutando i partecipanti ed evidenziando con soddisfazione una numerosa affluenza, caratterizzata da molti Soci che partecipano per la prima volta. 

Il punto di partenza della relazione riguarda la necessità di definire un'efficace politica di retention e di protezione dei pensionati, tema richiesto anche dal Gruppo Nazionale di Lavoro per lo sviluppo associativo.





Mutamento della longevità e valore delle competenze 

  • Evoluzione demografica: la condizione psico-fisica e di preparazione di un settantacinquenne di oggi è paragonabile a quella di un sessantacinquenne di quarant'anni fa. 
  • Continuità professionale: il pensionamento non corrisponde all'esaurimento delle capacità professionali. I dirigenti appena pensionati mantengono elevate competenze tecniche e gestionali che intendono aggiornare e mettere a disposizione del volontariato o del settore professionale. 
  • Dati sulle iscrizioni: a seguito della modifica statutaria del 2024 (che consente l'iscrizione a Federmanager dei pensionati come dirigenti in servizio), a fine 2025 circa 640 pensionati risultavano iscritti in tale categoria, numero incrementato di ulteriori 71 unità nei primi sei mesi del 2026. 

Iniziative proposte per la Retention 


Schianchi riassume i dieci punti chiave elaborati per la retention delle Socie e dei Soci senior, sia a livello ALDAI sia a livello nazionale: 
  1. Corsi di outplacement verso il sociale: avviati a Milano sin dal 2013-2014 per orientare i manager prossimi alla pensione verso il terzo settore e il volontariato giovanile. 
  2. Trasferimento di competenze e formazione continua: percorsi formativi rivolti ai giovani diplomandi/universitari ed e-learning/corsi informatici specifici per aggiornare le competenze digitali dei Soci senior ("boomer"). 
  3. Tutoring aziendale: supporto e consulenza prestata da pensionati esperti ai dirigenti in servizio che ne facciano richiesta. 
  4. Managerializzazione delle PMI: estensione a livello nazionale di Progetti analoghi a quelli già svolti in collaborazione con Confindustria Lombardia e Assolombarda per mettere le competenze senior al servizio della crescita delle piccole e medie imprese. 
  5. Ripristino dei gruppi di Networking Senior: valorizzazione delle reti relazionali esterne (anche in sinergia con il gruppo Minerva e le iniziative di Mind the Gap sul fractional management) per offrire anche opportunità di consulenza e socializzazione. 
  6. Osservatorio Previdenziale: creazione di una struttura di analisi e monitoraggio interno a Federmanager avvalendosi di esperti (come il prof. Brambilla) per chiarire la complessa normativa pensionistica e contrastare la disinformazione diffusa sui media e su LinkedIn. 
  7. Webinar sulla Prevenzione Sanitaria: cicli di incontri dedicati all'invecchiamento in salute, alla gestione delle cronicità e della non-autosufficienza. 
  8. Gruppi di interazione attivi/pensionati: incontri di cooperazione e confronto tra dirigenti in servizio e in pensione. 
  9. Confronti pubblici su temi sociali: eventi di dibattito istituzionale con esponenti del mondo accademico e della magistratura sul valore della previdenza e sul rispetto dei diritti quesiti. 

Le due dimensioni della retention e la protezione del reddito

Schianchi distingue due fasi fondamentali della vita pensionistica: 
  1. Fase attiva e autonoma nella quale il pensionato offre tempo, competenze e relazioni all'organizzazione. 
  2. Fase avanzata della vita (fragilità e non-autosufficienza) nella quale aumentano i bisogni di cura, le malattie croniche e le spese sanitarie. In questo contesto, oltre al supporto fondamentale di FASI e Previndai, la tutela del reddito pensionistico reale assume una diretta funzione di protezione sociale. 

Sotto il profilo delle proposte economico-fiscali, Schianchi segnala: 
  • La proposta di concedere la deduzione diretta dal reddito (invece della detrazione al 19%) per le spese sanitarie e assistenziali sostenute dagli over 75. 
  • La rimozione del tetto di reddito di 40.000 € lordi per la detrazione delle spese non sanitarie di ricovero dei congiunti in RSA.
  • La valutazione di meccanismi di sgravio fiscale per i pensionati che continuano a lavorare per i primi due anni di pensione (sul modello tedesco) e l'adozione della perequazione di tutte le pensioni al 100%.
     

