Impatto organizzativo della trasformazione digitale

Il miglior modo per capire l'organizzazione del lavoro in futuro è osservare l'effetto delle tecnologie nel passato ed immaginare le implicazioni generate dai nuovi bisogni e modalità operative alle quali non sapremo più rinunciare.

Franco Del Vecchio

Presidente ARUM e responsabile del progetto Sviluppo PMI - info@sviluppopmi.it
Ci sarebbero voluti dieci anni per realizzare la trasformazione digitale imposta dalla pandemia di questi ultimi dieci mesi. Zoom, Webex, Teams sono diventate in dieci mesi le applicazioni per videoconferenza più conosciute di molti strumenti office disponibili da più di trent’anni. Lo Smart Working è diventato in dieci mesi la modalità dominante per i “Knowledge Workers”, i lavoratori della conoscenza.

La trasformazione digitale dell’organizzazione del lavoro non si è limitata a sostituire il fisico con il virtuale: le riunioni in videoconferenze, la documentazione cartacea in file, ma ha cambiato profondamente l’organizzazione del lavoro, perché gli strumenti digitali oltre a sostituire abilitano nuovi modelli di business e procedure abbattendo tempi e costi, permettendo di conseguire obiettivi prima impensabili.

Prendo spunto dal progetto di Politiche Attive Sviluppo PMI, gestito dall’ente attuatore ARUM, che in due mesi (luglio e settembre) ha organizzato e gestito 100 domande di partecipazione complete di CV e modulistica d’iscrizione esclusivamente in formato digitale. Ha realizzato oltre 100 incontri per l’organizzazione del progetto e colloqui dei manager con la società di executive search Key2people, oltre a 10 incontri collettivi in videoconferenza con oltre 70 partecipanti per ogni sessione, tutto esclusivamente in videoconferenza.

La tradizionale modalità basata su compilazione cartacea delle domande e colloqui in presenza avrebbe richiesto il doppio dei due mesi impiegati, con evidenti implicazioni in termini di archiviazione della documentazione fisica, di cassaforte per la privacy, impatto ambientale per trecento e più viaggi per le riunioni e i colloqui. È evidente la riduzione dell’impatto ambientale e la riduzione dei costi per tutti.

Il super team di manager per la trasformazione digitale delle imprese ha verificato l’efficacia dell’organizzazione del lavoro senza una sola riunione in presenza, con beneficio immediato sulla produttività. Avendo recuperato tempo per viaggi e burocrazie, rispetto al tradizionale modo di lavorare, ci sono le evidenze del raddoppio netto della produttività, quindi si può fare molto di più con la stessa organizzazione facendo crescere le persone e assumendone di nuove con lo sviluppo del business.

I vantaggi della trasformazione digitale non ricadono solo nell’organizzazione del lavoro e nella produttività, ma anche nel benessere delle persone svincolate dall’obbligo della presenza, più serene e impegnate al raggiungimento degli obiettivi.

Sciolto il legame presenza=remunerazione si rafforza il valore del riconoscimento del merito nel conseguire gli obiettivi, quindi l'impegno e la partecipazione attiva.

Il ruolo del manager assume crescente valenza organizzativa, condividendo gli obiettivi e pianificando le modalità e i tempi di realizzazione con il team, eliminando il controllo in presenza giornaliero della tradizionale figura di “capo”.

Una vota superata la pandemia torneremo a lavorare come prima ?

Ho avuto il privilegio di presentare in Italia nell’84 il primo personal computer con il mouse, l’Apple Mac di Steve Jobs. Suscitò molta curiosità e apprezzamento soprattutto nelle applicazioni grafiche, ma il tradizionale mondo business lo considerò un gadget sottovalutandone l’impatto. 

In quella occasione mi resi per la prima volta conto di una regola fondamentale dell’innovazione che modifica le abitudini delle persone. L’utilizzo del mouse non era immediato, richiedeva una fase di apprendimento, ma una volta acquisita padronanza del dispositivo, nessuno era disposto a tornare alle frecce della tastiera. Le innovazioni di successo impediscono il ritorno al passato e in tal modo diventano progressivamente standard “de facto”.

Quel piccolo mouse ha cambiato il mondo.

Ecco, siamo nel bel mezzo di una transizione epocale verso un mondo digitale, più virtuale, più sostenibile, che travolgerà chi non se ne rende conto.
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