IA: nuovo episodio di una rivoluzione non annunciata

Qual è la natura profonda della Rivoluzione Digitale e perché è importante comprenderne il reale significato

Giampiero Stabile

Coordinatore Gruppo Cultura ALDAI-Federmanager

"Prima furono le valvole termoioniche, poi arrivarono i transistor, quindi i circuiti integrati ed infine gli atomi. I computer uscirono dai laboratori, entrarono nelle fabbriche, nelle nostre case, nelle nostre borse e nelle nostre tasche. Le macchine si sostituirono agli umani perché l’esperienza che una persona può acquisire nel corso della propria esistenza ha un limite mentre quella accumulabile dall’intelligenza artificiale no. Niente della nostra vita sarebbe più potuto rimanere privato e nulla sarebbe mai tornato come prima”.

Potrebbe essere l’incipit di un distopico racconto di fantascienza degli anni ’60, ma questa narrazione è oggi diventata qualcosa di concreto, che attraversa la nostra realtà quotidiana, una realtà ancora non così cupa e inquietante, e tuttavia nemmeno così lontana da quella visione, a giudicare dalle prospettive.

Come è potuto accadere, e quando è iniziato? Com’è possibile che ciò che fino a non molti anni fa sembrava essere niente altro che uno dei tanti generosi rami di quell’incessante processo in corso da due secoli e mezzo che chiamiamo rivoluzione industriale abbia finito per invadere aree così vaste della nostra vita? 

I primi tentativi di realizzare macchine calcolatrici risalgono alla metà del 1600, ma bisognerà attendere il diciannovesimo secolo per osservare dei reali progressi. I computer digitali sono arrivati solamente intorno alla metà del ’900. Il principio di funzionamento dei computer da allora è rimasto invariato, ma nel frattempo le dimensioni e i costi si sono ridotti di ordini di grandezza mentre la potenza è diventata milioni o miliardi di volte quella dei primi elaboratori di ottant’anni fa. E a questo non eravamo preparati.

Uno sviluppo così rapido non ha equivalenti in nessun altro ambito e in nessuna altra epoca. Agli inizi del ’900 fece la sua comparsa negli USA la Ford Model T, la prima automobile di massa della storia: il suo motore erogava una potenza di 20 cv. Ebbene, l’equivalente odierno di quella vettura ha un motore da 120 cv, il medesimo principio di funzionamento e una consistente quota di comfort addizionale. In oltre un secolo la pur brillante tecnologia automobilistica ha saputo moltiplicare le prestazioni dei propri prodotti di un mero fattore sei

All’origine di tutto c’é il paradigma digitale, base della tecnologia informatica, ma a questo si associano anche alcuni altri aspetti peculiari, propri di una rivoluzione che, per quanto solamente agli inizi, per gli impatti economici e sociali che lascia intravedere non è paragonabile ad altro se non a quella industriale della fine del ’700.

Nell’incontro del prossimo ottobre parleremo di intelligenza artificiale, del perché l’IA non è solo un insieme di programmi software e perché non tutti i programmi sono IA. Ripercorreremo le milestones della Rivoluzione Digitale fino ad arrivare ai giorni nostri evidenziando i fattori che ne connotano la natura e che forniscono in definitiva la chiave di lettura per i profondi cambiamenti in atto nella società contemporanea.

SAVE THE DATE

L'incontro Intelligenza artificiale: nuovo episodio di una rivoluzione non annunciata si terrà 

mercoledì 1° ottobre 2025 alle ore 17:00 
presso la Sala Viscontea Sergio Zeme

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it

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