Illustrazione della proposta sulla perequazione

Antonio Sartorio illustra la proposta che ha già presentato al Coordinamento Nazionale Seniores il 21 luglio scorso e discussa presso l'associazione territoriale di Torino. 
I contenuti e le motivazioni 
  • Problema del potere d'acquisto: la continua riduzione della perequazione per le pensioni superiori a 4 volte il minimo INPS (scesa nel 2024 fino all'aliquota marginale del 32% dell'inflazione Istat) ha causato negli ultimi 25-30 anni una perdita del tenore di vita pari al 25-30%. 
  • Oggetto della proposta: promuovere una legge di iniziativa popolare che fissi in modo permanente la perequazione delle pensioni al 100% dell'indice di inflazione certificato dall'Istat per tutti i trattamenti. 

Procedura Tecnica Digitale 
Sartorio specifica l'iter procedurale aggiornato alle normative del 2024: 
  1. Costituzione di un comitato promotore composto da almeno 10 iscritti. 
  2. Deposito formale del testo della proposta presso la Cancelleria della Corte di Cassazione e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 
  3. Raccolta delle 50.000 firme obbligatorie tramite la nuova piattaforma digitale pubblica gestita dal Ministero della Giustizia, cui i cittadini accedono direttamente e in modo certificato tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE). 

Significato Politico-Sindacale e obiezioni 
Sartorio sostiene che, al di là dell'esito parlamentare, l'iniziativa rappresenta una fondamentale azione di politica sindacale per mobilitare gli iscritti Federmanager, dare visibilità pubblica alle istanze della categoria e superare la linea di passività. Sartorio propone inoltre di inserire formalmente il tema all'Ordine del Giorno del Consiglio Nazionale di Genova del 16 ottobre 2026, richiedendo la trasparenza degli esiti del voto verso tutti i Soci. 

Obiezioni richiamate dal Presidente Quercioli e da Schianchi: 
  • Storicamente pochissime leggi di iniziativa popolare hanno completato con successo l'iter legislativo. 
  • Precedenti iniziative di raccolta firme (es. sul ceto medio, con circa 52.000 adesioni) e ricorsi giudiziari (ricorso alla CEDU) non hanno portato ai risultati sperati e hanno generato reazioni scontenti o spaccature tra i soci. 
  • Senza l'appoggio di confederazioni come CGIL, CISL e UIL, l'impatto politico dell'iniziativa rischia di rimanere limitato. 

Sintesi degli interventi e dibattito generale

Gli apprezzamenti all'intervento introduttivo
Nel dibattito è emerso un diffuso apprezzamento per l'impostazione della relazione introduttiva e per le proposte riguardanti la retention dei Seniores. Sono stati condivisi, in particolare, la valorizzazione delle competenze dei dirigenti pensionati, il trasferimento delle esperienze alle generazioni più giovani, il supporto alle PMI, il networking, l'aggiornamento digitale, la prevenzione sanitaria e la costituzione di un Osservatorio Previdenziale. È stata inoltre condivisa l'esigenza di considerare la diversa evoluzione dei bisogni nel corso della vita pensionistica: nella prima fase prevalgono le opportunità di partecipazione, aggiornamento e valorizzazione delle competenze; con l'avanzare dell'età assumono invece crescente importanza la salute, l'assistenza e, soprattutto, la sicurezza economica. Tale distinzione è risultata coerente con l'impostazione della relazione introduttiva, che individua una fase attiva e autonoma e una successiva fase caratterizzata da maggiori condizioni di fragilità. 

Le osservazioni critiche
Con particolare forza è stata richiamata la necessità che la tutela del potere d'acquisto delle pensioni costituisca una priorità dell'azione sindacale e che all'approfondimento e all'analisi dei problemi facciano seguito iniziative concrete e riconoscibili. In questo quadro è emerso un significativo apprezzamento per le iniziative dirette a dare stabilità e certezza al meccanismo di rivalutazione delle pensioni, sottraendo per quanto possibile la conservazione del loro valore reale alla successione di interventi contingenti e ripetutamente modificabili. La ricerca di un sistema di perequazione più stabile è stata pertanto considerata non soltanto come una rivendicazione economica, ma come un elemento di sicurezza del reddito pensionistico nel tempo, particolarmente importante quando, con l'avanzare dell'età, diminuiscono le possibilità di integrare il reddito e aumentano le esigenze sanitarie e assistenziali. 

