L’arte del Musical

La musica è, assieme alla lettura, una delle poche cose che ci permettono di navigare durante questo periodo insolito, che in un non lontano futuro ispirerà libri di ogni genere

Il primo musical “The Black Crook”, inscenato a New York nel 1866.

Josef Oskar

Responsabile Musica - Gruppo Cultura
Questo breve articolo si prefigge lo scopo di occuparsi del teatro musicale che, come tutti sanno, nasce in Italia con l’Opera. La prima opera italiana “Euridice”, composta da Jacopo Peri, va in scena a Firenze nel 1600. Tra il XVI e XVIII secolo l’Italia la fa da padrona in quest’arte musicale. 
Ma, verso la metà del XIX secolo, Jacques Offenbach dà il via a Parigi a una forma più leggera di teatro musicale che verrà battezzata Operetta. Le fa eco Vienna con Johann Strauss II e “Il Pipistrello”; in seguito Monaco di Baviera, con il tedesco Richard Strauss e il suo intramontabile “Cavaliere delle Rose”.
Il Nuovo Continente ovviamente innova e presenta una versione ancor più leggera di teatro musicale, che successivamente sarà chiamata Musical, un insieme di recitazione, canti e balli. 
Il primo musical fa la sua apparizione a New York nel 1866 ed è intitolato “The Black Crook” (ovvero “L’Imbroglione Nero”), piace molto al pubblico (maschile) il coro femminile vestito molto succintamente. Risponde Londra con Gilbert e Sullivan, e da questo momento il musical diventa, quasi esclusivamente, un affare anglosassone.
Il filone del musical dà segni di una vitalità senza precedenti. I teatri di Broadway (il cui corrispondente milanese è conosciuto come Via Larga) fanno a gara per presentare uno dopo l’altro spettacoli che godono del grande favore del pubblico. Hollywood copia negli anni ’30 e il mondo intero assiste al “Mago di Oz” con un’indimenticabile Judy Garland.
Ma questo è appena un assaggio, e questa forma di teatro musicale esplode dopo la Seconda Guerra Mondiale. Chi non ha in mente Gene Kelly, che canta e balla sotto la pioggia “Singing in the rain”? Chi non ricorda lo stesso attore in “Un americano a Parigi” di George Gershwin, assieme a una graziosa Leslie Caron?
Il pezzo forte a partire dalla metà degli anni Cinquanta è il glorioso “West Side Story” di Leonard Bernstein, diventato un celebre film: altro non è che un adattamento newyorchese di Romeo e Giulietta di shakespeariana memoria. Da qui in avanti è un susseguirsi di successi, tra cui “My Fair Lady”, tratta dall’opera teatrale di George Bernard Shaw “Pigmalione”, nonché “Tutti insieme appassionatamente” con Julie Andrews, protagonista anche in “Mary Poppins”. La lista potrebbe andare avanti con molti altri titoli.
Londra non resta a guardare e assiste all’ascesa del prolifico compositore Sir Andrew Lloyd Webber, prima con “Jesus Christ Superstar” e successivamente con i mitici “Fantasma dell’Opera”, “Il Viale del Tramonto”, “Evita” e “Cats”.
Tutte le persone che hanno visitato Londra e con le quali ho parlato sono andate a vedere “Il Fantasma dell’Opera” nel West End. È una delle tappe obbligate per chi si reca nella grande metropoli inglese. Questo spettacolo è diventato uno splendido film di successo con l’affascinante viso di Emmy Rossum nel ruolo di Christine, l’amore non corrisposto del fantasma.
La mia vita lavorativa mi ha portato molte volte a Londra, New York e Sydney: tutte città dove vedere i musical è facile come andare a cena. Una serata tipica è composta, appunto, da una cena seguita dal musical.
In ALDAI questa forma d’arte non è stata ancora presentata, l’ho proposta al Gruppo Cultura ed è stata accettata. Per fortuna, grazie a Zoom si riesce a presentare musica e video, e io mi accingo a dare il via a un ciclo di musical che il nostro pubblico potrà seguire da casa.
 La mia prima scelta sarà, e non potrebbe essere altrimenti, soggettiva. Punterò su “My Fair Lady”. Il motivo? Prenotatevi e lo scoprirete.

SAVE THE DATE

L'incontro My Fair Lady si terrà in videoconferenza Zoom 
giovedì 11 marzo 2021 alle ore 17.

Per registrarsi e ricevere il link per collegarsi all'evento www.aldai.it

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