I temi del Comitato Pensionati

Il recente incontro del Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager del 26 marzo 2026 ha aperto un dibattito sul Manifesto Federmanager 2026 e sul ruolo dei Senior

Mino Schianchi

Presidente Comitato Nazionale di Coordinamento Gruppi Seniores Federmanager e Presidente Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager

Un incontro molto partecipato e vivace ha visto tra i protagonisti il Manifesto 2026 targato Federmanager, un documento di indubbio valore quale strumento di indirizzo, che meriterebbe un ulteriore rafforzamento anche nella tutela dei pensionati: i diritti previdenziali dei dirigenti in quiescenza costituiscono diritti sociali e collettivi e, come tali, devono essere difesi attraverso un’azione continua, capace di incidere efficacemente sia sul piano politico-istituzionale sia su quello giuridico.

Manifesto 2026

Il Manifesto Federmanager 2026, è una proposta organica rivolta alle istituzioni e alle forze politiche, fondata su una visione strategica che pone al centro il ruolo dell’industria e del management quale leva per la competitività, la crescita della produttività e la gestione delle principali transizioni – digitale, energetica e organizzativa – nonché per il rafforzamento della coesione sociale e del sistema di welfare. Il Manifesto si articola in dieci punti di intervento prioritari, che spaziano dal rafforzamento dell’infrastruttura manageriale alla managerializzazione delle PMI, dalla stabilità normativa alla sostenibilità, dalla riduzione del costo dell’energia alla governance dell’intelligenza artificiale, fino alla formazione continua, alla riforma fiscale e alla modernizzazione del sistema pensionistico e di welfare.

I risultati della ricerca Data Hubs 

Risultati non certo incoraggianti della ricerca Data Hubs, presentati durante l’incontro del Consiglio Nazionale di marzo, evidenziano che il 46% dei dirigenti intervistati dichiara di non conoscere Federmanager, mentre il 12% degli stessi non è consapevole del ruolo della Federazione quale firmataria del Contratto Nazionale dei Dirigenti dell’Industria. 
Tali elementi evidenziano criticità che vanno oltre l’ambito della comunicazione, investendo direttamente i temi dell’identità associativa, della riconoscibilità e della partecipazione. In assenza di una diffusa consapevolezza della nostra realtà associativa, risulta infatti difficile consolidare il senso di appartenenza e rafforzare il ruolo di rappresentanza.

Sempre in tema di numeri si è confermata, anche nel 2025, una contrazione della componente pensionati, diventata pari agli iscritti in età lavorativa. Un dato che desta preoccupazione, considerando la longevità, le cui cause possono probabilmente essere ascritte a un’insufficiente informazione, a un limitato coinvolgimento e alla percezione di scarsa attenzione alle aspettative dei Senior che induce i neopensionati a non rinnovare l’iscrizione quando vanno in pensione, non essendo a conoscenza dei servizi dedicati specificamente ai Senior. 
La Federazione, è l’organismo di rappresentanza sindacale e contrattuale con il mandato di tutelare gli interessi generali della categoria; una categoria che include dirigenti in servizio e pensionati, e se  – per i primi – il CCNL è la mission primaria, per quelli in quiescenza diventa essenziale evidenziare quali siano gli ambiti prioritari di tutela: la difesa del potere d’acquisto delle pensioni, la sanità, la previdenza, l’equità fiscale e la lotta all’evasione quale strumento per una più equa distribuzione del carico tributario. 
Purtroppo, se l’azione associativa non risulta incisiva con tali esigenze fondamentali, può venir meno la motivazione stessa dell’adesione o del mantenimento dell’iscrizione. Le attività ricreative, culturali e di socializzazione, pur rappresentando un utile completamento dell’offerta, non possono sostituire la funzione primaria di rappresentanza.

Il Comitato di Coordinamento Gruppi Seniores è impegnato nell’analisi e nell’approfondimento di quei fattori che possono indurre i pensionati a mantenere l’iscrizione in modo da individuare leve efficaci per contrastare il progressivo calo. In tale ambito, è stata inoltre sottolineata la differenza territoriale delle motivazioni, nelle grandi aree urbane possono assumere rilievo opportunità quali impegno operativo, volontariato o attività professionali residue; mentre nelle realtà di piccola e media provincia tali opportunità risultano più limitate, ma compensate dalle iniziative di vita associativa: visite collettive ed eventi conviviali che rafforzano l’identità della dirigenza senior.

Perequazione, fisco e previdenza complementare

In tema di perequazione viene evidenziata la necessità di riprenderne il sostegno, ribadendo l’impegno di Federmanager nella difesa dell’attuale meccanismo di adeguamento e recupero del potere d’acquisto generato dall’inflazione, che prevede il riconoscimento del 100% per le pensioni fino a 4 volte il minimo, il 90% per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo e il 75% per la quota di pensione eccedente 5 volte il minimo (circa 3.000 euro lordi) che interessa la gran parte dei trattamenti dei dirigenti in pensione. Vengono, inoltre, delineati come prioritari anche fisco e previdenza complementare, pilastri fondamentali dell’azione di tutela.

Forum Federmanager e azione territoriale

Il prossimo 2 luglio, in occasione dell’Assemblea annuale, il Forum Federmanager rappresenterà un momento centrale di confronto e condivisione della visione associativa durante il quale i contenuti del Manifesto potranno essere ulteriormente declinati e sviluppati a livello territoriale, attraverso iniziative e momenti di approfondimento, al fine di rafforzare il dialogo con imprese, istituzioni e stakeholder locali e consolidare la diffusione di una visione dello sviluppo economico e sociale comune.

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in formato pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013

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