Proprio sotto questo profilo è stata manifestata una particolare criticità: alla conoscenza e alla denuncia dei problemi non sempre corrisponde la percezione di un'azione altrettanto concreta e continuativa per affrontarli. Il rischio segnalato è che il protrarsi di una fase prevalentemente dedicata all'analisi, senza iniziative conseguenti, possa essere interpretato dagli iscritti come una sostanziale rinuncia a incidere su questioni che riguardano direttamente la tutela del loro reddito e delle loro condizioni di vita.

A questa preoccupazione si aggiunge quella per l'elevata pressione fiscale gravante sulle pensioni. Anche su tali aspetti è stata avvertita l'esigenza di prese di posizione più esplicite e di una presenza pubblica continuativa, autorevole e rappresentativa, capace di spiegare le ragioni dei pensionati e di contrastare una rappresentazione dei dirigenti pensionati come categoria privilegiata.
In tale contesto, più interventi hanno espresso una netta contrarietà a una logica rinunciataria motivata dagli insuccessi registrati da precedenti iniziative. È stato osservato che la difficoltà di conseguire risultati, pur dovendo essere realisticamente valutata, non dovrebbe di per sé tradursi nell'assenza di iniziativa. Da qui la sollecitazione a individuare forme di azione concrete, sostenibili e incisive, attraverso le quali rendere visibile la posizione dell'Organizzazione e mantenere aperto il confronto con le istituzioni e con la politica. 

Le eventuali varianti alle proposte a sostegno della stabilità del sistema di valorizzazione delle pensioni
Accanto alla proposta di una legge di iniziativa popolare per la perequazione integrale, sono state prospettate altre possibili modalità di intervento: una petizione attraverso la piattaforma ufficiale della Camera dei Deputati; campagne professionali di comunicazione; la costruzione di alleanze con altre organizzazioni sindacali e con le rappresentanze dei quadri; interventi sul carico fiscale e sul fiscal drag; misure di deducibilità o detassazione delle spese sanitarie, assistenziali e per le RSA.
È stata quindi prospettata l'opportunità di non affidare la tutela dei pensionati a un unico strumento, ma di accompagnare la rivendicazione previdenziale con una più ampia strategia fiscale, sociale, istituzionale e comunicativa.

Le riserve
Nel dibattito è emersa anche una posizione più cauta rispetto alla richiesta di perequazione integrale. È stato osservato che l'attuale sistema differenziato di rivalutazione può essere considerato un compromesso tra tutela delle pensioni, solidarietà e sostenibilità dei conti pubblici.
È stato inoltre segnalato il rischio che una rivendicazione concentrata sulle pensioni medio-alte possa produrre effetti negativi nell'opinione pubblica, rafforzando la rappresentazione dei dirigenti pensionati come categoria privilegiata. Da qui l'invito a valutare attentamente modalità, contenuti e comunicazione delle eventuali iniziative. 

Gli incitamenti
È stata richiamata la necessità di individuare forme di intervento visibili e incisive, capaci di richiamare l'attenzione della politica e delle istituzioni, sostenute da una comunicazione più efficace e dalla ricerca di possibili alleanze esterne.
È stato inoltre valorizzato il contributo sociale delle dirigenti e dei dirigenti senior, ritenendo che il trasferimento delle competenze e il loro impegno nella società possano contribuire ad accrescere la visibilità, la credibilità e la forza di rappresentanza della categoria. 

Le proposte conclusive
Al termine del dibattito è stata espressa soddisfazione per la partecipazione e per la ricchezza degli interventi. Sul piano operativo è stato stabilito di distribuire a tutti i partecipanti la relazione sulle politiche di retention e la proposta sulla perequazione, di predisporre e condividere il verbale sintetico della riunione e di aggiornare i lavori al mese successivo, così da proseguire l'esame delle questioni emerse e lo sviluppo delle possibili iniziative comuni. 

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