I cervelli in fuga… a volte rientrano

Perché? Le risposte nel Progetto “Bentornata, Italia!”, promosso da ChEuropa, Forum della Meritocrazia e Tortuga

Giorgio Neglia      

Consigliere Forum della Meritocrazia, Responsabile scientifico Meritometro
Molti, troppi talenti italiani partono, lo sappiamo. Spesso in cerca di lidi più meritocratici. E i dati del Meritometro del Forum della Meritocrazia - associazione che ha l’ambizione di rendere l’Italia una comunità meritocratica - sono lì a ricordarcelo. Siamo ultimi in Europa nel ranking del merito e, secondo il Global Talent Competitiveness Index, al 42° posto su 133 Paesi in termini di attrattività per i talenti, addirittura 99esimi nel brain drain. Tutto ciò costa all’Italia, come certifica il Centro Studi Confindustria, circa un punto di PIL (14 miliardi di euro) all’anno. 

Ma, per nostra fortuna, qualcuno torna e recenti dati ISTAT (Report Migrazioni 2021, febbraio 2023) fotografano questo fenomeno: nel 2021 sono rientrati dall’estero circa 75mila italiani, dato in aumento del 34% rispetto al 2020 e del 10% rispetto al periodo pre-pandemico. I rimpatriati (56% uomini e 44% donne, con un'età media di 35 anni) provengono in larga parte da Paesi che sono stati in passato mete di emigrazione italiana (Regno Unito e Germania in primis) e si dirigono in (lieve) prevalenza nelle regioni del Centro-Sud (51% del totale). 

Non solo, c’è da sottolineare che il saldo tra espatri e rientri si riporta a livelli antecedenti alla crisi dello spread del 2011, e alla lunga stagnazione economica che ne è seguita. Con particolare riferimento ai giovani laureati, il calo degli espatri (-21%) da un lato e l’aumento dei rimpatri dall’altro (+29%) determina il saldo migratorio più basso registrato negli ultimi sei anni, che si traduce in una perdita che non supera le 7mila unità. Un trend incoraggiante, quindi, che si registra proprio a cavallo del periodo pandemico che è stato uno spartiacque dal punto di vista sociale ed economico, specie per il nostro Paese. 

Per comprendere le ragioni alla base della decisione di rientrare, e con l'intento di dare vita ad una community di talenti accomunati da tale scelta, è nato il progetto Bentornata, Italia! promosso da ChEuropa, associazione che propone nuovi modelli di mobilità del lavoro in Europa, in partnership con il Forum della Meritocrazia e Tortuga, think tank di studenti, ricercatori e professionisti al servizio di istituzioni e policy maker.

Più nel dettaglio, il progetto si propone di comprendere le motivazioni che spingono gli expat italiani a rientrare, identificando punti di forza e criticità degli ambienti lavorativi di partenza e d’arrivo. Non solo, con Bentornata, Italia!, i partner dell’iniziativa intendono sensibilizzare gli attori economici e istituzionali del nostro Paese sulle opportunità derivanti dalla mobilità circolare dei talenti per riuscire a identificare best practices per migliorare la produttività del sistema Italia, promuovendo il merito. Il risultato auspicato è dare una maggiore visibilità al crescente fenomeno dei rientri, creare connessioni all’interno della comunità dei rimpatriati e tra le aziende italiane disposte a investire nel capitale umano tra i tanti, ancora all’estero, interessati a rientrare.

Si parte con una survey, avviata a fine marzo e tuttora in corso, fruibile online (link) e rivolta a quanti sono tornati in Italia di recente. L’indagine mira ad analizzare, sia le ragioni della partenza, sia quelle del ritorno: studio, lavoro, ma anche qualità della vita e motivi familiari. Con specifico riferimento alle opportunità di lavoro offerte dal nostro Paese, si punta a verificare se le aspettative siano state mantenute o meno (dal punto di vista della crescita professionale, delle competenze e della retribuzione), tenendo altresì conto del peso nella scelta del rientro delle “condizioni di contesto” (ambiente, sistema pensionistico, sanità, ecc.), dei canali di accesso al lavoro (e del network) e dell’eventuale utilizzo degli incentivi fiscali. 

Insomma, una vera e propria radiografia delle ragioni del ritorno in Italia i cui risultati, a partire da giugno, saranno resi pubblici e discussi in occasione di un evento a cui seguirà la raccolta e disseminazione di buone pratiche tra aziende, amministrazioni pubbliche e altri stakeholder. L’intento - lodevole e al tempo stesso sfidante - è quello di dare visibilità al fenomeno dei rientri, aiutare chi è di ritorno a sentirsi parte di una stessa comunità, consentendo al Paese di supportare e beneficiare di questa rinnovata "voglia di Italia".

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