Che cosa è il design?

Il brutto è sempre stato prodotto da coloro che si sforzano di realizzare qualcosa di bello, mentre il bello è opera di chi mira a realizzare qualcosa di utile. (Oscar Wilde)

Luigi Merlini

Rispondere alla domanda “che cosa è il design?” non è mai semplice, perché il design è molte cose, alcune opposte tra loro, ma tutte ugualmente vere. Il design è insieme prodotti di grande serie e pezzi unici, sobrietà minimalista e lusso, innovazione e tradizione, identità del prodotto e identità del brand.
Il progetto non è solo la somma di molti elementi, ma è la loro integrazione organica, che vanno da quello formale a quello tecnologico, da quello funzionale a quello culturale, a quello comunicativo e perfino a quello di servizio. 
La semantica della parola design trova, quindi, la sua giustificazione nel contesto cui si riferisce.
Per riconoscere l’importanza che gli oggetti hanno assunto nel nostro mondo, basta camminare per le strade, guardare la televisione, entrare in un supermercato: scegliere, comprare, scambiare. Allo stesso modo disegnare o produrre un oggetto, anziché un altro, è diventato un gesto carico di significato, attraverso il quale noi dichiariamo e riconosciamo specifiche identità e modi di essere, modi di pensare e di comportarsi. 
Al di là della loro funzionalità, gli oggetti sono diventati strumenti di comunicazione. Come le parole all’interno di una frase, gli oggetti sono diventati frammenti del linguaggio della società. 
Oggi, sempre più prepotentemente, si fa strada un nuovo concetto di bellezza, diverso da quello tramandato da poeti come Omero ed Esiodo, e anche dai presocratici. L’estetica dell’oggetto o del servizio viene ad assumere notevole rilevanza per comunicare all’esterno le caratteristiche di qualità, di piacevolezza, d’interesse, di novità – in poche parole, le prestazioni del prodotto – che suscitano nell’acquirente il desiderio di servirsene e originano l’impulso di avvio del processo decisionale ai fini dell’acquisto. 
Vorrei arricchire queste brevi riflessioni sul design con quanto scritto da Gino Finizio sul suo ultimo libro Minimo&Sostenibile: “Il design non è lontano dall’Umanesimo. L’artefatto industriale penetra nelle nostre case, nei luoghi pubblici e in ogni dove, e determina di fatto il nostro grado di benessere. Il futuro sarà sempre più popolato da oggetti umanizzati…Prodotti ideali che potranno convivere con l’ambiente ed essere amati come oggetti. Umanizzare il design nel suo aspetto estetico, filosofico, poetico, sociale, produttivo e distributivo è il traguardo da raggiungere in tutti i settori merceologici…”.
Se definire il design non è cosa semplice, ancora più complessa risulta la definizione di designer.
Il design è cultura, non si tratta solo di “buttare lì quattro linee”, così si esprimeva Walter de Silva a proposito della difficile professione del designer. Oggi il designer lavora all’interno di una contraddizione drammatica: progettare qualcosa che diventerà realtà da qui a qualche anno, in un contesto di cui è sempre più difficile immaginare i contorni. Con un paradosso si può dire che il “presente” di un designer è il suo futuro.
Michele De Lucchi, in un’intervista di qualche anno fa, affermava che il designer è soprattutto chi vive la realtà, e il compito che è chiamato a svolgere è soprattutto quello di intuire i desideri nascosti che il mondo produce nella sua evoluzione. È questa capacità di captare messaggi, di codificarli, che permette al designer di individuare aree di progetto inedite o indagabili nuovamente sotto prospettive mai sperimentate. 
Un discorso attorno al designer – scrive Gillo Dorfles nella prefazione al libro Design&Management – non può prescindere da quello attorno al marketing, attorno al mondo dell’economia e del mercato, dunque anche a quello della pubblicità, delle pubbliche relazioni, della comunicazione in generale e, inderogabilmente, al mondo della produzione e, dunque, con le basi economico-mercantili che ne stanno alla base.

SAVE THE DATE

L'incontro Che cosa è il design?  si terrà 

giovedì 8 guigno 2023 alle ore 17:00 
presso la Sala Viscontea Sergio Zeme

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it

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